lunedì, Gennaio 25, 2021
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Cisterna di Latina, uccide la moglie a martellate. Il cadavere rinvenuto dalla figlia di 10 anni

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CISTERNA DI LATINA – Ha ucciso la moglie a martellate al culmine dell’ennesima lite. Ma la loro storia era già finita da tempo. La coppia era infatti sull’orlo della separazione, avviata legalmente da qualche mese. Liti continue, l’impossibilità di parlare civilmente, poi il raptus, che si è rivelato fatale per la donna. Il marito ha afferrato il martello e con un solo colpo alla testa l’ha uccisa. Il cadavere di Elisa Ciotti, 35 anni, è stato rinvenuto ieri mattina dalla figlia di 10 anni, purtroppo abituata a vivere in un clima di terrore contrassegnato da discussioni al limite e violenze verbali. Forse anche ad altro, anche se allo stato non risulta siano state sporte denunce.

Dopo aver ucciso la moglie Fabio Trabacchin, 35 anni, di professione autotrasportatore, si è recato regolarmente al lavoro, come se non si rendesse realmente conto di quanto accaduto. Quando è tornato a casa, ha trovato i carabinieri. Alle liti continue i vicini erano abituati. Ma questa volta avevano capito che non si trattava di un litigio come gli altri. Tanto è stato. L’uomo ha confessato il delitto. Ha confessato di averla presa a martellate. Il loro rapporto era ormai logoro da tempo, avevano continuato a vivere sotto lo stesso tetto malgrado entrambi sapessero che non era sano. Le liti erano quasi all’ordine del giorno, per ogni cosa, anche la più insignificante. In quella zona di Cisterna di Latina tutti sapevano, ma forse nessuno pensava che la storia avrebbe avuto un tale epilogo. La bimba è stata trovata dai militari in stato di choc. Ora i militari stanno ora cercando l’arma del delitto nelle campagne circostanti.

“Questo dramma è un insulto alla coscienza di tutti: la violenza maschile è il più grave rischio che le donne di ogni età corrono nel nostro Paese – queste le parole di Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia -. Sono sempre di più, purtroppo, i bambini che vedono la madre uccisa dal padre e avranno la vita segnata dall’orrore. L’Italia ha una legge per sostenere gli orfani di femminicidio, approvata alla fine della scorsa legislatura, ma non c’è ancora traccia del regolamento attuativo”.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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