martedì, 18 Febbraio, 2020
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Storie di ordinaria disillusione – La zucca nera

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LA ZUCCA NERA

di Magalì Rapini

Era tonda, dura, lucida e nera, di un materiale mai visto prima. Il vecchio Vincenzo aveva detto di averla trovata mentre zappava l’orto. Se ne stava tra le zucche gialle e il verde fogliame del campo di proprietà del vecchietto. Ma era una zucca nera.

Da quel giorno la vita dell’uomo, così come quella dell’intera cittadina di Cortesanta, fu profondamente trasformata.

Il misterioso oggetto non tardò ad attrarre l’attenzione della scienza.Vennero uomini vestiti di bianco da diverse nazioni, incominciarono ad esaminarla; molte studentesse ci ricamarono sopra la tesi di laurea. Secondo alcuni si trattava di un segno di esistenza di vita nello spazio, magari una navicella, magari un trasmettitore, anche se nessuna attività elettromagnetica si registrava intorno ad essa. Il mistero era fitto. In paese si diceva di passare a debita distanza la notte, che si poteva scomparire nel nulla misteriosamente! L’oggetto era visto con reverente timore.

Arrivò da lontano un uomo vestito di azzurro che cominciò a predicare; la salvezza era giunta dal cielo, il segno tangibile dell’esistenza di un Dio minore. Non mancò di sacrificare periodicamente un paio di polli. A mano a mano gli adepti, avidi di santità e salvezza eterna, insoddisfatti della propria animalità, incominciarono a popolare le vie della cittadina, nonchè ristoranti, bar e camere d’albergo. Cortesanta aveva l’aria di essere un nome premonitore.Tutto era nel disegno divino!!

Alcuni incominciarono a dichiarare di avere tratto benefici alla salute dalla vicinanza della sfera. Una vecchia signora guarì dall’osteoporosi. A quel punto arrivò un uomo vestito di giallo che incominciò a prescrivere estratti alle erbe coltivate nell’orto dal vecchio Vincenzo, nonchè terapie di gruppo attorno alla sfera, possibilmente in posizione esposta ad est ed in giorni assolati con cielo senza nuvole. I pellegrini erano sempre più numerosi.

Le coppiette venivano da lontano per suggellare il loro amore baciandosi all’ombra della sacra sfera. Qualcuno dichiarò inoltre di averne tratto effetti afrodisiaci impressionanti. Pare che una notte di passione tra le erbe dell’orticello all’ombra della sfera fosse cosa rara.

Era l’estate del 2012. L’uomo vestito di azzurro quell’estate uccise diversi polli per il perdono dei peccati e scrisse un trattato sulla vita secondo il Dio rotondo. Gli uomini vestiti di bianco dichiararono che era ufficiale, gli extraterrestri erano tra noi. L’uomo vestito di giallo vendette a peso d’oro le erbette in suo possesso, alcune delle quali raccolte nel giardino di casa sua, tanto da assicurarsi una confortevole vecchiaia alle isole Figi.

Il vecchio vincenzo, ad agosto, miscelando a più non posso nel suo garage, riuscì infine ad ottenere una lega decente da ferro, piombo, due etti di farina, olio e un estratto alla calendula. Realizzo, con sua immensa soddisfazione, un puttino alato a grandezza naturale in procinto di scoccare la freccia. Ma questa volta decise di tenere per sè la sua opera! Non era il caso di mostrarla. Il mondo non era pronto.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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