sabato, 29 Febbraio, 2020
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La Russia contro i Testimoni di Geova: ora spunta pure lo spionaggio

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Tallin – E’ un destino strano quello dei Testimoni di Geova in Russia. Accusati di attività terroristica, (mentre i terroristi, quelli veri, seminano morte e distruzione in tutto il mondo!), messi fuorilegge dal Governo, oppressi individualmente con improvvise irruzioni in casa da parte della polizia, imprigionati e perfino torturati, ora devono pure far fronte alla propaganda denigratoria messa in piedi dalle autorità.

Secondo quanto riportato dal Washington Post del 12 aprile i testimoni si ritrovano loro malgrado nel bel mezzo di un intrigo internazionale degno di una spy story, stile Guerra Fredda. Due giornalisti russi sono stati inviati a Tallin in Estonia per filmare di nascosto una riunione dei testimoni di Geova, con il preciso intento di presentare in modo“ostile e ridicolo” il movimento.

A rivelare il tutto un’agenzia di intelligence estone che ha scoperto il comportamento poco professionale e subdolamente scorretto dei due giornalisti che poi di fatto, hanno realizzato il servizio denigratorio per una stazione televisiva russa controllata dal governo, andato in onda il 29 novembre 2018. Lo scopo del servizio era quello di “spiegare le ragioni della messa al bando del gruppo religioso, quindi i suoi membri sono demonizzati” secondo quanto riferito testualmente dall’agenzia. Ora ai due giornalisti è stato assegnato il divieto di entrata nella zona europea per cinque anni a causa delle attività di “discriminazione religiosa”. Il servizio di sicurezza interna dell’Estonia afferma che”parte dell’arsenale di influenza del Cremlino è la vessazione di vari gruppi sociali”.

La propaganda ha avuto sempre un ruolo di primo piano nei governi totalitari e autoritari e non solo, visto quanta importanza danno gli uomini politici di quasi tutto il mondo alle apparizioni televisive o al sempre più frequente uso dei social network. Per gli eredi del sistema politico e sociale dell’Unione Sovietica, dove l’indottrinamento era un vero e proprio programma di Stato, deve essere venuto naturale “accompagnare” il bando e i soprusi con una pubblicistica negativa verso i testimoni di Geova, forse per fornire qualche giustificazione alla persecuzione del gruppo, che paradossalmente, ha fatto dell’equidistanza dalla politica e dell’obiezione di coscienza verso il militarismo una caratteristica peculiare da sempre e non solo in Russia.

Opprimere chi è pacifico e non fa del male al prossimo, richiede una cervellotica giustificazione non facile da escogitare, tanto che il Ministero della Giustizia nel formulare le accuse è dovuto ricorrere a delle estrapolazioni di frasi riportate nelle pubblicazioni dei testimoni ritenute “estremiste”, giungendo a condannare le interpretazioni bibliche dei testimoni e gli stessi passi dalla Bibbia usata dai testimoni. Insomma un vero e proprio processo alle idee e alle convinzioni e non ai comportamenti visto che reati da parte dei testimoni non sono stati rilevati dalle autorità. Un atteggiamento da far rivoltare nella tomba il buon Voltaire che condannava il “diritto delle tigri”, ovvero l’intolleranza verso chi la pensava diversamente. Una serie di accuse quelle delle autorità russe che per essere credute devono preferibilmente avere il sostegno mediatico e propagandistico dei mezzi di informazioni, i quali hanno a volte successo nella manipolazione delle menti, anche se non di tutte fortunatamente.

I testimoni di Geova secondo quanto affermato nelle loro fonti, dichiarano di andare avanti nella loro professione di fede, motivando, anche se dolorosamente quel che accade, con i passi evangelici che predicevano tutto, come quello di Matteo dove Gesù dice “Beati voi quando vi insulteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Esultante perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”. Affermazione che i testimoni credono riguardi specialmente loro. Un’appropriazione scritturale che il governo russo, sembra faccia di tutto per confermare pienamente.

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche

2 thoughts on “La Russia contro i Testimoni di Geova: ora spunta pure lo spionaggio

  1. Sono atti di terrorismo psicologico predicare ostracismo nei confronti dei fuoriusciti compresi i familiari stretti, è terrorismo psicologico imporre il divieto di trasfusioni di sangue pena l’espulsione con conseguente ostracismo da parte degli adepti anche se parenti stretti e potrei continuare… La Watchtower non è altro che una casa editrice travestita da religione che plagia e sfrutta i suoi adepti che dedicano tempo e denaro per scopi di lucro

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