lunedì, Maggio 17, 2021
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Cannabis shop: è polemica sulla recente sentenza della Cassazione

fossacesia

Non si può certo dire che la recente sentenza della Cassazione circa la vendita di prodotti derivati dalla cannabis, i cosiddetti “light”, venduti nei numerosi esercizi specializzati che negli ultimi anni sono stati aperti, non abbia destato polemiche.

Oltre alle contrapposizioni tra i vari schieramenti politici, si sono verificate infatti accese discussioni spesso anche all’interno degli stessi partiti. E’ di ieri mattina la notizia di un Flash mob in via del corso a Roma di fronte al “Cannabis Shop”, organizzato dai ragazzi di Gioventù Nazionale. Fratelli d’Italia ha chiesto la chiusura di questi esercizi commerciali, fin dall’inizio della legislatura al Governo M5s-Lega, invocando la modifica della legge 242/216.

“Oggi non ci sono più alibi, quindi intervenga a chiudere questi negozi e impedisca la vendita di questi prodotti. Qualsiasi droga va combattuta poiché mette a rischio la salute degli Italiani”, afferma Maria Teresa Bellucci, deputato di FdI e responsabile nazionale del Dipartimento Dipendenze del partito, la quale ha presentato insieme al vicepresidente della Camera e deputato di FdI, Fabio Rampelli, una proposta di legge per la chiusura di questi negozi.

Aggiunge di aver presentato una interpellanza urgente al Ministro per la famiglia e la disabilità Fontana ed al Ministro della Salute Grillo, per chiedere con quale modalità e tempistiche il governo intende adottare le iniziative per la cessazione della vendita e la commercializzazione di questi prodotti. Una posizione netta e precisa , quella del Deputato Maria Teresa Bellucci, a cui tuttavia si contrappone Marco Visconti, Dirigente di Fratelli d’Italia e delegato all’Ambiente di Roma, che in un post sulla sua pagina “Marco Visconti Fratelli d’Italia” scrive:

“Non ho preso parte, questa mattina (ieri per chi legge ndr), al flash mob, organizzato dagli amici di Gioventù Nazionale, a via del Corso, per chiedere la chiusura dei cannabis shop, dopo la sentenza della Cassazione che ha
decretato l’illegalità della commercializzazione dei prodotti derivanti dalla cannabis light. Ritenevo e ritengo che la ricerca scientifica, che ha già ampiamente dimostrato l’utilità dell’impiego della marjuana e dei suoi derivati per la cura di certe patologie comuni, non debba essere scavalcata dall’ideologia di tradizione o peggio ancora da una vetusta collocazione delle droghe leggere tra le droghe in generale, posto che qui neppure di droga si tratta. Credo inoltre che la cassazione si sia fatta bonariamente prendere la mano, quando sentenzia l’equiparazione di questi negozi alla vile categoria degli spacciatori. Rifletteteci su, la linea del mio partito , su questo tema, non è la mia, ma il tutto, in grande
serenità”.

Posizione diversa ed opposta quindi all’interno dello stesso partito, ma che ben rappresenta anche a livello nazionale la complessità della materia che forse andrebbe ulteriormente approfondita anche con dibattiti culturali e scientifici.
E’ stata colta l’occasione di una democratica diversità all’interno di uno stesso partito per dare uno spunto di riflessione sul problema senza scadere in un dualismo ideologico che tende a eclissare gli aspetti scientifici, sociali economici e morali, sui quali in questo caso è necessario convincersi nell’interesse dei giovani e del loro futuro.

Ettore Lembo

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