martedì, Settembre 21, 2021
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Salvini e Di Maio separati in casa. Prossimo il divorzio?

di maio

Il matrimonio tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sembra ormai essere andato definitivamente in crisi. Separati in casa, anche se Di Maio puntualizza che “si sentono tutte le settimane”, il divorzio potrebbe ormai essere imminente. Il ministro dell’Interno e’ stato infatti al centro, in questo ultimo periodo, degli attacchi degli alleati del M5S e dell’opposizione. Dopo il caso Siri, che ha fatto tremare la tenuta del governo, sono infatti scoppiati, nel corso degli ultimi giorni, altri due casi che hanno fatto parlare Salvini di “attacco senza precedenti”.

Ci riferiamo, ovviamente, al caso Rixi e all’arresto del sindaco leghista di Legnano. Il procuratore di Genova Francesco Pinto , infatti, relativamente al processo sulle “spese pazze”, ha chiesto poco piu’ di due settimane fa la condanna a 3 anni e 4 mesi per il vice ministro ai Trasporti Edoardo Rixi, accusato di peculato per la legislatura nella Regione Liguria tra il 2010 e il 2012. Per non parlare dell’arresto del sindaco leghista a Legnano, accusato di essere coinvolto in giri di tangenti e nomine pilotate.  “Se certe inchieste  – ha dichiarato a questo proposito il vice premier Luigi Di Maio – si stanno svolgendo è anche grazie alle nuove leggi che abbiamo votato insieme alla Lega. Dopodiché se alcune inchieste territoriali dovessero arrivare più in alto ci sarebbero problemi”.

Ma non sono solo questi gli argomenti che hanno fatto scaturire i recenti problemi all’interno della maggioranza. Gli alleati tirano bordate a Salvini relativamente a molti altri aspetti.

A questo proposito ha scritto su Facebook: “Dobbiamo continuare per cambiare veramente il Paese. Per farlo dobbiamo andare in Europa, dove tante decisioni vengono prese, se vogliamo migliorare la vita degli italiani. Vogliamo sostenere le famiglie e il ceto medio come si fa in altri paesi europei. Vogliamo introdurre un salario minimo orario per tutti i lavoratori. Ma dobbiamo anche andare in Europa per dire basta con le politiche di austerità lacrime e sangue, per poter iniziare a investire in settori produttivi, in ricerca e in istruzione. Tanti giovani italiani sono dovuti scappare in questi anni e vorremmo dare loro l’opportunità di tornare a casa. Ci sono poi scandali mai risolti, come i paradisi fiscali all’interno dell’Unione europea, grazie ai quali le multinazionali evadono miliardi di euro. Ecco, fargli pagare le tasse in Italia significa poter far pagare meno agli italiani”.

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