giovedì, Ottobre 28, 2021
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Carola Rackete e l’effetto “apripista”: tutti in Italia. Tanto violare le nostre leggi non è mai reato

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Carola Rackete, capitana tedesca della Sea Watch 3, ha annunciato la propria intenzione di denunciare il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini. “Abbiamo già preparato la querela”, avrebbe spiegato il suo legale Alessandro Gamberini, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus. “Non è facile – avrebbe aggiunto – raccogliere tutti gli insulti che Salvini ha fatto in queste settimane e anche le forme di istigazioni a delinquere, cosa che è ancora più grave se fatta da un ministro dell’interno”. Il vice premier risponde così: “Infrange leggi e attacca navi militari italiane, e poi mi querela. Non mi fanno paura i mafiosi, figurarsi una ricca e viziata comunista tedesca!”. Il “gesto eroico” di Carola Rackete sembra nel frattempo aver sgombrato il campo da ogni dubbio facendo emergere l’unica certezza assoluta relativamente alle ultime e anche meno recenti vicende inerenti il salvataggio di migranti in mare da parte delle ONG.  L’Italia è vista come privilegiato se non unico corridoio per il “trasbordo” di presunti rifugiati da parte della Libia. Parla chiaro, a questo proposito, il caso della nave Alex.

“Le autorità marittime maltesi  – questa la prima reazione di Matteo Salvini divulgata attraverso i social – hanno dato alla nave dei centri sociali indicazione di dirigersi verso il porto di La Valletta, dove potranno attraccare. Incredibilmente, la ONG si sta rifiutando di andare a Malta, Paese europeo sicuro!
In questo momento sono fermi nel Mediterraneo, affiancati dalla nave di una ONG spagnola, poiché stanotte abbiamo consegnato il divieto di ingresso nelle acque italiane.  Se non si dirigeranno verso Malta, è chiaro che sarà l’ennesimo atto di disobbedienza, violenza e pirateria: io non mollo!”

La decisione del capitano Carola Rackete di ignorare le leggi italiane e di entrare a Lampedusa ha avuto l’effetto che ci si aspettava: le ha fatto svolgere la funzione di apripista, inducendo alla convinzione che si può non rispettare il popolo italiano senza subire alcuna conseguenza. Gli insulti che le sono stati rivolti al momento dell’attracco a Lampedusa sono assolutamente disgustosi e da condannare, ma è anche vero che il popolo italiano, quello vero, quello che non schiera contro il suo stesso paese per assecondare una idelogia spesso davvero poco democratica, è stanco e esasperato.  Il che non giustifica le offese. L’esasperazione è infatti spesso anche silenziosa.

Tunisi non è un porto sicuro? Ci sarebbe da dimostrarlo, visto che traghetti per la Tunisia, pieni di turisti, partono dall’Italia continuamente. E che dire di Malta?

“La situazione a bordo è insostenibile – si leggeva qualche ora fa sulla pagina Facebook della Mediterranea Saving Humans -. Sono solo le 10 ma il sole è a picco, stiamo cercando di fare ombra ai naufraghi. Sono soprattutto le donne a stare male nonostante le cure della dottoressa. Fare circa 100 miglia verso Malta è impossibile in queste condizioni, le autorità ne sono informate da tempo. Siamo disponibili a trasferire i naufraghi su motovedette maltesi o della Guardia Costiera italiana”.

Nel frattempo Salvini mostra i denti: “In Italia non arrivano: c’è un porto maltese a disposizione, vanno a Malta, e la Ong tedesca può scegliere fra la Tunisia e la Germania”. “Chiunque difenda i confini e la sicurezza del mio Paese è benvenuto”, ha aggiunto. “Stiamo controllando i confini via mare, vogliamo controllare anche quelli via terra con ogni mezzo possibile”, ha dichiarato a Trieste.

Detto che la vita umana ha un valore inestimabile, e qui  – ci teniamo a precisarlo – non si parla del fatto che le persone che hanno bisogno non debbano essere soccorse, l’impressione che si riceve da tutto ciò è che, probabilmente, ci sia una reale e concreta intenzione di asservire l’Italia e di piegarla ad interessi altrui. Di chi? A logica non sarebbe difficile capirlo, perchè alle spalle delle ONG ci sono, si sa, dei finanziatori, sulla cui identità il mistero non è così fitto. Ma, come abbiamo detto, si tratta di un’impressione. Saranno i fatti e solo i fatti a fare luce sulla verità.

 

 – Aggiornamento  tratto dalla pagina Facebook della Mediterranea Saving Humans: “Dopo visita a bordo dei medici SMOM, è in corso l’evacuazione a bordo della motovedetta CP300 della Guardia Costiera delle prime 13 persone salvate dalla Alex. Si tratta dei soggetti più vulnerabili (bambini, donne) e delle loro intere famiglie. È una buona notizia. Finalmente. Adesso devono sbarcare presto anche gli altri 41 naufraghi. L’accordo tra governi italiano e maltese è stato confermato da entrambe le parti: siamo in attesa che le Autorità organizzino il loro trasferimento a Malta su assetti militari, dal momento che non può ovviamente avvenire a bordo della Alex”.

In sostanza La Valletta accoglierà i naufraghi soccorsi dalla nave Alex, ma, nel contempo, l’Italia prenderà 55 migranti da Malta.

E ora si apre un altro fronte: la nave Alan Kurdi della Ong Sea-Eye, battente bandiera tedesca, ha salvato altre 65 persone al largo della Libia e Berlino chiede che venga al più presto individuato un porto sicuro.

 

Ettore Lembo e Lucia Mosca

 

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