sabato, Gennaio 23, 2021
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Ergastolo per Innocent Oseghale: ha ucciso Pamela Mastropietro

mastropietro

di Elisa Cinquepalmi

Dopo cinque ore in camera di consiglio la Corte d’Assise ha espresso la sentenza. Innocent Oseghale è colpevole di violenza sessuale, omicidio, depezzamento, vilipendio ed occultamento di cadavere  L’imputato é condannato alla pena dell’ergastolo  con isolamento diurno di mesi 18 . Inoltre, é decaduto dalla responsabilità genitoriale.

(Di seguito le interviste post-sentenza)

Deve risarcire le parti civili, i genitori di Pamela, Alessandra Verni e Stefano Mastropietro e il proprietario dell’appartamento Max Potenza. Abbracci, lacrime e giustizia sono stati in aula i protagonisti. In aula al momento della lettura della sentenza, presente il sindaco di Macerata, Romano Carancini.

IN ATTESA DELLA SENTENZA (di seguito le interviste) 

Il nigeriano è stato difeso dai legali Umberto Gramenzi e Simone Matraxia, che hanno continuato la discussione sugli esami istologici dei vetrini, per comprendere se le lesioni epatiche inferte sul corpo della diciottenne, fossero vitali, soffermandosi sull’attendibilità del testimone Vincenzo Marino.
“Il punto centrale del processo”- ha affermato nel corso del pomeriggio di ieri Matraxia – “È la vitalità o meno delle lesioni epatiche. Si può fare l’istochimica dei vetrini per capire se era presente l’attività leucocitaria e l’infiltrazione ematica, due elementi che garantiscono in modo scientifico se i colpi sono stati inferti quando Pamela era in vita”.
Il Pubblico Ministero, Stefania Ciccioli, ha invece sempre asserito che le ferite al fegato hanno causato la morte della diciottenne.
“Lo shock emorragico è stato fatale per Pamela Mastropietro. La ragione per cui le ferite hanno la profondità di 1 cm dipende da un ostacolo, come un osso. Una volta superato lo strato cutaneo, la forza diminuisce. Equivale ad una stretta di mano, ovvero 50/60 joul. Inoltre, nel corpo di Pamela mancano il diaframma e le porzioni di cute in particolare nella zona in cui sono state inferti i colpi.”

“La loro soppressione” – ha detto ieri il Pm – “Conferma che sono la causa del decesso.” Il procuratore Giovanni Giorgio si è invece soffermato sul testimone Vincenzo Marino.
“La Cassazione valuta le confessioni extra giudiziarie secondo gli articoli del Codice Penale. Le dichiarazioni del Marino sono genuine. L’ avvocato Umberto Gramenzi afferma che Vincenzo Marino mente spudoratamente, ma come faceva a sapere che la ragazza aveva molti nei sulle spalle e sui seni? Era un elemento sconosciuto a tutti.
Durante la deposizione di Vincenzo Marino, si parla della mafia nigeriana di Padova e dai tabulati telefonici, Oseghale ha avuto contatti a Padova fino al 29 gennaio 2018. Inoltre, il testimone, come faceva a conoscere i tatuaggi sul basso ventre di Oseghale? Segni della sua attività criminale.  Infine, Marino conosceva le modalità di pagamento della dose di eroina.
Sapeva che la ragazza l’aveva acquistata non con i soldi, ma con la collanina d’oro regalata dalla mamma, che Oseghale ha consegnato a Desmond Lucky.
Da parte della difesa ci sono diverse inesattezze.
1. Non è vero che nel cavo orale erano presenti tracce di sperma ma di DNA dell’ imputato.
2. C’è stato un solo rapporto sessuale e non due, che è avvenuto intorno le 14.00 .
3. La ragazza non si è sentita male.
Oseghale nella sua versione, ha fatto delle acrobazie difensive che non reggono.
Inoltre, perché ha spento il telefono, suo strumento di lavoro, dalle 19.16 fino alle 22.08?
L’imputato era impegnato a tagliare Pamela come attestano le intercettazioni telefoniche con Lucky Awelima e prima di compiere l’opera è andato a comprare il trolley dai cinesi.
Per concludere, voglio ricordare le parole di Alessandra Bocchetti che afferma: Tutti, uomini e donne siamo causa di violenza, ma quando una donna viene violentata o uccisa, si riafferma un ordine di padronanza e in questo caso, eliminando la giovane Pamela, Oseghale ha affermato la sua brutale signoria maschiolina.”

