martedì, giugno 18, 2019
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A.I.R.E (Anagarafe Italiani Residenti all’Estero) e Registro della bigenitorialita’: l’analisi dell’avvocato Franco Arona

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Riportiamo di seguito l’interessante analisi stilata dall’avvocato di ADIANTUM (Associazione Aderenti nazionali per la Tutela dei Minori) Franco Arona, esperto di Sottrazioni internazionali di minori e coordinatore del CISM (Coordinamento internazionale Sottrazione dei Minori).

“Alcuni di Voi, quando si richiama al ”Registro della Bigenitorialità” sanno benissimo che entriamo in un tema delicato dove sono presenti dei conflittualità fra genitori a causa di separazioni di fatto/omologate e non/ ovvero divorzi. Il diritto alla “bigenitorialità”, un principio consolidato da tempo in altri ordinamenti europei, riconosciuto attraverso l’affido condiviso, per i figli di coppie separate anche non sposate e’ sancito anche nella “Convenzione sui diritti dei fanciulli” sottoscritta a New York il 20.11.1989 e resa esecutiva in Italia con la legge 176 del 1991.
E’ “il principio etico in base al quale un bambino ha una legittima aspirazione, ed un legittimo diritto a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche nel caso questi siano separati o divorziati”. E’ l’articolo 337 ter del Codice Civile a introdurre il concetto nel nostro ordinamento, dicendo testualmente: «Il figlio minore ha il diritto di mantenere il rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare i rapporti significativi con gli ascendenti e con i propri parenti di ciascun ramo genitoriale”.
Perciò nasce il Registro della bigenitorialità, uno strumento che permette di annotare formalmente anche la residenza o il domicilio del genitore non “collocatario”. Nella maggior parte delle separazioni, infatti, l’affido dei figli è condiviso, ma la loro “collocazione” prevalente sancisce anche la loro residenza legale. Questo significa che le istituzioni dialogano unicamente con un genitore per tutto quello che riguarda i figli, salute e scuola, ad esempio. Il registro della bigenitorialità permette a entrambi di avere le medesime informazioni”.

“Attualmente  – prosegue – pochi comuni in Italia hanno adottato il predetto registro ma si auspica un incremento all’introduzione del Registro della Bigenitorialità ed una maggiore sensibilizzazione da parte dei Consigli Comunali di tutt’Italia. In Italia i comuni che hanno aderito e deciso di dotarsi di questo strumento sono città come Verona, Siracusa, Parma, Ravenna, Savona, San Michele Salentino, Termini Imerese ecc…. Tra le recenti adesioni vi sono quelle dei Comuni di Grottammare, Gorgonzola, Omegna, Chioggia, anche il Comune di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli.
Un diritto non sempre garantito, un principio spesso inapplicato”.


E ancora: “A ciò si aggiunge una lacuna gravissima che evidenzia la necessità attuale di una correzione celere. La lacuna normativa a cui ci riferiamo emerge nel caso che uno dei genitori (nella maggiore dei casi straniero/a) senza il consenso dell’altro genitore non rientra o all’insaputa si trasferisce all’Estero con il minore illecitamente sottratto. Per il genitore espatriato corre l’obbligo della richiesta di iscrizione all’AIRE – obbligatoria– questa deve essere inoltrata nella circoscrizione Consolare di pertinenza dal genitore che si è trasferito all’Estero che ha portato con se il minore.
Ma vediamo nel dettaglio cos’è l’AIRE.
In ogni Circoscrizione Consolare Italiana all’estero è istituita l’Anagrafe Italiani Residenti Esteri (AIRE). Ha funzione, affinché l’autorità Consolare sia informata della presenza permanente all’estero dei propri cittadini italiani (compresi i minori). Con l’iscrizione all’AIRE il cittadino italiano viene d’ufficio nel proprio comune dell’ultima residenza, cancellato, ovvero registrato come trasferito all’estero.

1) AIRE (Anagrafe Italiana residenti all’Estero)
Il servizio consente di richiedere l’iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiani residenti all’estero).
Andiamo ad esaminare questo servizio.
Ai sensi della legge 470/1988 l’iscrizione all’AIRE è obbligatoria per:
i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi;
quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo
acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.

