sabato, Ottobre 16, 2021
Home > Italia > Ingiustamente licenziato: il giudice reintegra il maestro Adriano Fontani

Ingiustamente licenziato: il giudice reintegra il maestro Adriano Fontani

< img src="https://www.la-notizia.net/fontani.jpg" alt="fontani"

Ingiustamente licenziato, la vita gli ha dato infine ragione. Dopo anni di calvario, il Giudice del Lavoro di Siena Delio Cammarosano ha infatti emesso la sentenza n. 180/2019, pubblicata il 15/07/2019, in cui annulla due procedimenti disciplinari e il licenziamento del maestro Adriano Fontani. L’insegnante è stato così reintegrato nella stessa scuola dove insegnava.

Quella che vede protagonista il maestro senese Adriano Fontani è una vicenda che andava avanti da ormai 14 anni. Licenziato, dopo una serie di provvedimenti disciplinari, ha portando avanti la sua battaglia appoggiato dal fiorire di due comitati (uno locale, uno nazionale) in suo favore e dall’affetto dei suoi alunni.

L’uomo e’ un ex Testimone di Geova, che era stato espulso dalla congregazione anni prima (nel 1986) che esplodesse il caso.  Nel 2004 due famiglie di Buonconvento (Siena) chiesero ed ottennero che i loro figli venissero spostati nella sezione della scuola in cui non insegnava il maestro Fontani. ”E’ un ex Testimone di Geova espulso dalla nostra congregazione e noi non lo vogliamo come insegnante dei nostri figli”, avrebbero chiesto i genitori al direttore didattico, che acconsentì.

Il suo è stato più volte definito “il più noto caso di persecuzione da parte della Pa che si sia mai verificato nella scuola”.

L’insegnante ha sempre fatto risalire l’inizio della vicenda alle pressioni di un gruppo di Testimoni di Geova dei quali faceva parte e dal quale è poi uscito. Da allora si erano verificate varie contestazioni che si sono succedute nel tempo fino al licenziamento e la sua vicenda è stata al centro anche di iniziative parlamentari.

In sua difesa si è sempre schierato il Comitato pro-Fontani, che ha spiegato che “l’insegnante è comprovatamente da sempre molto amato e rispettato per le sue doti umane e professionali, non solo dagli alunni e rispettive famiglie, ma perfino stavolta dalla dirigenza” della sua scuola e, “da tutti loro è stato difeso più volte nel corso di questi anni”, ma l’istituzione scolastica “non ha mai voluto considerare queste testimonianze mentre ha sempre usato contro di lui quelle delle sole 3-4 colleghe su 100, che di volta in volta han cercato e trovato a suo carico, sempre mosse solo da gelosie ed invidie, personali e professionali”.

L’insegnante, dicono ancora gli estensori del comunicato, “è stato licenziato con l’unica motivazione di aver esternato gli abusi che subiva e vedeva impuniti nella sua scuola”.

Fu quindi nel 2004, quando Fontani prestava servizio presso l’ISC “Insieme” di Montalcino, che dalla sua classe, nel settembre 2004, vennero tolti due alunni appartenenti a famiglie della congregazione dei Testimoni di Geova.

Fu effettuata presso l’Istituto una prima ispezione solo documentale, a seguito della contestazione del Fontani, il quale aveva sostenuto che un docente può essere rifiutato unicamente per motivi didattici, e non per la sua fede o dottrina, o per essere appartenuto a una congregazione.

A seguito di tale prima ispezione, su richiesta dello stesso Dirigente scolastico ne fu effettuata una seconda, stavolta con la effettuazione di visita in loco. La relativa relazione (condividendo il punto di vista emergente dalle contestazioni effettuate dall’insegnante) in sintesi concludeva riconoscendo la facoltà delle famiglie di scegliere il tipo di scuola, ma non di “scegliere il docente” in base alle sue convinzioni, o per motivi diversi dalle sue capacità di insegnante-educatore.

Fontani fu messo in grado di apprendere il contenuto di tale relazione, poi invalidata, dopo numerosi infruttuosi tentativi, e solo al termine dello svolgimento di una terza ispezione, che concluse per la correttezza dell’operato della scuola.  Dopo il licenziamento, a inizio dell’anno scolastico 2016, Fontani è vissuto solo ed esclusivamente grazie ad i suoi risparmi.

La vicenda si è ora finalmente conclusa con il reintegro dell’insegnante nella stessa scuola dove insegnava. Ma, a suo dire, il suo calvario non si sarebbe ancora concluso.  “Finita l’odissea  – scrive su Facebook – del M.o Fontani? No, vi sbagliate, purtroppo la GUERRA è ancora assai lunga, questa è solo una BATTAGLIA vinta, la prima in 15 lunghi anni di sconfitte totali a livello penale come a livello civile e di lavoro per cui sono pieno di pignoramenti, processi a carico per “diffamazione”, Ricorsi in extremis per Cassazione,…. È solo la prima vera vittoria”.

La sentenza: Il giudice del Lavoro accerta la invalidità delle sanzioni disciplinari tutte, sospensive ed espulsiva, inflitte al Maestro Adriano Fontani dall’Amministrazione scolastica convenuta; condanna il Ministero IUR alla restituzione in favore del ricorrente delle due mensilità trattenute con l’applicazione delle due sanzioni impugnate, dell’8/7 e 8/8/2016, oltre interessi legali, oltre alla reintegrazione del lavoratore ricorrente nel medesimo posto di lavoro e al risarcimento del danno pari ad un’indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione, nella misura massima di dodici mensilità della retribuzione globale di fatto, oltre al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione. Compensa per intero tra le parti le spese del processo, incluso il compenso della consulente tecnica d’ufficio, liquidato con separato decreto 13/7/2019.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net