venerdì, agosto 23, 2019
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Festa della Repubblica fondata sul tema dell’inclusione. Roberto Fico: “Dedicata anche ai migranti, ai rom, ai sinti”

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La Festa della Repubblica quest’anno è fondata sul tema dell’inclusione. Davanti al capo dello Stato, Sergio Mattarella, al premier Giuseppe Conte, ai presidenti di Senato e Camera Elisabetta Casellati e Roberto Fico, al ministro della Difesa Elisabetta Trenta, al ministro dell’Interno Matteo Salvini ed altri rappresentati di Governi e istituzioni, sfilano 3.975 persone in rappresentanza di tutti i corpi dello Stato. Le novità è la partecipazione del personale della Riserva selezionata, del personale civile della Difesa e dei veterani. In testa alla parata 300 sindaci con la fascia tricolore.

“Oggi è la festa di tutti quelli che si trovano sul nostro territorio, è dedicata ai migranti, ai rom, ai sinti, che sono qui ed hanno gli stessi diritti”, ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico.

Immediata la replica attraverso i social del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Io dedico invece la Festa della Repubblica all’Italia e agli Italiani, alle nostre donne e uomini in divisa che, con coraggio e passione, difendono la sicurezza, l’onore e il futuro del nostro Paese e dei nostri figli”.


Il 2 e il 3 giugno del 1946, 73 anni fa, si tenne un referendum istituzionale con il quale gli italiani vennero chiamati alle urne per decidere quale forma di stato – monarchia o repubblica – dare al paese. Il referendum fu indetto al termine della seconda guerra mondiale, qualche anno dopo la caduta del fascismo, il regime dittatoriale che era stato sostenuto dalla famiglia reale italiana per più di 20 anni.

Ma Il 2 giugno 1946  è anche l’inizio della parità di genere, l’inizio della parità fra uomini e donne nelle scelte politiche del Paese, attraverso l’esercizio di voto. Le donne risposero in massa e l’affluenza superò l’89 per cento. Circa 2 mila candidate vennero elette nei consigli comunali, 21 nella Costituente. Quel primo voto ha permesso alle donne la conquista di diritti fondamentali.

Oggi le donne lottano ancora per ottenere una parità contributiva sul lavoro, per avere le stesse opportunità di carriera, per arginare la piaga della violenza domestica, sessuale e contro il folle massacro del femminicidio.
Infine, in questa giornata di fondamentale importanza nella storia del nostro Paese, la Festa della nostra Repubblica, ricordiamo che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Senza lavoro non c’è dignità, senza lavoro non c’è vita e non c’è futuro. Emblematica, a questo proposito, la vicenda del Mercatone Uno. In questo caso è stata brutalmente calpestata la dignità dei lavoratori, considerati evidentemente numeri e non esseri umani.
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