sabato, Dicembre 4, 2021
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L’Abruzzo rischia di rimanere isolato: e’ polemica sulla paventata chiusura del traforo del Gran Sasso

In Abruzzo e’ polemica dopo la pervenuta conferma che Strada dei Parchi vuole chiudere il traforo del Gran Sasso, in entrambe le direzioni, dalla mezzanotte del 19 maggio. Alla base della decisone una vicenda giudiziaria per un presunto inquinamento ambientale.

Nel frattempo il Mit ha convocato per domani un incontro con Strada dei Parchi per affrontare la questione. L’incontro dovrebbe servire in teoria a scongiurare la chiusura che, secondo quanto puntualizzato dal Mit, rappresenterebbe una “procurata interruzione di pubblico servizio che equivarrebbe a un inadempimento” grave da parte della società, concessionaria delle autostrada A24 e A25, che potrebbe portare alla “revoca immediata della concessione”, evocata dal sottosegretario M5S Gianluca Vacca.

Fonti del Mit ricordano che presto sarà nominato un commissario per il rischio idrogeologico del Gran Sasso e sarà presentato un emendamento al decreto Sblocca cantieri. Il commissario si occuperà proprio della “progettazione e realizzazione degli interventi per la messa in sicurezza del sistema idrico”. Il decreto è attualmente all’esame del Senato in prima lettura e in settimana dovrebbe iniziare l’esame degli emendamenti (oltre un migliaio quelli dei senatori), anche se non è escluso che il voto vero e proprio possa slittare a dopo le europee. Per convertirlo c’è tempo fino a metà giugno.

Il vicepresidente della concessionaria di A24 e A25, Mauro Fabris,  sotttolinea che “Strada dei Parchi non ha competenza, il Governo ci ha detto di stare fermi nel senso di non prendere alcun intervento. Noi abbiamo scritto: ‘guardate che dobbiamo chiudere’, il Governo non ci ha detto nulla in contrario. Sarebbe singolare se ora ci revocasse la concessione”. La concessionaria della A24 “non può quindi proporre nessuna soluzione alternativa al traforo perché siamo stati interdetti a compiere qualsiasi azione e al tempo stesso – afferma Fabris nell’intervista al GrRai – siamo stati rinviati a giudizio. Non si può chiedere ad una società di rischiare ulteriormente dal punto di vista penale laddove chi ne è titolare, cioè lo Stato, non interviene”.

Strada dei Parchi ricorda infine di aver scritto il 5 aprile annunciando la decisione di chiudere il Traforo del Gran Sasso e il Mit ha risposto il 10 aprile. Nella risposta, spiegano fonti della società, non emergerebbero obiezioni. In più non spetterebbero a Sdp gli interventi sul sistema idrico del Gran Sasso perché, con in un documento sempre il Mit precisa che questi non sono “contemplati” nell’attuale convenzione per la concessione. La chiusura è stata spostata poi al 19 maggio visto che il 20 aprile si era nel pieno delle festività pasquali.