venerdì, Ottobre 22, 2021
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Sea Watch 3: dopo la “bravata” di forzare le acque territoriali si tiene ad un miglio dal molo. Che cosa bolle in pentola?

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L’Olanda si assume la responsabilità della nave ma non dei migranti a bordo. Una delegazione del PD sembra stia salendo sulla nave. E’ da oltre 24 ore che il Comandante della Sea Watch 3 ha forzato il divieto di ingresso nelle acque territoriali Italiane non rispondendo all’intimazione di fermarsi, lanciato dalle vedette della Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera. Il suo posizionarsi davanti al porto di Lampedusa, nonostante la dichiarazione determinata di entrare in
porto per far soccorrere i clandestini che ha a bordo, se poteva avere una giustificazione nelle prime ore, lascia perplessi i tanti Italiani che stanno seguendo la vicenda. Sembrerebbe infatti che la banchina che avrebbe dovuto ospitare la nave servisse come approdo per i traghetti fino alle 20,30.

La Sea Watch ha provato ad entrare nel porto di Lampedusa ma è stata bloccata dalle autorità italiane. “Stamane – informa la portavoce dell’ong, Giorgia Linardi – la nave ha informato le autorità che erano trascorse ormai 24 ore dalla dichiarazione dello stato di necessità che l’ha costretta ad entrare nelle acque territoriali.Alle 14.16,non avendo ricevuto risposta, ha proceduto verso il porto. Ma a circa un miglio le è stato intimato di spegnere i motori”. L’ong ha presentato un esposto ai pm di Agrigento: valutare condotta autorità.

Incomprensibile il prolungarsi nel rimanere fuori dal porto tutta la notte ed ancora fino ad ora, senza sapere quando avverrà l’ingresso e il relativo sbarco dei trasportati.Forse la giovane comandate della nave ha voluto fare la “bravata”, sicura del suo status, contando magari su uno starnazzante stuolo di personaggi anti  – governativi che immediatamente hanno lasciato Roma per andare ad accogliere la nuova “rivoluzionaria”? Certo, parliamo di un governo, quello italiano, non gradito a chi sembra finanzi la spedizione e ad una Europa che proprio in questo momento ha interesse a non prendere alcuna posizione se no quella di “Pilato” memoria. Per di più il comandante si è convinto forse che come sempre in Italia, tutto finisca a “pizze e fichi”, ricordando l’unica eccezione avvenuta a Sigonella, quando il Primo ministro di allora, bloccò l’intervento americano facendo circondare dai Carabinieri in assetto di guerra i militari americani che avevano a loro
volta circondato un determinato aereo?

Il caso Ustica, cui ricorre a brevissimo l’anniversario, il caso di Cermis da molti forse dimenticato, così come i casi Orlandi e Moro, giusto per citarne alcuni accaduti in Italia dove stati esteri hanno avuto ruoli determinanti, ma o occultati, o dimenticati, o insabbiati.
Certo, forse la giovane comandante non si aspettava un così duro contrasto di un Ministro che ha puntato buona parte della sua campagna elettorale sulla sicurezza dei confini territoriali, la lotta all’immigrazione clandestina e sicurezza interna e che pur consapevole delle grandi difficoltà , ma nel rispetto del mandato
ricevuto dal popolo Italiano confermato anche dai risultati delle ultime elezioni .

Quindi una volta arrivata davanti al porto di Lampedusa, forse si è resa conto della grave responsabilità che si è presa nell’aver sfruttato le persone che ha a bordo, che avrebbe potuto accompagnare in tanti altri porti europei sicuri, dalla Spagna alla Grecia, dalla Croazia alla Francia, dall’Albania all’Olanda o la
Germania. Finita improvvisamente l’urgenza? Stanno improvvisamente tutti bene? Cosa attende a forzare l’ingresso al porto? Attende forse una emergenza reale, o provocata? Chi è salito a bordo per controllare i trasportati? Forse attende che la diplomazia Europea riesca a farle avere un lasciapassare, o un salvacondotto per lei e tutto l’equipaggio?

Sono dubbi leciti, relativamente ai quali il popolo italiano gradirebbe avere risposte chiare, e non quelle che solitamente l’informazione della disinformazione riesce a dare con solerte …. solerzia. Certo anche nel comportamento della maggioranza di governo si evidenziano delle forti incongruenze che
lasciano perplessi i numerosi italiani, he chissà se avranno mai risposta. Come mai nessuna nave militare si è avvicinata ed abbia impedito che la Sea Watch3 forzasse il blocco? Se un aereo invade i cieli di un qualsiasi stato, viene nel giro di pochi minuti affiancato da aerei militari e
costretto ad atterrare, ma forse non in Italia, Ustica docet. Come mai ancora non si ha notizia di incriminazioni da parte di Procure d’Italia nei confronti del comandante e dell’equipaggio, nonostante di estremi di reato sembrano essercene in quantità?

Seguiremo gli sviluppi, sperando che i poveri clandestini, sfruttati da chi gioca con la loro vita per interessi politici, possano porre fine alla loro odissea.

Ettore Lembo

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