Nel frattempo sono state introdotte nel nostro Ordinamento vigente alcune prescrizioni perentorie di carattere amministrativo, ad esempio in Italia, alcune Istituzioni private e non, chiedono il consenso per iscritto del genitore non affidatario nel caso in cui, il genitore separato debba prendere decisioni sulla formazione, salute ed indirizzo del minore affidatogli. (vedi il caso tipico del rilascio del documento d’Identità valido per l’espatrio).
Può succedere che al Genitore non affidatario che intenda fare un viaggio all’estero sia per motivi di svago, cure mediche o lavoro, nel caso necessità del rinnovo di un documento di riconoscimento personale scaduto o in procinto di scadenza (Carta d’identità valida per l’espatrio o Passaporto) dovrà pur sempre richiedere il consenso all’altro genitore affidatario in quanto ciò gli viene richiesto dagli organi di Polizia amm.va, diversamente non gli verrà rinnovato il documento valido per l’espatrio. La norma sull’assenso dell’altro genitore per rilascio/rinnovo passaporto in presenza di figli minorenni è introdotta dall’art. 3, comma b delle L. no. 115 del 21/11/1967 modificata dall’art. 24, comma 1, b).
Diversamente in caso di diniego del consenso da parte del Genitore bisogna rivolgersi al Giudice Tutelare Tribunale Sezione Volontaria Giurisdizione per ottenere il consenso Giudiziale”.

“Nel caso di Genitore affidatario ( Qui la Legge è ancora più severa) – prosegue Arona – , questo non può espatriare insieme al minore (mi riferisco ad una breve vacanza o viaggio) senza il consenso formale scritto dell’altro genitore, in altri casi, non può senza il permesso-assenso dell’altro genitore autorizzare interventi medico-chirurgico del minore, non può fare partecipare il minore ad attività extra-scolastiche (gite, attività sportiva ecc…).
Analizziamo il caso del genitore espatriato che porta con se illecitamente all’estero il minore.
Dove nasce il problema? Ci si chiede, perché ad un genitore che illecitamente sottrae un minore gli è consentito di iscrivere il minore cittadino italiano all’AIRE? La risposta è insita nella Legge 470/1988 che rende obbligatoria l’iscrizione all’AIRE, ma questa non prevede il consenso del genitore naturale del minore.

La legge obsoleta, risale ad oltre 30 anni addietro, e non prevedeva i casi, oggi purtroppo frequenti, di Sottrazione Internazionale del Minore.
Quali sono i danni irreparabili derivanti dalla cancellazione del soggetto ( il minore ) dall’anagrafe di residenza e conseguenzialmente dallo Stato di Famiglia.
Non entrando nel merito delle motivazioni, il genitore che da tempo cova l’intenzione di rientrare nel paese d’origine portando con se arbitrariamente il figlio minore, in genere premedita alcune azioni lecite o non, predispone all’insaputa dell’altro genitore inconsapevole una serie di trappole legali e meno. Fra le azioni legali consentite dalla vigente Legge, c’è l’iscrizione del minore all’A.I.R.E, richiesta che può essere inoltrata all’insaputa dell’altro genitore senza incorrere ad alcuna sanzione. Anzi al contrario è la stessa Legge che lo impone”.

“La conseguenza per il genitore – spiega il legale –  vittima della sottrazione internazionale del minore è, subire, oltre l’espatrio non consentito e non voluto, del proprio figlio/a minore, la cancellazione d’ufficio, dal proprio comune di residenza, all’anagrafe e quale componente nel proprio Stato di famiglia del soggetto interessato, con grave pregiudizio sia formale, sostanziale ed economico. Con rilevante perdita dei diritti costituzionalmente garantiti ai cittadini residenti e conviventi.
Per indicare brevemente alcuni esempi nel merito:
(sono casi concreti documentati)
1) L’iscrizione del minore all’A.I.R.E (senza il consenso dell’altro genitore che purtroppo in virtù delle vigenti norme non è richiesto), risulta deleterio nei casi in cui si attiva una procedura di richiesta di rimpatrio inoltrata ai sensi della Convenzione dell’Aja del 1980, questa verrebbe rigettata e respinta al ricorrente nel caso del deposito in atti processuali di un certificato A.I.R.E., (artatamente prodotto), in quanto il controricorrente sarebbe in grado di dimostrare la presenza del minore nello stato ospitante oltre i 365 gg..
La relativa attestazione consolare di iscrizione all’A.I.R.E. prodotta dal genitore che ha chiesto di iscrivere, da una data a volte anteriore dal reale trasferimento, il minore all’A.I.R.E. senza il consenso dell’altro genitore risulta prova documentale per certificare e dimostrare la presenza (diversa dalla permanenza) in quel paese del minore.
2) Al genitore vittima della sottrazione, nel proprio paese d’origine, risultarà il figlio/a minore non più iscritto quale residente, di conseguenza verrà cancellato dai certificati degli Uffici di Sato Civile e non essendo, di fatto, più parte del nucleo familiare quale componente ciò comporta, ai fini fiscali e contributivi, un perdita economica per quel genitore a cui venivano riconosciuti alcuni diritti o spettanze per la presenza del figlio minore quale componente del nucleo familiare (assegni in busta per figli conviventi, diminuzione del numero dei componenti familiari perdita per il minore dei diritti alla formazione scolastica ecc…)”.

