venerdì, Febbraio 26, 2021
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Grandine, cavallette, api. La fine del mondo? No, solo “normale amministrazione”

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Grandine, cavallette, api. La fine del mondo? Il grande Giambattista Vico fu il primo a parlare dei corsi e ricorsi della storia e mai come ora il pensiero del filosofo e storico napoletano, è sembrato così attuale dato che, da qualche anno a questa parte, il mondo cosiddetto civilizzato sta, per diversi eventi e fattori, ripiombando letteralmente in un passato lontanissimo, quasi medievale.

E ciò è tanto vero quanto il fatto che, qualche giorno fa, un’enorme sciame di cavallette ha invaso la Provincia di Nuoro devastando più di 2.000 ettari di terreno e distruggendo, letteralmente, i pascoli ed il foraggio in essi contenuti.

Una scena, insomma, da vera e propria piaga biblica.

Ma se ciò accade in Sardegna, nella dotta Bologna, a creare problemi, sono sopraggiunte le api.

Infatti, a seguito del grande caldo, come già si era verificato il mese scorso a Milano, sciami di api hanno iniziato a costruire alveari nei punti più disparati della città, ma certamente in luoghi che, a loro detta, dovevano risultare migliori, vuoi perché maggiormente riparati dal sole oppure perché più vicini a fonti d’acqua, fatto sta che gli atterriti utenti della biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna hanno dovuto convivere con questi insetti fintanto che non sono intervenuti i Vigili del Fuoco, unitamente ad alcuni apicultori, per prelevare prima e mettere in sicurezza poi, i sopraddetti imenotteri.

Ma come mai accade ciò?

Greta Thunberg, di sicuro, darebbe la colpa ai cambiamenti climatici in atto sul nostro pianeta, ma, in questo caso, c’entra l’inquinamento atmosferico?

L’inquinamento no, non c’entra, o meglio non può incidere così tanto sul cambiamento del clima che, è bene ricordarlo, sta mutando da sé.

Infatti, la terra sta attraversando, da un bel pò di anni ormai, una fase interglaciale, cioè un periodo di tempo che va da una glaciazione ad un’altra e tra la prima e la seconda di esse vi è sempre una fase di sglaciazione che l’uomo, con il suo operato, può leggermente accelerare o diminuire, ma non di certo sospendere.

Dove invece l’uomo può assumersi una quota notevole di responsibilità è certamente nell’abbandono sistematico di determinate porzioni di territorio agricolo che, lasciato a se stesso, diventa l’habitat naturale non solo delle tanto temute e poc’anzi citate, cavallette ma anche delle cimici che, in tutto il Nord-Est italiano, stanno facendo stragi di alberi di melo, pero, kiwi, pesco, ciliegio e albicocco.

Questa ecatombe deve essere senz’altro presa a monito da parte del Governo per comprendere, qualora ce ne sia ancora bisogno, di come sia fondamentale per l’Italia l’attività agricola, settore, quest’ultimo, importante non tanto per le notevoli ricadute economiche quanto per le intrinseche capacità che ha nel presidiare e manutenere, i territori.

Per il resto, per la frenesia delle cavallette, che da placidi animaletti si trasformano in orde di locuste distruttrici a causa della serotonina, o per le straordinarie grandinate che, ad inizio giugno, hanno letteralmente ricoperto il Salento con un candido manto, poco o nulla possiamo fare, giacché, anche quest’ultimo episodio, rientra pienamente nelle bizzarrie del tempo ed a tal riguardo, il nostro lettore ben informato, non potrà non tener da conto delle tante chiese dedicate, in Italia, alla “Madonna della neve”. Santuari, questi ultimi, costruiti per l’appunto per ricordare ai tanti fedeli il curioso caso della “neve” scesa copiosa ed abbondante, nel pieno di un’estate di circa 1600 anni fa.

Lorenzo Valloreja

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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