La parola è poi passata all’avvocato Marco Valerio Verni, difensore della famiglia Mastropietro e zio della diciottenne romana.
“Presidenti e signori giudici, mi limiterò a brevi repliche, ma voglio sottolineare i seguenti punti.
Non ho messo in dubbio l’operato dei legali della difesa, ho semplicemente chiesto come l’imputato che risulta nullatenente potesse permettersi due avvocati e cinque consulenti. Poi, mi voglio soffermare sul percorso che Pamela avrebbe fatto il 30 gennaio 2018. Nella sua versione, l’imputato ha detto che Pamela lo implorava per la dose di eroina, ed hanno consumato un rapporto sessuale non protetto a Fontescodella. Poi c’è stato l’incontro con Desmond Lucky all’inizio di via dei Velini. Alle 9.50, Pamela arriva ai Giardini Diaz. Si orienta e nota Oseghale su una panchina.
Parlano e fumano una sigaretta. Alle 9.58, Pamela lo segue e lo accompagna a spacciare la sostanza stupefacente ad un’altra persona e vanno a Fontescodella.

Alle 10.09 avviene il rapporto sensuale e alle 10.14, Oseghale chiama Desmond Lucky e lo raggiungono all’inizio di via dei Velini, dove alle 10.29 avviene lo scambio denaro – droga a detta di Oseghale. Alle 10.34, l’imputato e Pamela si incamminano per andare al Simply di via Spalato.
Alle 10.54 entrano nel supermercato fanno spesa per circa 20 minuti, poi alle 10.56 entra in farmacia.
Oseghale nelle sue dichiarazioni ha affermato che il rapporto è avvenuto nei sottopassaggi di Fontescodella, ma quel giorno erano chiusi per un blitz della polizia di Macerata. L’intervento avvenuto il 30 gennaio 2018, è iniziato alle 7.30  ed ha interessato la zona di Corso Cavour  fino al Parco di Fontescodella, quindi come è possibile che ci sia stato il rapporto sessuale se c’erano i controlli? Questa è una bugia mal riuscita dell’imputato, come quella del cappotto.
Pamela indossava un pellicciotto smanicato che non avrebbe mai ostacolato il rapporto sessuale e inoltre come può essersi tolta l’indumento e restare con la maglietta se fuori vi era una temperatura di 5 gradi? Dunque il rapporto per logica è avvenuto in casa.”

Infine, l’avv. Andrea Marchiori, difensore del proprietario dell’appartamento di via Spalato 124, ha ricordato alla Corte alcuni elementi inerenti al blitz di Fontescodella.
” Il 6 Novembre 2017,durante il consiglio comunale, venne richiesta la chiusura del sottopassaggio.
L’8 Dicembre 2017 fu emanato il divieto di accampamento nei sottopassi.
Tutto questo per dire che il 30 gennaio 2018 la polizia municipale ha ispezionato la zona tra Corso Cavour e Fontescodella. Infine, ricordiamo che l’imputato nella sua prima versione non dice nulla del rapporto sessuale avvenuto a Fontescodella, ma afferma che il 30 gennaio 2018 alle 9.00 ha incontrato Pamela ai Giardini Diaz.”

Pamela Mastropietro ha avuto finalmente giustizia. Ma ci sono ancora molti aspetti da chiarire. Perchè Innocent Oseghale non può aver fatto tutto da solo.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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