martedì, Dicembre 7, 2021
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Conte apre la crisi di governo, Salvini punta sullo sblocca-cantieri

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Il premier Giuseppe Conte ha aperto, di fatto, la crisi di governo. Sicuramente il suo intento era quello di appellarsi alle forze di maggioranza affinchè si addivenisse ad un comune stop alle polemiche. Purtroppo, non è andata così. Nel governo l’atmosfera è ora più che mai tesa, e Salvini non molla sullo sblocca-cantieri. Il mancato accordo ha spinto il ministro dell’Interno a lanciare l’ultimatum: “Dobbiamo fare. Se tra 15 giorni ci ritroviamo ancora con stessi ritardi e rinvii…sarà un problema”. Dal canto suo, Toninelli, ministro dei Trasporti, replica: “Il loro emendamento non sta in piedi. Penso che sia solo un pretesto per creare caos e far cadere il governo”. Così la discussione del testo in Aula viene rinviata.

Tutti dicono di voler andare avanti, Conte per primo, tutti dicono che non ci sono alternative possibili all’attuale governo. Tutti chiedono che vengano a cessare gli attacchi tra alleati. Al di là delle parole, però, c’è un unico fatto certo: così non è più possibile andare avanti. Giuseppe Conte ha chiesto ai vicepremier di collaborare sull’applicazione del contratto di governo minacciando in caso contrario di dimettersi: “Ora ognuno si assuma le sue responsabilità”.

Salvini rincara la dose: “Flat Tax e taglio delle tasse, riforma della giustizia, Decreto Sicurezza Bis, autonomia regionale, rilancio degli investimenti, revisione dei vincoli europei e superamento dell’austerità e della precarietà, apertura di tutti i cantieri fermi: noi siamo pronti, vogliamo andare avanti e non abbiamo tempo da perdere, la Lega c’è”.

Nel mentre Di Maio dice le stesse cose ma basandosi su criteri e fondamenti diversi, puntando sul concetto di leatà declamato da Conte: “Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica di maggioranza e ha sempre sostenuto questo Governo. Lo abbiamo sempre fatto lealmente e crediamo che ci sia ancora tanto da fare e soprattutto un contratto da rispettare.

Noi siamo leali, vogliamo metterci subito al lavoro e crediamo che i fatti siano la migliore risposta in questo momento. Da domani stesso serve subito un vertice di governo in cui vogliamo discutere insieme:

– la revisione dei vincoli europei per abbassare finalmente le tasse agli italiani anche con la Flat Tax;

– il salario minimo orario per i lavoratori italiani;

– il provvedimento sugli aiuti alle famiglie che fanno figli.

Ci sono due cose importanti dal punto di vista umano: chiedo finiscano gli attacchi ai ministri del MoVimento 5 Stelle, rispettando il lavoro di ognuno e, siccome nel contratto c’è ancora tantissimo da fare, non è certamente il momento per proporre temi divisivi mai condivisi fuori dal contratto.

Questa è l’unica maggioranza possibile e che può servire meglio il Paese.

Andiamo avanti con lealtà e coerenza. Dobbiamo cambiare ancora tante cose”.

Giuseppe Conte ha pubblicato sui social il discorso tenuto nel pomeriggio di ieri in conferenza stampa, di cui riportiamo chiaramente solo uno stralcio:

“Questa esperienza di Governo ha dovuto convivere, soprattutto negli ultimi mesi, con varie consultazioni elettorali, locali e da ultimo europee. E’ stato un ciclo serrato di tornate elettorali che ci ha costretto di convivere con una campagna elettorale pressoché permanente. Ne ha risentito inevitabilmente il clima di coesione che ha sin qui caratterizzato le forze di governo. Io stesso avevo sottovalutato questo aspetto. In particolare la consultazione europea si è rivelata molto aspra e intensa al punto che ha finito per accreditare l’immagine di uno stallo nell’azione di Governo.

