sabato, Agosto 15, 2020
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Emanuela Orlandi: aperte le due tombe, trovate vuote, si apre un altro giallo. E… se fosse viva?

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Sono state aperte le 2 tombe nel cimitero Teutonico all’interno delle mura vaticane, dopo il via libera dalla Santa Sede, ma non solo non è stato rinvenuto nulla che avesse a che fare con la scomparsa di Emanuela Orlandi, ma addirittura sono state trovate vuote, senza nemmeno i resti delle nobildonne che avrebbero dovuto contenere.

Per di più ad accrescere lo stupore dei presenti e alimentare i già consistenti misteri, la scoperta di una stanza in cemento armato che non può essere risalente all’ 800 come dichiarato dai periti presenti in loco. Dopo le operazioni di apertura delle due tombe, Alessandro Gisotti, direttore delle Stampa vaticana, asserisce:
“Teniamo a ribadire che la Santa Sede ha sempre mostrato attenzione e vicinanza alla sofferenza della famiglia Orlandi e in particolare alla mamma di Emanuela. Attenzione dimostrata anche in questa occasione nell’accogliere la richiesta specifica della famiglia di fare verifiche nel Campo Santo Teutonico”.

L’apertura delle tombe sembra sia stata suggerita da una lettera anonima ritenuta dagli inquirentiattendibile, secondo alcune fonti, e supportata da indicazioni verbali di altri personaggi che davano analoghe indicazioni. Sta di fatto che, grazie alla pressioni della famiglia, si è deciso di intervenire ed aprire le due tombe attigue alla statua dell’angelo, per evitare possibili fraintendimenti.

Certo non si può che rimanere perplessi nell’apprendere che le tombe siano state trovate vuote, e per di più con una stanza che, secondo gli esperti, non può essere stata costruita nell’800 poiché in cemento armato. Che fine hanno fatto i resti delle due Nobildonne, Principessa Sophie von Hohenloh morta nel 1836 e
Principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo morta a Roma il 13 luglio 1840? E’ possibile che le famiglie proprietarie delle tombe non sapessero nulla? E per di più, come è possibile che sia stata costruita una stanza in cemento armato sotto una delle tombe?

Certo sono state disposte delle verifiche per capire se e quando sono stati fatti eventuali interventi nelle due tombe, ma deve far riflettere il fatto che queste verifiche vengano fatte dopo l’apertura e non prima, come sarebbe ovvio per avere un’idea di cosa si possa trovare. Possibile che il Vaticano non abbia conoscenza di cosa è accaduto ad i corpi delle nobildonne e degli eventuali lavori che sono stati svolti all’interno del cimitero? Attendiamo gli eventuali sviluppi.

Di sicuro in tanti erano convinti che non si sarebbe trovato il corpo di Emanuela o indizi che avessero potuto dare indicazioni su ciò che è accaduto alla ragazza scomparsa ben 36 anni fa, oggi se in vita, signora. Tralasciando di disquisire su tutte le illazioni fatte, ovviamente prive di fondamenti, sull’improbabile ritrovamento del corpo della ragazza, viene spontaneo pensare che si sia trattato di un ulteriore depistaggio, compiuto, non si sa da chi e perché.
Depistaggio che ha visto già aprire un’altra tomba, quella che si trova nella chiesa di Sant’Apollinare. Insomma si cerca un corpo, ritenendo che la Orlandi sia morta.
Ma siamo sicuri che invece non sia viva?

E’ questa una delle ipotesi che sempre più prepotentemente si fa strada in molti, e che sembrerebbe invece non fondata per gli inquirenti o non sufficientemente valida, nonostante i numerosi indizi, tra cui alcuni certamente discutibili e altri che sembra invece possano trovare un riscontro ed una logica non tanto irreale.
Sono ben due le strade che vanno in questa direzione e che lasciano intendere chiaramente che Emanuela Orlandi possa essere viva.
Roberta Hidalgo, fotografa internazionale, nel suo libro “l’Affaire Emanuela Orlandi”, sostiene che Emanuela farebbe oggi finta di essere la moglie di suo fratello Pietro, e che in realtà non sarebbe figlia di Ercole Orlandi ma addirittura di quella che era stato il capo dello IOR, la banca vaticana, il defunto monsignor Marcinkus.

Interessante l’intervista fatta da Radio Radicale proprio sul caso sul caso Orlandi nel 2012 all’autrice del libro. Per la cronaca sembrerebbe che la Hidalgo abbia riconosciuto la Emanuela Orlandi da alcune foto scattate a fine anni 90 a Roma e che da allora, per un lungo periodo, abbia individuato dove stesse e con chi.
Non entriamo nel merito della effettiva veridicità, non siamo noi gli inquirenti, e ci limitiamo a riportare la cronaca di allora, essendo poi stato tutto messo a tacere, proprio nel 2012.

Parte dalla stessa tesi e cioè dal fatto che la Orlandi possa essere viva, anche la scrittrice giornalista Anna Maria Turi,  che ha pubblicato già due libri sulla Orlandi di cui l’ultimo , pubblicato a gennaio 2018, “Emanuela nelle braccia dell’islam? Sufismo e jihad della donna dai mille volti” con notizie molto più recenti.
Una storia che parte dal momento della scomparsa di Emanuela Orlandi, segue di passo tutte le tappe che direttamente o indirettamente hanno visto intersecarsi con la cronaca, dalla pista turca, all’attentatore del Papa Carol Wojtyla, e che vede la Orlandi spostarsi in Turchia, Marocco, Europa, forse anche Italia, diventata
islamica, sposata ad un commerciante e dedita a missioni religiose.

Molti indizi sapientemente verificati e seguiti dalla scrittrice, che è ancor prima giornalista, e che per meglio seguire il caso non ancora risolto ha effettuato numerosi e lunghi viaggi all’estero, avendo per di più messo a rischio la propria vita nell’incontrare quelle persone che avevano avuto contatti con Emanuela.
Per il momento la scomparsa di Emanuela Orlandi rimane un mistero, di cui l’Italia è piena: Ustica, Cermis, Sindona, Moro, Calvi, Ambrosoli.

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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