Quale soluzione al caso?

“Detto ciò – dichiara ancora Arona –  si propone la seguente modifica normativa o semplicemente amministrativa! Prima ancora che venga eseguita la cancellazione d’ufficio del minore dall’Anagrafe dell’ultima residenza in Italia, l’ufficio competente, quindi l’amministrazione ovvero il Funzionario delegato dell’Ufficio per l’Anagrafe, deve rivolgersi formalmente al genitore (vittima della sottrazione internazionale) residente in quel Comune dove si deve procedere alla cancellazione in anagrafe informare e chiedere al genitore (che non ha richiesto l’iscrizione del minore all’A.I.R.E) di formalizzare per sottoscrizione davanti all’Ufficiale dell’Anagrafe il consenso. Solo così si avrà la certezza che il genitore abbia dato il proprio consenso per l’espatrio, altrimenti risulta essere vittima inconsapevole di illecita sottrazione Internazionale del minore.
Ciò torna utile come prova documentale in un eventuale sede Processuale o fase di Giudizio per Illecita Sottrazione Internazionale di minori ai sensi della Convenzione dell’Aja del 1980 ex art. 14 e
(https://www.esteri.it/mae/normative/normativa_consolare/serviziconsolari/tutelaconsolare/minori/convaja_251080.pdf)
Tale procedimento di rimpatrio si può attuare solo se non sono trascorsi giorni 365 dalla sottrazione illecita del minore. Poiché la dichiarazione del consenso o meno all’espatrio verrebbe espressa formalmente avanti ad un pubblico Ufficiale del Comune di residenza, salvo querela per falso, nessun dubbio al fine di determinare la data certa dell’espatrio.
A titolo di cronaca, in un procedimento all’Estero per sottrazione Internazionale del minore (precisamente in Germania) al connazionale gli è stato respinto il ricorso per rimpatrio del minore perché l’altra parte (la moglie) aveva prodotto in giudizio un’attestazione di iscrizione del minore all’AIRE (senza che il genitore ricorrente ne fosse a conoscenza in quanto mai interpellato dalle Autorità Consolari) tale certificazione è stata fatta valere in giudizio è accolta dal Giudice straniero quale assenso tacito del genitore al trasferimento del minore all’estero”.

“Contestualmente all’adozione del Registro comunale della Bigenitorialità – conclude Arona – , che dia la possibilità ai figli di coppie separate/divorziate di avere il doppio domicilio, che venga inserito anche il domicilio all’estero (se il genitore ne ha espresso il consenso e la volontà).
 Il doppio domicilio darebbe un forte impulso all’applicazione della Bigenitorialità, principio che garantisce il diritto soggettivo del minore di vedere entrambi coinvolti i genitori, sia nella separazione di fatto (in particolare chi fugge all’estero) sia in pendenza di giudizio di separazione o di divorzio, che successivamente, alla conclusione dello stesso, nelle decisioni relative alla sua salute, educazione e istruzione. Tale Registro sarà riservato ai soli minori residenti nel Comune ed ha come finalità l’applicazione dei principi previsti nelle normative internazionali e nazionali, sottolineando in modo particolare che ai doveri dei genitori di educare e prendersi cura della prole in egual misura, vada riconosciuto e agevolato il più possibile il diritto di entrambi di partecipare e conoscere tutte le vicende che interessino la vita e l’educazione dei figli; in questo modo i genitori del minore avranno la possibilità di registrare la propria diversa domiciliazione legandola al nominativo del proprio figlio, in modo che le diverse Istituzioni, che si occuperanno del minore, potranno conoscere i riferimenti di entrambi i genitori rendendoli partecipe delle comunicazioni che lo riguarderanno
Ovviamente la modifica normativa richiama la concertazione del Ministero degli Interni insieme al Ministero degli Esteri per l’emendamento delle norma obsolete e conseguenziale direttive a tutti i comuni d’Italia. Non è escluso che, come nel caso del registro della Bigenitorialità, il singolo Comune – ovvero la Giunta e/o Consiglio Comunale possano adottare le modiche del caso con rilevanza di Diritto Internazionale autonomamente”.

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