mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Sanzioni Ue contro l’Italia, Tria fiducioso. Di Maio: “Saremo responsabili, ma non fessi”

Sanzioni Ue contro l’Italia: tutto si deciderà il prossimo 9 luglio nel corso del vertice dell’Ecofin. Secondo Dombrovskis “correzioni sostanziali della traiettoria fiscale sono necessarie quest’anno e il prossimo”.

“Dimostreremo il calo del deficit”, sostiene Tria. “Abbiamo bisogno di fatti perchè in definitiva le regole sono regole”, ribadisce Moscovici prima di incontrare Tria, che dice di avere in mano tutti gli elementi per fargli cambiare opinione. Anche la Francia non ha i conti in ordine, anche se con una situazione diversa da quella italiana, e il suo rappresentante Il ministro francese Bruno Le Maire invita il nostro Paese a “cogliere la mano tesa della Commissione”. Il che, tradotto, vuol dire: manovra correttiva ora (3-4 miliardi) per evitare di legarsi per anni ad una procedura . Qualcuno lo ha visto come un attacco, ma Tria sembrerebbe non avere avuto invece questa impressione e dice: “Rimango ottimista”. Secondo il nuovo presidente della Consob, Paolo Savona, i giudizi verso l’Italia sembrerebbero più che altro pregiudizi. Poi la critica ai parametri europei: “Da cambiare”. E ancora: “Non è stato definito il rapporto tra il debito pubblico ed il Pil”.

Savona auspica la creazione di titoli europei. Tuttavia, secondo lui, non esisterebbero condizioni che possano far presupporre l’insolvenza del debito da parte dell’Italia.

Secondo il professore, per la crescita “serve un’azione congiunta di settore privato e pubblico italiano per attivare investimenti aggiuntivi nell’ordine di 20 miliardi di euro, utilizzando risparmio interno”

Riassumendo le diverse posizioni in campo, relativamente alle sanzioni Ue, emerge la chiara determinazione del governo Conte di rispettare gli obiettivi di deficit previsti al 2,4 per cento quest’anno, ed anzi si ritiene di poterli migliorare fino al 2,1 per cento in considerazione dell’andamento positivo delle entrate fiscali e della dinamica contenuta della spesa pubblica, finora al di sotto di quanto previsto, anche in assenza delle manovre correttive richieste da Bruxelles.

A margine la dichiarazione del vice premier Luigi Di Maio: “Saremo responsabili, ma non fessi”.

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