sabato, Aprile 17, 2021
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L’Italia, gli Stati Uniti e la Russia: il ruolo del Mediterraneo

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Se vi fosse realmente la disponibilità da parte di forze politiche nazionali di ricevere finanziamenti dagli Stati Uniti di Trump o dalla Russia di Putin, ciò rappresenterebbe un elemento di importanza geopolitica notevole nello scacchiere continentale specialmente se ciò fosse coordinato con una visione di politica estera di ampio respiro cosa che è sempre mancata in Italia.

Tale nuova visione dovrebbe coinvolgere diversi Stati della regione del Mediterraneo,  con  i qual ida sempre abbiamo affinità, interessi economici e sociali storicamente dimostrati.

L’Italia da sola deve ovviamente mirare a tutelare i propri interessi nazionali di media potenza mediterranea ma non può ovviamente oggi pensare di avere un ruolo a 360° e di intervenire in maniera determinante in ogni parte del mondo.

Attualmente hanno già difficoltà in tal senso le grandi potenze come Cina, Russia ed USA, le cui manovre mirano a mantenere delicati equilibri grazie alle alleanze di cui fanno parte stati e civiltà diverse: arabi, ebrei, giapponesi.

Se guardiamo invece al Mediterraneo, la nostra posizione, che ricade all’interno di essa, ci favorisce proprio perché centrale e quindi determinante. Non a caso, da sempre, i nostri rapporti economici, politici, migratori e la nostra influenza, che ha poi caratterizzato il nostro principale sviluppo, sono stati sviluppati con tutti i paesi che hanno sbocco in questo mare “chiuso”, che è stato infatti denominato “Mare Nostrum”.

Ci sono popoli con i quali poi abbiamo le maggiori condivisioni culturali come, ad esempio, la Spagna e la Grecia, che hanno a loro volta stretti contatti  con altri paesi vicini: la Spagna con il Portogallo, la Grecia con l’Albania e Cipro.
Abbiamo tralasciato volontariamente le aree della Corsica, di Nizza per quanto riguarda la Francia e le aree della Istria-Dalmazia e di Fiume, per quanto riguarda la Jugoslavia, al fine di evitare equivoci ideologici. Popoli con i quali condividiamo, oltre che il mare, cultura e clima e che potremmo definire Europa
mediterranea.

Diversa dall’ Europa costituita, trainata dai paesi “nordici” che nulla hanno a che vedere con i popoli mediterranei, se non per il concetto economico che forzatamente ci unisce, spesso molto distanti ed incapaci di comprendere le nostre esigenze. Non è casuale infatti quella distinzione tra Nord e Sud che, anche in Italia e tra Italiani, subiamo. Si rende quindi necessario creare una alleanza forte tra i popoli mediterranei, che darebbe un rilancio ed uno sviluppo forte al nostro Paese.

La storia insegna che il controllo del mare è parte fondamentale della politica di uno Stato , e ce lo insegna un grande ammiraglio che guardava al futuro: Thaon Di Revel: Italiano, piemontese sconosciuto ai più nonostante sia stato colui che progettò la difesa del mare Adriatico da flotte enormi con piccole e veloci imbarcazioni e per difendere la costa pensò a treni con i cannoni, forse smontati dalle torrette delle navi, ma contribuendo sensibilmente alla vittoria della 1° guerra mondiale.

E’ evidente che una visione geopolitica di questo tipo rivoluzionerebbe tutto il sistema Europa, dando all’Italia un ruolo primario che certamente i paesi del Nord ed i  particolare Francia e Germania in particolare probabilmente ostacolerebbero.  Ancora oggi è sotto gli occhi di tutti il fatto che mentre Francia e Germania tutelano i propri confini,  vorrebbero l’apertura dei nostri e l’ingresso indiscriminato di popoli certamente bisognosi, me che non possiamo ospitare in toto. Non rimane quindi che dire: Magari Russia ed Usa ci finanziassero.

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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