mercoledì, 1 Aprile, 2020
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L’Espresso titola: “Capitani e no”. Salvini: “La sinistra ha trovato la sua nuova eroina”

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“La sinistra ha trovato la sua nuova eroina, stavolta in Germania. Gliela lascio volentieri, io continuo a difendere l’Italia e gli Italiani! Buongiorno Amici e grazie per tutto il vostro sostegno”. Questo il commento sui social del ministro dell’Interno, Matteo Salvini relativamente al servizio realizzato da L’Espresso intitolato “Capitani e no”.  “Da una parte c’è lei, la capitana di Sea Watch Carola Rackete. Dall’altra lui, il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Con il titolo “Capitani e no”, L’Espresso dedica la sua copertina alla contrapposizione tra queste due figure: una ragazza che salva vite umane contro un leader che specula sulle paure. Mentre in Libia esplode la guerra contro i profughi, in Italia Carola Rackete svela il bluff cinico di Salvini”. Pubblicato, contestualmente, anche il servizio esclusivo sullo stato delle prigioni per migranti in Libia. Malgrado i contrasti interni al governo  – non ultimo quello con il ministro Trenta – e le contestazioni forti da parte dell’opposizione, Salvini non molla in ogni caso la presa. E prende di mira Bersani: “Per lui c’è solo un modo per risolvere i problemi nel mondo: lo IUS SOLI. Le priorità della sinistra non cambiano mai: prima gli italiani? No, prima i clandestini”. Buona parte della stampa, italiana ed estera, si schiera contro Salvini, defindendolo “cinico”. Nel frattempo, però, sembra che il gradimento nei confronti del “capitano” abbia raggiunto un impensabile  – fino a qualche tempo fa  – quasi 40%. I sondaggi parlano chiaro. Il partito di Matteo Salvini, nei primi giorni del mese di luglio, in concomitanza con la vicenda dalla nave Sea Watch, ha raggiunto il 38%, aumentando di quasi 4 punti rispetto al risultato delle Europee.

La questione immigrazione è complicata e non poco. E sta provocando tensioni sempre più accese.  Sulla vicenda si è pronunciato anche il portavoce della Guardia Costiera libica. “Con un pieno ritorno delle attività delle ong nel Mediterraneo ci sarà un esodo di migranti verso l’Italia”, ha dichiarato all’AGI l’ammiraglio Ayoub Qassem. “Il governo italiano – continua – non deve permettere alle persone salvate da queste navi di poter sbarcare perché altrimenti si diffonderà di nuovo la cultura dell’emigrazione verso l’Europa, con evidenti ripercussioni sia sulla Libia che sull’Italia”.

L’ammiraglio dei guardacoste libici denuncia inoltre “la continua interferenza delle ong nelle operazioni di soccorso”. “Non possiamo continuare a fare gare di velocità con le imbarcazioni delle ong. Quando il centro di coordinamento di soccorso riceve la conferma del nostro intervento, non deve permettere ad altri di entrare in azione. Noi non vogliamo scontrarci con le ong”, spiega. E conclude: “Le ong favoriscono i trafficanti di essere umani. E abbiamo il sospetto che ottengano ricompense dirette, oltre a quelle indirette, per ogni persona che fanno arrivare in Europa”. Salvare vite è sacrosanto. La questione è come. Il problema vero è, in questo caso, la Libia. (Immagine tratta dalla copertina di Der Spiegel)

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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