domenica, 15 Dicembre, 2019
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“‘Ndrangheta addosso”, Mafia: lo Stato contro lo Stato, il Politicamente corretto contro l’informazione

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E facile parlare di mafia, di ‘ndrangheta, nelle classiche ricorrenze dove si commemorano le vittime sacrificate ricordandone le gesta. Ma che importa, una volta spenti i riflettori si torna nella normale “tranquillità” in cui la mafia  preferisce stare per alimentare i propri affari. Non è stato così l’altro ieri, quando a Roma, presso la Sala Promoteca in Campidoglio, in piazza del Campidoglio, è stato presentato il libro “Ndrangheta Addosso” , evento organizzato da Paola Vegliantei, Presidente della sezione Salvo D’Acquisto Veterani Militari dello Sport, e Presidente della Sez. Civitella San Paolo e Fiano Romano della Ancfrgi.

Un libro scritto da un Carabiniere, Cosimo Sframeli, che per ben 40 anni ha combattuto questa pericolosa tipologia di mafia, radicata nella Calabria e soprattutto nell’Aspromonte, percorrendo buona parte della sua carriera fino a comandante di Stazione. Uomo quindi che la mafia non l’ha letta, ma l’ha vissuta, vedendo per di più cadere tanti suoi uomini, amici e colleghi, tante persone oneste e tanti criminali. Alcune persone, oneste, è riuscito ad aiutarle, rispettando e sfruttando quei pochi mezzi a disposizione, che incomprensibilmente vengono sviluppati e centellinati con contagocce da farmacista, sembrerebbe più per dare un “contentino” alla pubblica opinione, che per contribuire a risolvere il problema.

E’ il caso dell’ ex imprenditore Pino Masciari, che, dopo il saluto di Andrea De Priamo, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia che ha voluto partecipare all’incontro, ha raccontato in poche battute il suo caso, evidenziando tutta una serie di aspetti che meritano di essere portati a conoscenza e che dovrebbero stimolare quelle domande a cui non si vuol dare mai risposta o tacendo o ignorando.
Eppure sono domande che lo Stato dovrebbe sciogliere, senza utilizzare rimbalzi di responsabilità, come frequentemente accade, classico del “muro di gomma” da tutti conosciuto e…. tipico di uno Stato contro lo Stato. Pino Masciari era un facoltoso ed onesto imprenditore nel mercato dell’edilizia, mercato che le mafie ben conoscono e sanno come gestire per sottomettere gli imprenditori.

Tanti soldi, tanti cantieri, in Italia ed all’estero, che ha dovuto chiudere, dismettere abbandonare perché minacciato dalla ndrangheta di morte. La sua vita costantemente in pericolo, tanto da farlo vivere da diversi anni sotto scorta, nascosto, prelevato dalla sua terra natale e trasferito in varie città d’Italia insieme alla sua famiglia, ai suoi figli.
Rinunciando di fatto al lavoro, a gli affetti, alla sua terra, colpevole di essere onesto? Uomo a cui oltre al lavoro, è stata tolta la dignità? Il suo avvocato, Roberto Catani, Presidente dell’associazione “Legalità organizzata”, che lo accompagna, insieme alla scorta sempre vigile, in molte delle manifestazioni cui partecipa, ha lanciato diversi
interrogativi, cui bisogna dare risposta.

Non meno inquietante l’intervento Presidente dell’Associazione Governo del Popolo APS, Francesco Carbone , accompagnato dall’Avvocato Virginia Cerullo, Cassazionista e Corti Superiori, Segretario dell’associazione Governo del Popolo APS contro la mafia sempre. Numerose le denunce per associazione di stampo mafioso presentate dal’ associazione nella varie procure cui molte sono approdate al DNA (Direzione Nazionale Antimafia Antiterrorismo).

Denunce che vanno dagli appalti e trasporti di Poste Italiane, ad appalti di portierato e guardie giurate, al monopolio in tutto il sud Italia della KSM di Rosario Basile, sistema Salerno, dove, a loro dire, sono stati denunciati 40 magistrati per corruzione in atti giudiziari fino al caso più clamoroso e noto della famiglia Napoli, venuto alla ribalta per via di una nota trasmissione televisiva, che ha visto addirittura in contrapposizione le sorelle Napoli ed un noto conduttore contro un intero paese della provincia di Palermo ed il sindaco, e dove in una puntata in diretta dal paese, si è sfiorato lo scontro fisico tra il conduttore e il sindaco. Certo situazioni gravi, pesanti, dove sembra che vi sia uno stato contro lo stato, dove vi è una carenza strutturale di informazione. Una forma quindi di “Omertà”, come ben scrive l’autore del libro “Ndrangheta addosso” dando la definizione precisa e che ben evidenzia nel suo libro. Certo, se poi analizziamo ciò che accade quotidianamente, non possiamo meravigliarci.

Inquietante ciò che sta succedendo al Consiglio Superiore della magistratura, dove sembrerebbe vi sia una lotta di
poteri . Quale vantaggio per lo Stato ed il Cittadino? Ma ancora, perché si vuol togliere la scorta al Comandante Ultimo, colui che ha arrestato uno dei più grandi Capi di mafia come “Toto Riina” e Leoluca Bagarella, che è tutt’oggi in regime di 41 bis e che ha promesso di uccidere chi lo ha arrestato? Sembra proprio che vi sia lo stato contro lo stato, e la disinformazione, da tanti oggi ritenuta “politicamente corretto” contro l’informazione. Essere da parte dello Stato, della Legalità e dell’Informazione è il miglior modo per combattere le mafie. Grazie a chi ha dato l’opportunità di parlare di mafie, al di fuori delle commemorazioni di rito.

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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