sabato, Ottobre 16, 2021
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ONG, Stati europei, Europa: una guerra sulla pelle dei clandestini e degli italiani

lampedusa

Una guerra sulla pelle dei clandestini e sul popolo italiano si sta’ consumando in maniera subdola grazie alle ONG, a singoli stati Europei e alla stessa Unione Europa, con il benestare di chi si guarda bene dal denunciare il tutto in nome del politicamente corretto.

Bisogna prendere atto di ciò che sta avvenendo in queste ore, del resto avevamo anticipato che il caso “Carola” sarebbe diventato un vero e proprio apripista per tutte le ONG che ora sanno di poter sfidare in sicurezza, senza quindi rischiare di incorrere ad alcun reato, il Governo Italiano e ben appoggiate da capitali e da istituzioni Europee.

L’hotspot di Lampedusa, secondo quanto dichiarato dal sindaco dell’isola, Salvatore Martello, è nel frattempo arrivato al collasso: ci sono oltre 200 persone, 100 più del previsto. “Il Viminale ci aiuti”, questo l’appello del primo cittadino, che aggiunge: “La capienza è di 97 persone, pure i poliziotti hanno dovuto lasciare gli alloggi per fare spazio”.  ll veliero Alex della ong Mediterranea, con 41 migranti a bordo, ieri ha forzato il blocco. Oggi la perquisizione, indagato anche capo missione Palazzotto. Duro Salvini: ‘Il gommone soccorso non aveva problemi’. Malta ha invece inizialmente  vietato l’accesso alla Alan Kurdi, sulla nave ci sarebbero tre collassati per il caldo. Ma poi è arrivato il via libera allo sbarco dei 65 migranti a bordo. Saranno poi tutti ricollocati in altri Paesi europei, fa sapere il premier Joseph Muscat. Precedentemente, su sollecitazione dell’Ong, era stato accordato lo sbarco a tre migranti collassati per il caldo, tra cui due minori.

Il capo missione della barca Alex della Ong Mediterranea, il parlamentare di Sinistra italiana Erasmo Palazzotto, è stato iscritto nel registro degli indagati. Il suo nome va ad aggiungersi a quello del comandante del veliero Tommaso Stella.

Le navi delle ONG, piccole o grandi che siano, che partono da svariati porti, battendo bandiere di varie nazionalità, anche Italiane, assoldate da organizzazioni che si dichiarano umanitarie, vanno a prendere i “migranti” in acque territoriali Libiche, o appena fuori da esse, su imbarcazioni che vanno in avaria con
il rischio di affondamento stranamente appena si avvicinano questi presunti salvatori di vite umane. E risulta effettivamente strano che ci si indirizzi direttamente ed esclusivamente sui porti Italiani ed in particolare sul porto di Lampedusa. Si registra per di più il rifiuto di indirizzarsi in un porto diverso da quello Italiano.
La cosa deve far riflettere. Ed ecco lo scontro tra ONG e Governo Italiano che non ne vuol sapere di salvare delle vite umane. Ma sarà proprio così?

Se osserviamo la fase del salvataggio, forzato o meno, sembrerebbe che i buoni, le ONG, si prodighino per salvare vite umane ed i cattivi, gli Italiani, si rifiutino di accoglierli, anche se non si sono mai rifiutati di prestare immediata assistenza. Se invece guardiamo il fenomeno nella loro complessa globalità, scopriamo che il problema è ben diverso. Del resto l’informazione politicamente corretta ci ha abituato a parlare di alcune cose e occultarne altre.
Ciò che è avvenuto nella regione Emiliana inerente l’atroce scandalo sull’affidamento dei minori con il coinvolgimento di sindaci, politici, magistrati, medici e psicologi, infatti, è calato uno strano silenzio.  Tornando alle ONG, bisogna riflettere anche su ciò che sta accadendo in Europa: non a caso tutti gli Stati Europei che sono contrari all’attuale governo Italiano, sostengono incondizionatamente e demagogicamente queste organizzazioni utilizzando il sistema di ignorare la risoluzione reale ed alla base del problema, aiutando le popolazioni direttamente nei loro territori.
Sicuramente molti sono gli interessi di troppi stati in quei territori da cui molti fuggono. Ed è così che si è innescata una vera e propria guerra, tra interessi e colonizzazioni, all’interno degli stati e senza scontri militari apparenti, tenendo fede a quella effimera e falsa promessa di “basta guerre tra gli stati Europei” ,
ma coinvolgendo popolazioni lontane , sfruttate e sottomesse per interessi economici, tramite il popolo italiano che stanco di essere ignorato dagli stessi governanti precedentemente eletti, ha fatto delle scelte probabilmente discutibili ma democratiche che l’Europa e il politicamente corretto non vuol rispettare.

Nel corso di una conferenza stampa, la Ong ‘Mediterranea’ ha sferrato un durissimo attacco al ministro dell’Interno Salvini per bocca del capo missione Erasmo Palazzotto e la portavoce Alessandra Sciurba: “C’è stata una chiara volontà politica di non darci altra possibilità. Salvini voleva il nostro scalpo”. Sostengono poi di non avere mai rifiutato cibo ed acqua e di essere “sempre stati disponibili a trasbordare i naufraghi su assetti navali italiani o maltesi per il trasporto a Malta”.

Salvini afferma che il gommone soccorso non era in difficoltà, loro ribattono: “Come si fa ad essere così cinici?”. La nave ‘Alan Kurdi’ di Sea Eye intanto è al largo di Malta che ha negato l’ingresso nelle proprie acque. “Cosa sarebbe successo in Australia o negli Stati Uniti  – dichiara Salvini – se fosse arrivata una nave a speronare una motovedetta della Guardia di Finanza? E il Pd li sostiene anche…”

Dure le parole del portavoce della Guardia Costiera libica. “Con un pieno ritorno delle attività delle ong nel Mediterraneo ci sarà un esodo di migranti verso l’Italia”, ha dichiarato all’AGI l’ammiraglio Ayoub Qassem. “Il governo italiano – continua – non deve permettere alle persone salvate da queste navi di poter sbarcare perché altrimenti si diffonderà di nuovo la cultura dell’emigrazione verso l’Europa, con evidenti ripercussioni sia sulla Libia che sull’Italia”.

L’ammiraglio dei guardacoste libici denuncia inoltre “la continua interferenza delle ong nelle operazioni di soccorso”. “Non possiamo continuare a fare gare di velocità con le imbarcazioni delle ong. Quando il centro di coordinamento di soccorso riceve la conferma del nostro intervento, non deve permettere ad altri di entrare in azione. Noi non vogliamo scontrarci con le ong”, spiega. E conclude: “Le ong favoriscono i trafficanti di essere umani. E abbiamo il sospetto che ottengano ricompense dirette, oltre a quelle indirette, per ogni persona che fanno arrivare in Europa”.

Ettore Lembo

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