lunedì, Novembre 29, 2021
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Otto fermi per la morte dell’anziano torturato e seviziato a Manduria

silvi

“Polizia, carabinieri…polizia, carabinieri!”, invocava l’anziano nel corso degli episodi subiti. Torture e sevizie  andavano avanti da anni. E un uomo inerme, con grandi difficolta’ psichiche, alla fine ha trovato la morte. Nella notte sono scattati otto fermi, ad opera della Polizia, relativamente alla vicenda di Antonio Cosimo Stano, il 65 enne deceduto il 23 aprile scorso dopo essere stato picchiato e bullizzato da una baby gang a Manduria. Si tratta di due maggiorenni e 6 minorenni, della cosiddetta “Comitiva degli Orfanelli”.

Gli otto provvedimenti di fermo di indiziato di delitto nei confronti di altrettanti soggetti sono scattati su disposizione della Procura di Taranto. Questi i capi di accusa: danneggiamento, sequestro di persona, violazione di domicilio, tortura. Da quello che sembra, sarebbe venuta meno l’accusa di omicidio preterintenzionale. Dalle prime evidenze dell’autopsia non ci sarebbe infatti una correlazione diretta tra le violenze subite dall’anziano e la sua morte. L’uomo avrebbe scelto, non alimentandosi piu’, di lasciarsi morire. Ma si dovranno attendere gli esiti di ulteriori accertamenti per definire con precisione e nei dettagli la vicenda. Si e’ riusciti in ogni caso a ricostruire il ruolo di tutti i partecipanti sulla base delle immagini e dai video diffusi in chat acquisiti dagli inquirenti.

Si e’ riusciti quindi ad assodare chi riprendeva, chi usava gli strumenti di tortura, chi lo terrorizzava al punto di costringerlo a barricarsi in casa. Poche le persone che ieri hanno partecipato ai suoi funerali. Antonio Stano e’ stato salutato dai parenti quasi in segreto. Per i soggetti sottoposti a fermo sarebbe stata disposta la custodia cautelare in carcere. In tutto sono quattordici gli indagati per le incursioni nella casa  di Stano in via San Gregorio Magno, nella quale l’uomo è stato trovato in condizioni disperate il 6 aprile scorso, durante un intervento della polizia, sollecitato da una denuncia dei vicini, che avevano avuto notizia delle aggressioni.

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