martedì, Gennaio 25, 2022
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Palermo, fratturavano ossa per inscenare falsi incidenti stradali

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PALERMO – I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Palermo ed il Reparto Polizia Penitenziaria di Palermo del Carcere A. Lorusso- Pagliarelli hanno eseguito ieri provvedimenti di fermo nei confronti di 8 soggetti, per i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata, lesioni aggravate, usura, estorsione, peculato e reimpiego, emessi dalla Procura della Repubblica di Palermo. Le indagini hanno consentito di delineare le condotte di un gruppo criminale dedito alla commissione di gravi reati, nonché a pianificare ed inscenare falsi incidenti stradali che consentivano – ai membri dei gruppi criminali individuati – di ottenere ingenti risarcimenti per gravissimi danni fisici dolosamente e crudelmente procurati a soggetti compiacenti che si prestavano anche a gravi menomazioni fisiche per far fronte anche al minimo sostentamento quotidiano.

A fronte degli “spiccioli” alle vittime, le organizzazioni criminali, che si sono avvalse delle prestazioni di compiacenti professionisti, intascavano importanti rimborsi assicurativi: in tantissimi casi di elevatissimo importo, connesso alla gravità delle menomazioni fisiche ed al grado di invalidità – in alcuni casi permanente – arrecato alle vittime. Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo, hanno messo in luce uno spaccato criminale variegato, fatto di “reclutatori” che agganciavano le vittime tra le fasce più deboli della società; di “ideatori” che individuavano luoghi non vigilati da telecamere, veicoli per inscenare gli eventi e falsi testimoni; di “boia-spaccaossa” che procedevano alle materiali lesioni fisiche degli arti superiori ed inferiori (ai quali gli indagati si riferivano convenzionalmente come “primo piano e piano terra”); di “medici compiacenti” che vergavano perizie mediche di parte; di “centri fisioterapici” che attestavano cure alle vittime ma mai effettivamente somministrate; di strutture criminali più organizzate che acquistavano le “pratiche” mettendo al lavoro avvocati o sedicenti tali e studi di infortunistica stradale che gestivano poi il conseguente iter finalizzato al risarcimento.

Nel danaroso “business illecito”, i vertici dei vari gruppi criminali mantenevano rapporti di mutua assistenza e solidarietà, prestandosi – vicendevolmente – i propri “boia-spaccaossa” a seconda della impellenza del momento: le strutture delinquenziali individuate – seppur autonomamente costituite, promosse ed organizzate – operano nello stesso “settore”, senza interferire nei rispettivi affari ma dividendosi i proventi illeciti derivanti dai falsi sinistri stradali distintamente organizzati.

Altri gruppi criminali hanno invece mostrato una visione più strategica ed una vocazione marcatamente “imprenditoriale”, preferendo acquistare il “pacchetto” delle menomazioni per poi gestire la pratica sino alla liquidazione del rimborso assicurativo. Accertata poi una nuova tipologia di truffa, avente ad oggetto l’ideazione ed esecuzione di falsi sinistri, perpetrata – non più su pubbliche vie – ma a bordo di navi con percorrenza nazionale, ove venivano inflitte le menomazioni fisiche a vittime consenzienti. Un giro di affari vorticoso: oltre ai casi in contestazioni, le indagini hanno accertato truffe o presunte tali per oltre 1,6 milioni di euro (quasi tutte le compagnie assicurative risultano danneggiate).

Gli investigatori della Guardia di Finanza e della Polizia Penitenziaria palermitana hanno messo così un freno ai danni economici al Servizio Sanitario Nazionale ed alle casse dello Stato, con una serie di costi che si ripercuotono sulla collettività in considerazione delle forme agevolative e/o indennità dovute a chi riporta menomazioni e/o danni gravi e permanenti che impediranno di adempiere alle normali occupazioni giornaliere. Unitamente alle misure cautelari personali, all’esito di complesse e articolate investigazioni economico – finanziarie, è stata ricostruita la capacità contributiva lecita dei soggetti aventi ruolo apicale in seno alle organizzazioni criminali, che risultava assai modesta rispetto all’effettivo tenore di vita condotta.

Tale ingiustificata sproporzione è stata posta alla base di un ulteriore provvedimento di sequestro emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Palermo al quale si è dato corso e con il quale sono state sottoposte a sequestro tre società, tra le quali spiccano un bar e centro scommesse, un natante da diporto munito di due potenti motori fuoribordo, due autovetture, di cui una PORSCHE MACAN, una moto di grossa cilindrata, nonché numerosi conti correnti bancari, polizze vita e liquidità per un valore complessivo di stima di oltre mezzo milione di euro.

Sulla scorta dei pregnanti elementi probatori raccolti, ieri, su delega della Procura della Repubblica di Palermo, con una vasta operazione di p.g. che ha visto l’impiego di oltre 200 uomini delle tra Fiamme Gialle di Palermo e di Lecce e con il supporto operativo del Nucleo Investigativo centrale della Polizia Penitenziaria di Roma e del Nucleo Investigativo Regionale di Palermo, hanno proceduto alla cattura di 8 persone, coinvolte – a vario titolo – nei gravi fatti-reato, in un’attività che vede indagate a vario titolo diverse persone, fra pregiudicati, professionisti e dipendenti di strutture ospedaliere. Contestualmente all’esecuzione delle catture, sono state effettuate numerose perquisizioni in città e provincia. Altri tre soggetti indagati sono stati catturati nell’ambito di un ulteriore provvedimento di fermo di p.g., nel quale confluivano elementi investigativi raccolti nel corso delle indagini, emesso dalla medesima autorità giudiziaria palermitana e delegato per l’esecuzione alla Squadra Mobile di Palermo della Polizia di Stato.

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