giovedì, Ottobre 28, 2021
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Salvini: “Agli insulti rispondiamo coi fatti. Il Codice Rosso sarà legge entro luglio”

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Salvini passa al contrattacco dopo l’ennesimo fuoco amico degli alleati: “Agli insulti rispondiamo coi fatti: il Codice Rosso sarà legge entro luglio, salvando tante donne vittime di violenza che dovranno essere ascoltate dal giudice entro tre giorni dalla denuncia. E la castrazione chimica per pedofili e stupratori sarebbe un altro passo avanti verso la civiltà”.

Così scrive sul proprio profilo Facebook, in risposta alle accuse di sessismo rivolte dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Vincenzo Spadafora. In un’intervista a La Repubblica, l’esponente Cinque Stelle ha infatti accusato Matteo Salvini di aver alimentato una “pericolosa deriva sessista”, anche definendo “sbruffoncella, pirata e criminale” la comandante della Sea-Watch, Carola Rackete. I leghisti sono subito partiti all’attacco, chiedendo le scuse o le dimissioni di Spadafora. Ma Luigi Di Maio lo ha difeso: “Quanto casino per una intervista…”.

“Posso essere accusato  – aggiunge il vice premier Salvini – di essere sovrappeso, ma maschilista no.  Con il Codice Rosso, una volta presentata la denuncia di violenza, dopo tre giorni, il giudice ti deve convocare. Stiamo facendo nei fatti per le donne molto di più di quello che la Sinistra ha fatto in passato. E sulla castrazione chimica siamo convinti che potrebbe costituire una soluzione. Forse Spadafora si è alzato male quando ha detto certe cose. Certi insulti me li aspetto dalla Sinistra, non dagli alleati. Ho attaccato il comandante della nave che per quanto mi riguarda poteva essere anche un uomo. Chi infrange la legge la infrange, uomo o donna che sia”.

“Spero non si arrivi con gli alleati ad una conflittualità permanente. Gli italiani vogliono concretezza, non litigi. Ho già proposto al presidente del Consiglio il nome del prossimo ministro per le Politiche europee. Aspetto l’ok”. E ribadisce: “Il governo non è a rischio”.

“Anche sul CARA di Mineo  – conclude – siamo passati dalle parole ai fatti.Nel 2017 avevo dormito in una delle casette che ospitavano gli immigrati, con tanto di aria condizionata e parabola per la tivù, e avevo promesso che sarei tornato per chiuderlo definitivamente.
Ora Mineo può tornare all’economia reale, quella dell’agricoltura, del commercio e del lavoro, non quella basata sul business dell’immigrazione clandestina”.

All’attacco di Spadafora va anche il Senatore della Lega Pillon: “Spadafora, che pur essendo stato garante per l’infanzia, non ha ancora aperto bocca per condannare il sistema Bibbiano, ritrova improvvisamente la favella contro la Lega. Intervistato da Repubblica, sostiene che l’Italia “vive una pericolosa deriva sessista”, perché Salvini ha definito Carola “criminale, pirata e sbruffoncella. Parole che hanno aperto la scia dell’odio maschilista”. Nell’intervista arriva a sostenere che reinserire padre e madre sulle carte d’identità sia “una assurdità”. Caro Spadafora, rilassati. Se non vuoi governare con noi perché siamo brutti, cattivoni e intolleranti, come ha detto Matteo Salvini, puoi sempre dimetterti”.

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