giovedì, Ottobre 22, 2020
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A pensar male si fa peccato, ma…Carola libera. L’ira di Salvini

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di Ettore Lembo

“Disubbidire a leggi dello Stato, attaccare, speronare, rischiare di ammazzare militari Italiani non vale la galera. E questa sarebbe “giustizia”? Sono indignato, sono schifato ma non mi arrendo: restituiremo onore, orgoglio, benessere, speranza e dignità alla nostra Italia, costi quello che costi”.

Queste le parole attraverso le quali il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha commentato sui social la notizia della scarcerazione di Carola Rackete, capitana della Sea Watch 3. ll ministro dell’Interno ne ha annunciato l’accompagnamento coatto alla frontiera. Sorpreso della scarcerazione anche il vice premieri Luigi di Maio che dichiara: “Se confischiamo subito le imbarcazioni, non possono tornare in mare e provocare il nostro Paese e le nostre leggi”. La prefettura di Agrigento conferma: “Firmato provvedimento di espulsione”. Ma non potrà essere eseguito almeno fino al 9 luglio.

Insomma, a pensar male del prossimo si fa peccato ma si indovina. Questa la celebre frase attribuita a Giulio Andreotti ma la cui paternità sembrerebbe essere di Papa Pio XI. Sempre attuale, calza a pennello con gli avvenimenti degli ultimi giorni.  Si abbassano i riflettori sulla capitana della Sea Watch 3, che ha tenuto occupate le cronache mediatiche con il suo ingresso nel porto di Lampedusa. Una vicenda che ha destato nella maggior parte degli Italiani sdegno e irritazione. Senza entrare nel merito di ciò che è avvenuto, di cui oramai si è scritto tantissimo, ma in perfetta sintonia con il titolo del pezzo, possiamo dire che, parzialmente esaurita la spettacolare mitizzazione della discutibile “bravata”, si stanno ora abbassando i toni per far sì che la giovane ricca tedesca, bianca e laureata, possa serenamente rientrare nella sua casa in Germania, senza subire alcuna punizione o ritorsione nel pieno rispetto della tradizione Italiana dove vige l’impunibilità dei reati commessi da qualche personaggio occultamente protetto da anti-italiani. Così è accaduto da sempre, come quando si trattò dei piloti che fecero cadere una funivia del Cermisuccidendo i venti gitanti che vi viaggiavano sopra. O come accadde per i fatti del DC9 di Ustica, vicenda in cui morirono tante persone, ma in relazione alla quale non si è ancora trovata la verità.

Per non menzionare poi il delitto Moro, o la scomparsa di Emanuela Orlandi, di cui tanto si è parlato ed ancora oggi si parla, senza che si giunga ad una conclusione. Ora, Carola Rackete è libera. Ma perché per ben 15 giorni ha “coccolato equipaggio e passeggeri, dondolandosi sull’estivo mare calmo facendo su e giù al confine dell’Italia”, piuttosto che raggiunger facili e sicure mete distanti appena da 25 ore a 52 ore di navigazione senza nemmeno dover correre il rischio di uscire dal Mediterraneo ? Ecco che ritorniamo a peccare pensando agli innumerevoli motivi di questa lunga crociera.

Gli Italiani sono cattivi, hanno votato delle forze politiche che non piacciono alla cara Europa; hanno votato sovranisti e populisti che in parlamento vorranno difendere i propri confini, ma come possono pensar ciò? Per di più con i debiti che hanno? Quindi poiché bisogna decidere le cariche ed i personaggi da eleggere per la commissione Europea e per la Banca Centrale Europea, gli unici organi che hanno la facoltà di decidere e condizionare la vita degli stati
appartenenti? Bisogna far si che l’Italia possa disporre di poca credibilità e possa esser messa in isolamento. Quale migliore occasione per distogliere l’opinione pubblica da questi determinanti decisioni?

Poco importa della vita delle persone a bordo, stranamente tutti di robusta costituzione e raccolti per mare. In tutto questo, esplode lo scandalo  “Angeli e Demoni” che sembrerebbe coinvolgere politici di un certo partito, qualche giudice, psicologi , medici ecc. a danno di famiglie e soprattutto di minori. Fenomeno cui bisognerebbe estenderne le indagini in tutta Italia, perché potrebbe trattarsi di un fenomeno non circoscritto, ma assai più diffuso di quanto si immagini. Ma è forse per distogliere l’attenzione da questo ultimo fatto che alcuni parlamentari decidono di partire per Lampedusa ed imbarcarsi sulla nave del capitano donna, giovane ricca bianca e tedesca? Non si può certo affermare ciò. Ma si può senza dubbio constatare come la vicenda non abbia avuto la risonanza che meritava, essendo tutta l’informazione impegnata ad occuparsi della capitana. Chissà se l’arrivo imprevisto di tali personaggi non abbiano contribuito a far finire i viveri in cambusa
costringendo il Capitano donna a forzare il “posto di blocco”? Come abbiamo scritto fin dal principio, a pensar male si fa peccato, quindi nulla di vero. Un po’ per ridere, un po’ per riflettere e…. perché no in attesa di capire se….. ci abbiamo azzeccato.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

One thought on “A pensar male si fa peccato, ma…Carola libera. L’ira di Salvini

  1. Sono d’accordo con il nostro ministro…stiamo divenendo lo zimbello d’Europa, lo zerbino dell’Unione…questa “capitana” ha ricevuto un trattamento fin troppo privilegiato, considerando che ha violato le nostre leggi…ho sentito, sul suo conto, commenti del tipo “ma va a fare la calzetta!”…facile fare le eroine “salvando” i “poveracci” senza aver avuto un vissuto da poveracci né sapendo che significhi esserlo…Vuoi aiutare? Cerca i mezzi per farlo nella legalità, senza sfidare arrogantemente le leggi di paesi che non sono il tuo.

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