domenica, Novembre 29, 2020
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Csm, Bonafede: “Alzare un muro tra politica e magistratura”

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Caos Csm, il ministro Bonafede parla chiaro: “Dobbiamo alzare un muro che tenga distante la politica dalla magistratura, riducendo il potere delle correnti e stabilendo un principio: i magistrati che entrano in politica non possono tornare indietro. E’ assolutamente necessario dare il via ad un pacchetto di norme che impediscano il ripetersi di fatti come quelli emersi in questi giorni”.

Nel corso di una intercettazione contenuta nelle informative della Guardia di finanza sulla vicenda Csm, Lotti avrebbe sostenuto di aver avuto un colloquio con Sergio Mattarella relativamente alle nomine delle procure. Secca la smentita del Quirinale: “Sono millanterie”.

“Quello che vi devo dire io Mattarella… io ci sono andato e ho detto ’presidente la situazione è questa e gli ho detto quello che voi mi avete detto più o meno…”. Questo si evince dal verbale dell’intercettazione dell’ex ministro allo Sport, che ha poi preso la decisione di autosospendersi dal Pd.

“Caro Segretario – ha scritto ieri a Nicola Zingaretti – apprendo dai quotidiani che la mia vicenda imbarazzerebbe i vertici del PD. Il responsabile legale del partito mi chiede esplicitamente di andarmene per aver incontrato alcuni magistrati e fa quasi sorridere che tale richiesta arrivi da un senatore di lungo corso già coinvolto – a cominciare da una celebre seduta spiritica – in pagine buie della storia istituzionale del nostro Paese.
I fatti sono chiari. Tu li conosci meglio di altri anche perché te ne ho parlato in modo franco nei nostri numerosi incontri. Ma io, caro Segretario, non partecipo al festival dell’ipocrisia.

La verità è una sola e l’ho spiegata ieri: non ho fatto pressioni, non ho influito nel mio processo, non ho realizzato dossier contro i magistrati, non ho il potere di nominare alcun magistrato. Chi dice il contrario mente.
Quanti miei colleghi, durante l’azione del nostro Governo e dopo, si sono occupati delle carriere dei magistrati? Davvero si vuol far credere che la nomina dei capiufficio dipenda da un parlamentare semplice e non da un complicato quanto discutibile gioco di correnti della magistratura? Davvero si vuol far credere che la soluzione a migliaia di nomine sia presa nel dopo cena di una serata di maggio? Davvero si vuol prendere a schiaffi la realtà in nome dell’ideologia, dell’invidia, dell’ipocrisia?
Ti auguro buon lavoro, caro Segretario. E spero che – anche grazie al mio gesto – il Pd sia in grado di fare una discussione vera e onesta. Io sono innocente. E spero di cuore che lo sia anche chi mi accusa di tutto, senza conoscere niente”.

Dal canto suo, Zingaretti ha mostrato di apprezzare il gesto di Lotti: “Lo ringrazio per un gesto non scontato che considero di grande responsabilità nei confronti della politica  delle istituzioni e del Pd”

Appena emersa la vicenda, Zingaretti aveva scritto su Facebook: “Di fronte all’indagine relativa al Csm, data la delicatezza del tema, ritengo che occorrano la massima franchezza e precisione di giudizio.

Se emergeranno rilievi penali, mi atterrò sempre al principio garantista e di civiltà giuridica secondo il quale prevale la presunzione di innocenza fino alle sentenze definitive. L’oggetto delle indagini non sono le frequentazioni ma il loro merito. Attendiamo per questo che si faccia piena luce. Agli esponenti politici del Pd protagonisti di quanto è emerso non viene contestato alcun reato.

Per questo, ogni processo sommario celebrato sulla base di spezzoni di intercettazioni va respinto. Ma il Pd non ha mai dato mandato a nessuno di occuparsi degli assetti degli uffici giudiziari. La politica valuta, interloquisce, si confronta, esprime opinioni ma non dà consigli o né si dedica ad organizzare maggioranze nell’organo di autogoverno della Magistratura”.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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