Questa è una falsità, una immagine che non corrisponde alla realtà. Il Governo ha sempre continuato a lavorare perché conclusa la ‘Fase 1’ è iniziata la ‘Fase 2′, fortemente orientata agli investimenti, alla crescita, alla semplificazione normativa e burocratica. La ‘Fase 2’ inaugura una stagione particolarmente intensa sul piano riformatore.

Abbiamo approvato un decreto legge in materia di semplificazioni. Abbiamo varato numerosi disegni di legge delega riguardanti ampi settori dell’attuale legislazione, in particolare in materia di contratti pubblici, di revisione del codice civile, del lavoro, di sostegno alla disabilità con l’ambizione di realizzare una rivoluzione semplificatrice dell’intero quadro legislativo. Ricordo anche che presso il ministero della Giustizia sono pronti due disegni di legge volti a riformare rispettivamente il Codice di procedura civile e il Codice di procedura penale perché vogliamo una giustizia sempre più rapida e sempre più vicina ai cittadini.

Attualmente sono all’attenzione del Parlamento per la loro approvazione due disegni di legge. Il decreto Legge Sblocca-cantieri e il decreto Crescita che costituiscono due passaggi avvero determinanti per la realizzazione del Contratto di governo. Siamo infatti fortemente intenzionati a rafforzare il piano di investimenti e a introdurre misure di sostegno a favore delle imprese e dell’occupazione. Stiamo lavorando per riammodernare il sistema infrastrutturale favorendo il completamento delle opere pubbliche con ricadute che auspichiamo possano essere significative per l’intero indotto e quindi produrre effetti virtuosi per l’occupazione.

Più in generale dobbiamo lavorare a una manovra economica che, diciamolo francamente, si preannuncia complessa e basata su una incisiva spending review, su una efficace rimodulazione del sistema di tax expenditures, avendo cura di non aumentare l’IVA. Saremo chiamati a fare scelte delicate che richiedono forte condivisione. Dovremo riuscire a perseguire una politica di segno espansivo, come fin qui abbiamo fatto tenendo però in ordine i conti. Perché l’equilibrio di finanza pubblica ci è imposto non tanto e solo dalle regole europee, che rimangono in vigore fin quando non riusciremo a cambiarle, ma dal fatto che siamo costretti a finanziare il nostro debito sovrano sul mercato, per cui rimaniamo esposti alla fiducia degli investitori. E chi conosce i mercati sa che occorrono parole univoche e chiare da parte di tutti i componenti del governo e, aggiungo, anche da parte degli esponenti parlamentari delle forze di maggioranza.

La distribuzione, però, del consenso all’interno delle forze di maggioranza si è notevolmente modificata. La Lega ha riscosso un successo molto significativo, il Movimento 5 Stelle è uscito fortemente penalizzato dall’ultima competizione, quella europea. Trattandosi di una consultazione appunto europea, mirata a eleggere parlamentari europei, non ha ricadute dirette nella distribuzione delle forze rappresentate in Parlamento, nel nostro Parlamento. Ma le forze politiche sono pur sempre comunità di donne, sono pur sempre comunità di uomini e quindi i risultati elettorali creano grande esaltazione ai vincitori e grande delusione negli sconfitti. Purtroppo il clima elettorale non si è ancora spento, viviamo ancora i postumi di una condizione che ho definito di super eccitazione. E’ un clima che non giova all’azione di governo. Vorrei chiarire meglio, su questo punto. I miei rapporti personali sono buoni, sono ottimi con tutti i miei ministri e anche con i miei vicepresidenti ci sentiamo spesso e li ho sentiti più volte. Lavorare però nell’interesse esclusivo del Paese, rimando a quel giuramento, significa qualcosa di più che avere buoni rapporti personali. Significa predisporsi ad abbracciare un orizzonte temporale ben più ampio e un atteggiamento realmente costruttivo. Il mio motto, lo sapete, è “sobri nelle parole, operosi nelle azioni”. Se continuiamo a indugiare nelle polemiche a mezzo stampa, nelle provocazioni coltivate per mezzo di veline ai quotidiani, nelle freddure sparate a mezzo social, non possiamo lavorare. Le logomachie, questo eccesso di verbosità, questi perenni, costanti conflitti comunicativi inevitabilmente pregiudicano la concentrazione sul lavoro.

