domenica, Ottobre 25, 2020
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Carola Rackete divide opinione pubblica e politica: Italia ed Europa ai ferri corti

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Carola Rackete è considerata da molti un’eroina, il “capitano del cuore“. Per più di due settimane, nessun paese è stato in grado di sciogliere la questione dei migranti a bordo della Sea Watch 3. Salvini ha definito la Rackete “pirata” e “criminale”. Di certo, in nome dell'”emergenza umanitaria”, sono state violate le leggi italiane ed è stata opposta resistenza ad una nave militare. Rischiando anche una tragedia.

Il ministro dell’Interno ha anticipato che, nel caso in cui la capitana venisse liberata, verrà inasprito il decreto sicurezza. Nel frattempo però il gesto di Carola Rackete divide l’opinione pubblica, come anche la politica. Critiche all’Italia arrivano dalla Germania, mentre l’Olanda, il Paese di cui batte bandiera la Sea Watch 3, ha contestato la decisione della comandante di dirigersi verso Lampedusa, osservando che sarebbe “potuta andare in Libia o in Tunisia”. E’ quanto emerge da una lettera della segretaria di Stato olandese all’immigrazione, Ankie Broekers-Knol, in risposta al ministro dell’Interno Salvini. Nella missiva, pubblicata dal Corriere della Sera, si sottolinea inoltre che la Rackete si sarebbe anche potuta dirigere verso il porto olandese di competenza.

Carola Rackete, che ha trascorso la sua prima notte agli arresti domiciliari a Lampedusa, ha chiesto scusa alla Guardia di finanza, affermando di non aver inteso speronare la motiovedetta, ma di aver “sbagliato la manovra”. Ha anche puntualizzato di temere suicidi a bordo. A livello internazionale la tensione è altissima anche con la Francia. L’equipaggio si dice solidale con la capitana.

In molti approvano la presa di posizione della capitana Rackete in quanto “Lampedusa sarebbe stato ritenuto il porto sicuro più vicino” e sulla base del fatto che “non si può violare la legge del mare”. Ma in teoria sarebbe potuta approdare anche a Tunisi. Secondo altri il suo gesto è paragonabile ad un atto di guerra.

“La comandante fuorilegge  – scrive il ministro Matteo Salvini sui social – ha giustificato il folle attracco che ha messo a rischio la vita degli agenti della Guardia di Finanza dicendo che c’era uno “stato di necessità”.  Ma se nessuno dei 42 immigrati a bordo aveva problemi di salute, di quale necessità stava parlando?”

Sulla vicenda si esprime anche il vice premier Luigi Di Maio: “Carola Rackete, comandante della Sea Watch, è stata arrestata dopo aver disobbedito all’alt della Guardia di Finanza, speronando una motovedetta nel tentativo di attraccare nel porto di Lampedusa. E per questo verrà processata, come è giusto che sia, perché ha violato la legge dello Stato italiano, rischiando di creare un danno anche ai nostri uomini e donne in uniforme, che ringrazio per il lavoro che svolgono ogni giorno a tutela della nostra sicurezza.

Detto questo trovo assurda l’escalation di insulti e di toni offensivi registrata nelle ultime ore. Non capisco l’esigenza di mettere in piedi questo circo mediatico, con alcuni giornali schierati da una parte e altri dall’altra. Uno Stato sovrano ha le leggi e le fa rispettare. Punto. La capitana verrà giudicata da giudici sulla base delle leggi dello Stato italiano.

C’è della rabbia intorno a tutto questo e lo comprendo. Chi rappresenta i cittadini questa rabbia deve sforzarsi di capirla, perché non può essere ignorata. Capirla non significa alimentarla, perché poi altrimenti la rabbia si trasforma in insulti violenti che colpiscono tutte le parti e che vanno sempre condannati.

Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha motivato l’arresto della comandante affermando che “le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti”. Ancora una volta prendiamo atto dell’azione della magistratura, che quotidianamente svolge un egregio lavoro. È importante elogiare sempre, e non a giorni alterni, il prezioso contributo di giudici e magistrati, perché sono loro che hanno il dovere di far rispettare la legge nel nostro Paese”.

Secondo Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, la Sea Watch 3 andrebbe demolita, per dimostrare che “l’Italia non si fa prendere in giro”.

Nel frattempo ha avuto luogo un nuovo mini sbarco sull’isola siciliana di Lampedusa, dove sono arrivati in nottata 17 migranti di nazionalità tunisina. I 17 sono giunti a bordo di una piccola imbarcazione nella zona portuale della statua della Madonnina e sono approdati.

Andrea Zappelli

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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