mercoledì, Gennaio 19, 2022
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Assoluzione di Marino a Roma: per il PD non cambia nulla

L’ex Presidente Dem Orfini non si scusa per la sfiducia di 3 anni fa a Marino

La rovinosa caduta di Ignazio Marino ad ottobre 2015,con le dimissioni in massa dal notaio dei consiglieri Pd che reggevano la sua maggioranza in Campidoglio, divide il centrosinistra e i Dem dopo l’assoluzione piena in Cassazione. “Alcuni, compreso qualche dirigente del Pd,mi chiedono di scusarmi per la sfiducia data a Marino.Non credo di doverlo fare, perché quella scelta non era legata all’inchiesta.Non era adeguato a quel ruolo”.Così Orfini allora commissario Pd manifestando l’abituale autolesionismo Dem. L’assoluzione ” è un sollievo ma nessuna allegria”, ha detto Marino.

Dalle elezioni costituenti del Partito Democratico del 14 ottobre 2007 note per le celebri foto degli amministratori delegati delle maggiori banche italiane in fila (ammesso che ciò costituisca un bene) per avere la tessera del nuovo partito all’insediamento dell’Assemblea Costituente il successivo 27 ottobre alla Fiera di Rho sotto la presidenza di Romano Prodi – oggi assente alle celebrazioni ufficiali –  sono trascorsi 10 anni pieni più di ombre che non di luci.

Il fatto che la maggioranza dei 45 componenti del Comitato promotore per il Partito democratico di allora non facciano più parte del partito stesso e che i più prestigiosi esponenti politici provenienti dai Democratici di Sinistra, spina dorsale per la costituzione del PD se ne siano andati nella nuova formazione di Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista la dice lunga sulle gravi difficoltà attraversate dal partito in questi 10 anni, soprattutto dopo la stagione delle rottamazioni ed autorottamazioni renziane poi approdate alla mirabolante strategia dell’alleanza con Alfano e Verdini.