Gli italiani ci chiedono di proseguire nell’azione di governo e per fare questo dobbiamo operare con serietà, con impegno costante, con la massima concentrazione. Io stesso posso fare e voglio fare di più per svolgere incisivamente il mio ruolo. Ma le polemiche sterili, le discussioni inutili, dobbiamo esserne consapevoli, sottraggono energie preziose e distolgono dagli obiettivi di governo. Abbiamo un compito molto impegnativo: dobbiamo preservare il patrimonio di fiducia – e qui mi rivolgo direttamente ai cittadini – di cui voi ci avete investito sin dal primo giorno. A voi tutti ho promesso che questo sarebbe stato il Governo del Cambiamento e vi assicuro che sarà il Governo del Cambiamento sino all’ultimo giorno. Non posso essere certo della sua durata: non dipende solo da me. Ma posso garantirvi che sino all’ultimo giorno, sino all’ultima ora, questo sarà il Governo del Cambiamento: per la chiarezza di intenti; per la trasparenza delle decisioni; per la determinazione con cui perseguiremo il bene comune e i vostri interessi. La premessa necessaria per agire in questa direzione è racchiusa in una formula chiave: leale collaborazione. Leale collaborazione tra le forze politiche, tra i parlamentari che compongono la maggioranza, tra i membri del governo. Leale collaborazione è un concetto giuridico ma anche etico.

Le forze politiche che detengono la maggioranza in entrambe le Camere devono essere pienamente consapevoli di questo loro compito e delle rispettive responsabilità. Certamente qui voglio esser chiaro con tutti i cittadini: non mi presterò in nessun modo a vivacchiare, a galleggiare al solo fine di protrarre la mia permanenza qui a Palazzo Chigi. Se non ci fosse una chiara assunzione di responsabilità come da me richiesto, e attenzione, se i comportamenti non fossero coerenti e conseguenti, molto semplicemente con la trasparenza e con la lealtà della mia azione e nel rispetto delle procedure costituzionali, rimetterò il mio mandato nelle mani del Presidente della Repubblica al quale colgo l’occasione per rinnovare la mia profonda stima e il mio sentimento di gratitudine per il sostegno e per i consigli che mi ha sempre voluto onorare fin dall’inizio del mio mandato. E’ dunque compito delle forze politiche decidere. Chiedo una risposta chiara, inequivoca e anche rapida perché il Paese non può attendere. Grazie.”

La crisi di governo è ufficialmente aperta, per mano del premier Giuseppe Conte. Entro giugno, molto probabilmente, si saprà se il governo sarà in grado di andare avanti oppure no.

Il PD, nella persona di Nicola Zingaretti, non ha perso l’occasione di lanciare l’affondo:

“Conte ha ammesso la paralisi, il disastro e il fallimento del suo governo che noi denunciamo da settimane. Tutto questo ha un costo immenso per il Paese, un costo che pagano gli italiani. Il bilancio di questi 12 mesi di governo giallo verde è disastroso
 più debiti
 meno crescita
 meno lavoro
 meno investimenti

Il governo ha reso più poveri milioni di italiani. Dopo tante chiacchiere lavoratori, operai e pensionati sono stati lasciati soli. Conte vada subito in Parlamento a riferire le cose che ha detto”.

Conte ha tentato di sedare gli animi. Ma in realtà ormai non c’è più una maggioranza. Esistono due forze che, in questa fase, sono di nuovo in campagna elettorale.

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