martedì, Novembre 30, 2021
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Hacker rubano 30mila euro dalla rete delle Federazione Tennis Tavolo. Scovati dalla Polizia Postale a Torino

roma

Torino – Si erano introdotti clandestinamente nella rete della Federazione Italiana Tennis Tavolo rubando le credenziali di accesso alle caselle di posta elettronica federali, e riuscendo in tal modo ad intercettare tutte le comunicazioni scambiate fra le varie società sportive in vista di un torneo internazionale, che vedeva la partecipazione di ben quaranta Paesi da tutto il mondo, compresa l’Italia che gioca un gioco un ruolo da protagonista.  A finire sotto la lente dei due hacker sono state, in particolare le email contenenti i dati e gli estremi per procedere ai pagamenti per la partecipazione al prestigioso torneo.

Carpiti tali dati infatti, i criminali informatici sono riusciti a rubare l’identità digitale degli organizzatori del torneo, ed abilmente falsificando tutte le fatture relative ai pagamenti per l’iscrizione, hanno contattato le varie Federazioni sportive e squadre partecipanti (tra cui, oltre l’Italia, vi erano la Cina, la Polonia e l’Ungheria), convincendole della necessità di effettuare i pagamenti su conti correnti del tutto falsi, accesi presso banche estere ed in realtà riconducibili ai due italiani, i quali, nel giro di pochissimi click, avevano già incassato oltre 30.000 euro di profitti illeciti. però la Federazione italiana si è accorta della frode, ed ha prontamente denunciato l’accaduto alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Imperia la quale, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Genova e coordinata dalla Sezione financial cybercrime del Servizio centrale in Roma, si è subito messa sulle tracce dei responsabili.

Attraverso attività tecniche e complessi accertamenti informatici, superando gli strumenti di anonimizzazione che gli hacker avevano impiegato per camuffare le loro tracce, gli uomini della Polizia Postale hanno in breve tempo puntato l’obiettivo sui due italiani, ufficialmente residenti a San Remo; pedinati e rintracciati a Torino, i due sono stati sottoposti a perquisizione, anche informatica, che ha consentito di ricostruire tutte le prove del reato all’interno del copioso materiale hardware e software in loro possesso, poi sottoposto a sequestro.

Le frodi informatiche  di questo tipo sono note nel panorama investigativo internazionale come BEC (Business Email Compromise) o Invoice Fraud (“Frode della fattura”), che consentono alle organizzazioni internazionali attive nel crimine informatico/finanziario di conseguire profitti illeciti oramai ingentissimi.

 

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