lunedì, Novembre 29, 2021
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Lavoro “slash” in crescita: interesserà il 40% degli italiani entro il 2020

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Il 23% della forza lavoro in Italia è coperta dai lavoratori autonomi, molti dei quali svolgono più di una professione e si prodigano in mansioni diverse. Sono 5 milioni e 300 mila, e rappresentano una percentuale davvero eccezionale, visto che superano la media europea di 8 punti percentuali. Tra l’altro 3,5 milioni si definiscono freelance, e solo il 7% di loro cambierebbe questo tipo di attività per un contratto dipendente a tempo indeterminato. E, per quanto possa suonare contrario ad ogni logica, il 45% di questi nuovi professionisti si sente finanziariamente più garantito dalla propria situazione di freelance, che avere un contratto di lavoro con un’unica azienda.

È il lavoro “slash”, come lo si definisce oggi, e identifica un professionista capace di applicarsi in più settori anche contemporaneamente, totalmente libero da vincoli di orari e location, impegnato solo a fornire il prodotto finito nei tempi stabiliti dall’accordo. Il suo profilo lo inquadra tra i giovani di 28/30 anni di età, tendenzialmente residente al Nord-Italia (circa il 67% del campione) e con una Laurea specialistica di buon livello. Un 65% di loro, inoltre, ama anche muoversi fuori dai confini nazionali. I dati dell’indagine, pubblicati dall’Osservatorio di E-work, azzardano anche una previsione sul futuro: dato il ritmo con cui cresce il numero degli slash worker, entro il 2025 copriranno in Italia il 40% del livello occupazionale totale.

Come affrontare il lavoro da freelance

Sono davvero tanti i freelance che lavorano da casa, anche perché agendo tramite il computer non si ha la necessità di arredare un ufficio di rappresentanza, né di affrontare tutte le spese inerenti. L’unica spesa di cui non si può fare a meno, visto che tutto passa da internet, è quella necessaria per avere una connessione stabile. In questo senso vanno prese in considerazione le diverse offerte internet proprio per le partite Iva, messe a disposizione da alcuni player come Linkem ad esempio, che offrono tariffe pensate per il mondo del lavoro. E infine c’è “solo” da imparare a organizzarsi una vita da lavoratore indipendente. Ma non bisogna farsi ingannare dalla apparente semplicità di questa affermazione: se infatti in un primo momento si può credere di essere liberi di gestire tempo e lavoro come si vuole, ben presto si sentirà la necessità di dotarsi di uno schema. E per quanto quest’ultimo possa essere elastico, dovrà scandire le fasi lavorative alternandole ad indispensabili momenti di riposo mentale (con intervalli regolari per il cibo e lo stretching, per esempio), con una sana gestione dello svago e del “sociale”, spesso compromesso dallo star troppo tempo chiusi nel proprio studio casalingo. Altri consigli? Occhio soprattutto agli accordi contrattuali, che devono sempre essere chiari e inattaccabili, ed alla tenuta di una contabilità che tenga sempre in considerazione delle scadenze degli obblighi fiscali.

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