sabato, Novembre 27, 2021
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Omicidio di Pamela Mastropietro: la parola dei maceratesi

macerata

di Elisa Cinquepalmi 

MACERATA – “Mi sono rimaste impresse le parole del prof. Cingolani su i deprezzamenti negli ultimi 50 anni. Nel mondo sono ci sono stati 350 deprezzamenti, di questi 30 sono stati disarticolati e 16 erano simili al caso di Pamela.
Pamela, dice il prof.Cingolani che è un caso unico perché l’imputato gli ha tagliato la testa. Mai vista una cosa del genere! Il pube e i seni di Pamela sono stati completamente esportati.  L’autore oltre all’abilità manuale, ha avuto un’abitudine olfattiva e visiva. Se l’ha avuta forse non è un essere umano oppure è abituato”.

Le parole dell’arringa del legale Marco Valerio Verni, riecheggiano davanti la Corte d’Assise, presso il Tribunale di Macerata, in una delle udienze del processo a carico di Innocent Oseghale, accusato di aver violentato, ucciso, fatto a pezzi e disarticolato, la diciottenne romana, Pamela Mastropietro.
In attesa dell’ultima udienza, che in assenza di repliche è prevista per oggi, i cittadini si dividono. C’è chi parla e si unisce al dolore della famiglia, chi invece preferisce restare in silenzio e chi purtroppo vuole dimenticare.
La morte di Pamela Mastropietro, considerato un delitto efferato senza precedenti, è un altro segno indelebile per la nostra città, come il raid razzista di Luca Traini ed il delitto Petracci, avvenuto il 24 dicembre 1970.
Erano circa le 17.00, quando una donna di 29 anni, mamma di due bambine, venne infatti uccisa dal marito con tre colpi di pistola all’addome. Un omicidio premeditato, causato dall’odio e non dalla gelosia.

La malvagità, unico comune denominatore, che nel caso di Pamela, si mescola con l’abilità nel sezionare un corpo, privandolo degli organi e del sangue, per poi riporlo all’interno di due valigie, dopo averlo lavato accuratamente con la candeggina. Una mano esperta, probabilmente collegata con la mafia nigeriana, un’organizzazione criminale, nata appunto in Nigeria che si divide in diversi gruppi criminali, come Black Axe o Ayee.

Spaccio di sostanze stupefacenti, prostituzione e rituali sono il nucleo di questa associazione a delinquere, che si estende in modo silente e per questo motivo non viene presa in considerazione.
Innocent Oseghale, a parere della Procura, considerava la giovane Pamela, come uno strumento per soddisfare i propri desideri sessuali e di eventuali connazionali, ma in questa vicenda ci sono tanti elementi mancanti.
Ad esempio, che fine ha fatto il collo ed il sangue di Pamela, considerando che nel corpo umano ne scorrono circa 5 litri? Dove è stato eseguito questo macabro procedimento? E soprattutto, Innocent Oseghale avrebbe fatto tutto da solo oppure copre qualcuno? I quesiti sono molti e la maggior parte dei cittadini si interroga. Alcuni sono preoccupati per la mafia nigeriana, mentre altri sono accanto ad una famiglia distrutta ed attendono il verdetto con ansia e desiderio di giustizia.

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