domenica, Dicembre 5, 2021
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Elezioni europee: Lega e Fratelli d’Italia volano, tonfo di tutti gli altri e…dell’informazione

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Che queste elezioni fossero particolari, lo si era capito dal tenore esasperato della campagna elettorale iniziata quasi subito dopo le politiche del 4 marzo 2018, anche se negli ultimi tempi abbiamo assistito a durissimi e non troppo imprevisti scontri a tutto campo anche tra le forze di governo, a cui qualcuno non ha risposto, avvalendosi della “modalità zen” che si era ritenuto di adottare. Probabilmente chi ha inteso alzare i toni lo ha fatto per risalire nei sondaggi, senza ottenere però l’effetto desiderato. Il risultato che viene fuori dalle urne lascia infatti chiaramente intendere come il popolo Italiano ancora una volta abbia espresso con il voto le proprie convinzioni dando precise indicazioni ai propri rappresentanti.

Grande successo per la Lega, che ha praticamente raddoppiato la propria percentuale, portandosi al 34,33%. Anche per Fratelli d’Italia si è trattato di un risultato più che onorevole,  incrementato del 50% rispetto alle ultime politiche con  un ottimo 6,46%, tanto che insieme potrebbero governare l’Italia con un “quasi” 41%, senza quindi l’appoggio di Forza Italia.

Un vero e proprio tonfo è stato invece quello registrato dal Movimento 5 Stelle, che ha dimezzato la propria percentuale scendendo ad un 17,03, che la dice lunga sia sull’astensionismo elevato nelle aree dove nelle ultime politiche avevano primeggiato abbondantemente, sia sulla delusione di chi ha creduto in certi proclami e che invece questa volta ha votato Lega o PD. Per quanto riguarda infine Forza Italia, malgrado il gravoso impegno del proprio leader Silvio Berlusconi, non è riuscita a raggiungere l’obiettivo che si era prefissata del 10%, fermandosi ad appena l’8,79%.
E non può certo cantare vittoria nemmeno il PD, come sembra voglia far intendere l’attuale leader, pur avendo raggiunto il 22,69% dei voti, solo qualche punto in più rispetto alle elezioni politiche ma dimezzando comunque i consensi ricevuti alle ultime europee di 5 anni fa. Non è infatti riuscito ad essere il primo partito in alcuna regione, fatta eccezione per la Toscana, perdendo anche le regioni storiche, e mantenendo il primato in appena poche città: Firenze, Siena, Livorno, Reggio, Bologna e Ravenna.

Bisogna infatti rilevare come le politiche dell’immigrazione, comunemente definite “politically correct” ovvero politicamente corrette, in quanto allineate al pensiero unico progressista, nonchè dell’austerità adottate dalla sinistra di governo, non solo non hanno pagato, ma al contrario hanno generato le sonore sconfitte subite da Renzi nelle urne,  facendo sì che anche le storiche roccaforti rosse andassero perdute.

Sembra che anche la regione Piemonte, stia per passare alla coalizione di Centrodestra.

Cosa accadrà nel governo Italiano ed in Europa? Bisognerà attendere le evoluzioni future, ma di sicuro se ne parla già
dalla chiusura dei seggi in tutti i salotti politici.

Autorevoli giornalisti, siano essi direttori di rinomati quotidiani e periodici o di testate televisive ovvero responsabili dei vari telegiornali e radiogiornali, sono presenti alternandosi nei vari salotti per illustrare le loro più o meno verosimili ipotesi su ciò che potrebbe accadere.

Senza volere sminuire la loro rinomata autorevolezza, ma solo per il dovere di cronaca nonchè per fornire un
piccolo elemento di riflessione, sarebbe interessante capire come mai in tutte quelle città e regione dove si era sostenuto fino a ieri che i cittadini erano a favore dell’immigrazione, dalle urne escono dati che smentiscono clamorosamente tali tesi.
A Riace, il cui sindaco – attualmente indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina – è stato ultimamente acclamato a Roma come un eroe, si è registrata la grande affermazione della Lega, ovvero del principale partito antagonista dell’accoglienza incontrollata.

Lo stesso è avvenuto a Lampedusa: primo partito la Lega, proprio quella Lega tanto osteggiata da tutta l’informazione “politicamente corretta”.

Forse agli autorevoli giornalisti, editorialisti ed opinionisti, converrebbe frequentare meno i salotti e ascoltare di più le
periferie abbandonate delle grandi città?

Non ci attendiamo una risposta, ma ci limitiamo a suggerire uno spunto di attenta riflessione al mondo dell’informazione.

Ettore Lembo

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