lunedì, Ottobre 18, 2021
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Semplificare il processo di fatturazione elettronica: ecco come fare

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Con l’introduzione, dal primo gennaio scorso, della fatturazione elettronica e l’eliminazione delle schede carburante, la carta prepagata Soldo si propone sul mercato come la soluzione migliore per tutte le aziende e liberi professionisti che usano un auto aziendale per svolgere la propria attività. Soldo permette di adeguarsi alle nuove normative sia per la fatturazione elettronica che per la tracciabilità dei pagamenti.

Soldo aiuta a semplificare tutti procedimenti contabili: le fatture elettroniche emesse dai distributori vengono infatti riconciliate in automatico con le corrispondenti transazioni e inserite in un documento unico riepilogativo per tutti gli acquisti inferiori ai 300 euro da presentare direttamente al proprio commercialista o al reparto amministrativo.

Vediamo insieme come funziona il sistema gestionale Soldo e come inoltrare le proprie fatture elettroniche.

Come funziona Soldo

Il primo passo è quello di ottenere una carta Soldo: il procedimento è semplicissimo e si può completare online in pochi minuti senza dover fornire alcun documento fiscale. Una volta ricevuta, la carta prepagata sarà utilizzabile fin da subito.

La carta Soldo è universale e viene quindi accettata in tutte le stazioni di servizio sul territorio italiano. Non dovrete far altro che utilizzarla per pagare i vostri rifornimenti e ricordarvi di richiedere la fattura elettronica al momento del pagamento.

Le fatture andranno poi caricate sul sistema Soldo seguendo uno dei due modi descritti di seguito:

– Se utilizzate un software telematico per gestire le vostre fatture, dovrete scaricare da esso i file XML delle transazione desiderate e caricarle successivamente sul sistema di Soldo tramite la web console. Si possono naturalmente caricare più file contemporaneamente per rendere le procedure più veloci. Se ci si affida ad un commercialista, si può decidere da dargli accesso alla web console Soldo così che possa completare tutte le operazioni di riconciliazione e creazione del documento riepilogativo in totale libertà.

– Se avete scelto invece di ricevere le fatture elettroniche sul vostro indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC), non dovrete far altro che inoltrarle all’indirizzo mail di Soldo, fatture@pec.soldo.com. In alternativa, si potrà alla stazione di servizio di inviare la fattura direttamente a Soldo ricordando però che, se si ha impostato un indirizzo predefinito tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, verranno comunque recapitate a quello e non a Soldo.

Tutte le fatture di valore inferiore ai 300 euro potranno comodamente essere inserite nel documento unico riepilogativo mensile valido per le detrazioni IVA. Questo documento ha valore fiscale e può essere inviato direttamente al settore contabile o al proprio commercialista che potrà registrarlo immediatamente. Non esiste alcun limite al numero delle fatture inseribili nel documento riepilogativo ma tutti gli acquisti di valore superiore ai 300 euro dovranno essere contabilizzati singolarmente.

Alcune delucidazioni

La fattura elettronica può essere richiesta anche nel caso di rifornimento da self-service con distributore chiuso. Per legge, la stazione di servizio deve fornire alternative per la richiesta della fattura elettronica: solitamente si può scannerizzare il proprio codice QR dalla colonnina del distributore ma, se questo non fosse possibile, si avrà diritto a richiedere la fatturazione anche a distanza di qualche giorno via email o tramite il sito web della catena del distributore.

Inoltre, per evitare problemi con i rifornimenti self-service, consigliamo sempre di avere un credito di superiore ai 105 euro poiché, a causa di una regola dei circuiti di pagamento, viene richiesta la pre-autorizzazione di un importo compreso tra i 100 e i 105 euro.

Le carte Soldo possono essere utilizzate anche all’estero senza alcun problema poiché si appoggiano sul circuito MasterCard ma in questo caso naturalmente non riceverete una fattura elettronica ed è comunque impossibile detrarre l’IVA dai rifornimenti al di fuori del territorio italiano.

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