sabato, Dicembre 4, 2021
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Nazismo: ricordare i testimoni Geova, targa in Risiera Trieste. Migliaia di triangoli viola nei lager. ‘Passato non si ripeta’

Trieste –  In alto un triangolo viola, subito sotto la scritta, in italiano e in inglese, “In memoria delle migliaia di testimoni di Geova che furono vittime della persecuzione nazifascista (1933-1944)”. E’ la targa commemorativa scoperta oggi, durante una cerimonia, alla Risiera di San Sabba di Trieste, unico campo di sterminio in Italia.

“Violenza, odio, razzismo, pregiudizio – ha detto il portavoce dei Testimoni di Geova, Sergio Tomasoni – non possono che nuocere alla convivenza civile. Con la posa di questa targa ci adoperiamo per dare un contributo educativo, per cercare di aiutare tutti a non tornare al passato, a non dimenticare quello che non deve essere dimenticato e a unire le forze perché tristissime vicende come quelle legate all’Olocausto non abbiano più a ripetersi”.

Secondo le stime – è stato ricordato – migliaia di testimoni di Geova di vari paesi d’Europa furono internati nei lager e oltre 1.500 persero la vita. “Nei campi di concentramento i testimoni di Geova erano subito identificabili perché sulle loro divise spiccava un triangolo viola – ha affermato il direttore dell’Ufficio stampa dei testimoni di Geova, Christian Di Blasio – pochi conoscono purtroppo la storia di quei testimoni di Geova che sono stati perseguitati per la loro credenza cristiana, per il fatto che cercavano di attenersi ai principi della Bibbia” e perché “le loro idee erano considerate socialmente inaccettabili”. “Erano gli unici ad avere la possibilità di evitare il martirio: bastava firmare un documento di abiura, rinnegando i principi cristiani. In qualche modo convertendosi al nazismo”. Ma “oggi scopriamo una targa e rendiamo omaggio a coloro che furono disposti a rischiare la vita per difendere i loro ideali”.

“Siamo qui per ricordare – ha concluso il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza – dobbiamo lavorare tutti assieme per il futuro del Paese e dell’Europa”. “La mia città ha sofferto molto nel 1900, sia nella Risiera sia, quando finiva la guerra in Europa, con l’arrivo delle truppe di Tito e di 43 giorni di massacri”.
Pertanto sull’omaggio che si rende ogni anno alla Risiera, ha ribadito, vista la natura del luogo, “non ci dovrebbero mai essere contestazioni, ma purtroppo la politica prevede anche questo”. (ANSA).