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Curiosità e leggende sul Pantheon di Roma

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Scorcio del Pantheon (Wikipedia)

ROMA – Ogni monumento ha una storia con delle particolarità da conoscere per essere apprezzate a pieno. Oggi parleremo del Pantheon, uno dei più importanti templi dell’antica Roma imperiale, oggi basilica della cristianità, gioiello storico – architettonico, visitato da centinaia di migliaia di persone tutti i giorni.

Il Pantheon, inaugurato nel 27 a.C da Agrippa, genero dell’Imperatore Ottaviano Augusto (come riportato nell’iscrizione sulla facciata), è sorto come un tempio dedicato a tutti gli Dei dell’İmpero Romano (da Pan = Tutti + Theon = Divinità), ricostruito fra il 120 e il 124 d.C. dall’Imperatore Adriano dopo un rovinoso incendio e convertito nella Basilica di Santa Maria ad Martyres dal Papa marsicano Bonifacio IV nel 608 d.C.. Proprio in virtù della sua riconversione in chiesa cattolica è potuta giungere pressoché integro fino ad oggi.

La sua struttura circolare ha esternamente .un portico rettangolare con antistante un colonnato corinzio che regge il frontone. Internamente, c’è una cella rotonda, dotata di otto piloni che sorreggono una cupola semisferica con al vertice l’ “oculo”, apertura tondeggiante con un diametro di 9 metri che riesce ad illuminare completamente i locali interni. La sua cupola  è la più imponente del mondo fra quelle fatte di calcestruzzo. Il porfido rosso di parte della pavimentazione e delle colonne di due cappelle, vale oggi più dell’oro, poiché estratto da una antica cava egiziana ormai esaurita.

Le sue porte di bronzo di 7 metri di altezza sono così massicce che per chiudersi c’è bisogno minimo di tre persone.

Se si guardia con attenzione in uno dei capitelli dell’ingresso del tempio (pronao) c’è incisa una piccola “ape barberina”, simbolo del casato nobiliare romano dei Barberini a cui apparteneva Papa Urbano VIII che fece ricostruire quella colonna.

Quando piove, sembra che l’acqua non entri dall’oculus, cioè dall’apertura della cupola. In passato si pensava che ciò accadesse a causa del fumo delle numerose candele presenti al suo interno che creavano una sorta di cappa protettiva, come nella canna fumaria di un camino, ma in realtà il drenaggio dell’acqua che entra dipende da 22 fori sul pavimento convesso.

Sempre dall’apertura sulla cupola il 9 giugno, alla fine della messa della domenica di Pentecoste, avviene la “pioggia di petali di rosa” che richiama tantissimi fedeli e turisti.

Le sue origini pre cristiane si notano anche dall’importanza delle fasi solari nei giorni di solstizio, nell’impatto scenico – visivo per i fedeli che visitano la basilica.

Il Pantheon è un tempio solare in cui a mezzogiorno del 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, si può assistere ad un fenomeno astrologico-calendariale: il raggio di sole che penetra dall’oculus proietta un enorme disco di luce sul pavimento. Invece, il 21 marzo, giorno dell’equinozio di primavera, la luce colpisce il centro del portale d’accesso. Tutto ciò provocava un gioco di luci che colpiva molto il visitatore antico che credeva realmente di essere in presenza di una divinità solare che anche prima dell’avvento del Cristianesimo, rappresentava pressoché la principale divinità intorno a cui ruotava il Pantheon degli dei con al centro il culto del “Sol Invictus” prima, di “Mitra” poi ed infine di “Dio”, la cui luce divina e provvidenziale dello Spirito Santo entra dall’oculus che secondo alcune storie popolari medievali che non hanno ovviamente alcun riscontro di verità, sarebbe sorto a causa di demoni in fuga che con le corna avrebbero bucato il tetto del tempio il giorno della riconversione a basilica cristiana.

Alcune storie popolari più recenti, raccontano che nel 1930 lo spirito del Re d’Italia Umberto I di Savoia apparve a un soldato di guardia al Pantheon dove sono sepolti alcuni reali d’Italia. Il messaggio che sarebbe stato lasciato dal sovrano al milite è tutt’ora ancora segreto.

Probabilmente, la decisione di Papa Bonifacio IV di chiedere il permesso all’Imperatore bizantino Foca di non abbatterlo, ma di trasformare il Pantheon in una chiesa cristiana è dovuta al valore sincretico insito nella basilica stessa, tempio di tutti gli Dei dell’impero che prendevano un immagine in base al luogo e al periodo storico differente. L’alto valore sincretico e simbolico del Pantheon gli ha permesso dunque di sopravvivere fino ai giorni d’oggi, dal momento in cui, per sopravvivere e diventare universale ed ecumenico, il potere della Chiesa Cattolica ha dovuto fare suoi i simboli, i riti, i culti e i miti dell’antica religione tradizionale romano – italica.

Cristiano Vignali – La Notizia.net