martedì, Ottobre 27, 2020
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Alto attestato di benemerenza del Conservatorio Rossini al Presidente Emerito Giorgio Girelli

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PESARO – L’inaugurazione dell’anno accademico del Conservatorio Statale Rossini, giorni addietro,  ha consentito  una proficua sintesi  sugli obiettivi perseguiti dalla riforma della  formazione musicale su cui si è efficacemente intrattenuto il Direttore generale del Ministero della Istruzione e Università Maria Letizia Melina, funzionario tra i più preparati e disponibili della struttura centrale.

Molto puntuale la relazione introduttiva del presidente dell’Istituto Salvatore Giordano che tra l’altro ha posto in rilievo come il Conservatorio di Pesaro, operante in una città  che  l’Unesco ha riconosciuto quale “città della musica”,  necessita di adeguati sostegni per affrontare  le  criticità strutturali della sua sede settecentesca che il trascorrere infruttuoso del tempo peraltro aggrava. In effetti,  tra le più evidenti si possono ricordare: la struttura  delle caldaie. E’ obsoleta. Talvolta gli impianti  funzionano a singhiozzo. Gli infissi, in gran parte deteriorati e in caso di pioggia insistente l’acqua penetra all’interno dell’edificio. Il tetto del Palazzo, che  ha presentato diverse infiltrazioni con caduta d’acqua sul palco ed in altri ambienti del Conservatorio. Qui la Fondazione  Rossini è riuscita ad  effettuare interventi d’emergenza.  Gli scarichi fognari, che  confluiscono in una fossa biologica  allocata nell’area del giardino del palazzo. La certificazione anti incendi,  non ancora perfezionata. Il Conservatorio ha cercato nel 1996 di risolvere in maniera autonoma il problema con l’ing. Mariani.  Ma la pratica  non poté essere definita: dette però impulso alla Fondazione Rossini per l’accelerazione dell’adempimento. I servizi igienici, a dir poco inadeguati : quelli poi connessi con l’auditorium non solo sono infelici,  poggiano su una palafitta di legno che non dà garanzie di sicurezza e di stabilità. Il settecentesco portone principale è deteriorato e da restaurare.

Tutti aspetti, a parte le fogne (di competenza comunale) cui dovrebbe provvedere l’ente tenuto alla manutenzione della struttura, la Fondazione Rossini istituita nel 1940 con questo compito. Ma è notorio che l’organismo ha risorse appena per il riscaldamento e le utenze, oltre a qualche intervento d’emergenza. Mentre uno studio di valenti professionisti ha quantificato in circa sei milioni l’onere per un primo intervento che garantisca l’indispensabile sicurezza e funzionalità  all’immobile.

D’altra parte lo Stato, pur avendo l’uso del palazzo, non può effettuarvi interventi perché l’immobile ha natura privata dato che la sua nuda proprietà ricade sulla Fondazione Rossini.

Il tutto ha origine nelle condizioni fissate  per la statizzazione dell’allora Liceo Musicale Rossini, avvenuta con una legge del 1939, i cui beni ereditati da Rossini passarono alla Fondazione. Il presidente Girelli, con qualche stratagemma, è riuscito ad ottenere fondi statali per il rifacimento del corridoio del pianoterra di sinistra del Palazzo e per l’allestimento dell’ascensore. Ma ciò che occorre è una soluzione organica e definitiva. E l’unica via ragionevole appare quella di liberare la Fondazione da questa proprietà che invece di rappresentare una base patrimoniale è un peso insopportabile.

Da parte sua Ludovico Bramanti, direttore dell’Istituto, si è soffermato tra l’altro sulle iniziative che hanno condotto il Conservatorio ad effettuare importanti esperienze all’estero. Ha inoltre illustrato la attività di produzione sempre più intensa e qualificata,  come dimostra la realizzazione, in collaborazione con il ROF e con la Accademia di belle arti di Urbino,  dell’opera  rossiniana “La Cambiale di matrimonio”, pezzo forte della inaugurazione dell’anno accademico.

La cerimonia, cui hanno reso parte i rettori delle università di Ancona e di Urbino e numerose autorità statali e locali, è stata quest’anno caratterizzata  dalla sintesi  svolta dal presidente emerito Giorgio Girelli sui lunghi anni trascorsi alla guida, iniziata nel 1993,  del Conservatorio Rossini.

Girelli ha tra l’altro ricordato il  potenziamento dei contatti dell’Istituto con la Città e con le sue Istituzioni, l’attivazione di ricorrenti manifestazioni musicali  nel corso dell’anno che, oltre all’apprezzamento artistico,  hanno impresso al Conservatorio anche   una identità di scuola  “socialmente” sensibile  per avere sottolineato temi quali il lavoro, la solidarietà ai malati, la lotta antitumori, la vicinanza ai terremotati, i valori della democrazia fissati nella nostra Costituzione.

Girelli ha pure svolto una azione concreta a livello nazionale  perchè  le iniziative    legislative sui conservatori  e le loro strutture avessero un epilogo costruttivo ed aderente agli effettivi bisogni  di studenti   e docenti. E’ stato così salvaguardato , ad esempio, l’ apporto  di competenze amministrative esterne mantenendo la figura del Presidente, come è stato evitato  il “pasticcio” dei politecnici delle arti, che,  invece di assumere forme  di razionale coordinamento operativo tra Istituzioni culturali  (come sono ad esempio in atto a Pesaro tra Conservatorio e Accademia di belle arti)  erano stati preordinati quale  disordinato assemblaggio delle varie istituzioni AFAM (Conservatori, Accademie, ISIA) quasi si fosse trattato di accorpare agenzie di una banca. A conclusione della cerimonia, con sensibilità e nobiltà d’animo non comuni, il presidente Giordano ed il direttore Bramanti   hanno onorato,  quale riconoscimento dell’Istituto per l’intensa azione svolta in favore del Conservatorio Rossini, il presidente emerito Giorgio Girelli  con una targa d’argento  che reca la seguente dedica :  “Al Cavaliere di Gran Croce  Ambasciatore Giorgio Girelli che in questi lunghi anni ha assicurato tutto il suo impegno con dedizione, autorevolezza e responsabilità al prestigioso conservatorio Gioachino Rossini di Pesaro, che rappresenta una eccellenza unica della nostra comunità, patrimonio UNESCO per la musica”.(A.M.)

Nelle foto: la consegna della Targa di benemerenza a Giorgio Girelli; il Direttore Generale Maria Letizia Melina e Giorgio Girelli.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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