martedì, Ottobre 15, 2019
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NO TAV: si avvicina un sabato ad altissimo rischio?

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Non si ferma la protesta dei No Tav e di coloro che non vogliono la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione, specialmente ora che il sindaco di Torino Appendino, pur essendo contraria personalmente alla costruzione dell’opera, ha dovuto cedere alla maggioranza e guardare avanti, così come
il Presidente del Consiglio dei Ministri Conte ha preferito dichiararsi Sì Tav consapevole che la maggioranza del parlamento avrebbe votato a favore della costruzione.

Domani si terrà una nuova manifestazione No Tav a Chiomonte nei pressi del cantiere dove, secondo gli organizzatori parteciperanno migliaia di manifestanti .
Fin qui tutto lecito e nella normale libertà di manifestare, come è giusto che sia in una società civile e democratica. Ciò che invece preoccupa e non poco sono le affermazioni di alcuni organizzatori: “La manfrina di questi mesi giunge alla parola fine e il governo ha gettato anche l’ultima maschera allineandosi a tutti quelli precedenti. Pertanto adesso fermare la Torino-Lione “tocca a noi. Questo il testo di un comunicato ufficiale del movimentoNo Tav della Valle di Susa.

Sembrerebbe, tra l’altro, che abbiano intenzione di sfondare ogni blocco costituito ed arrivare al cantiere. Già si sa che in previsione dell’arrivo di un elevatissimo numero di persone, non solo del luogo ma da tutta Italia e sembrerebbe anche dall’estero, il dispegamento di forze dell’ordine sarà di eccezionale misura, al
fine di prevenire ogni abuso e controllare il regolare svolgimento della manifestazione con i limiti imposti dalla Prefettura, che ha l’obbligo di tutelare dimostranti e rispetto delle regole.


Non si può escludere la partecipazione alla manifestazione di persone intenzionate a provocare incidenti, con gravi conseguenze sia per le forze dell’ordine che per loro stesse, oltre che per le persone che intendono manifestare pacificamente, che certamente costituiscono l’assoluta maggioranza. Un rischio aggravato dal fatto che uno scontro potrebbe mettere in discussione lo stesso ministro degli Interni in questa fase di ambiguità politica all’interno della maggioranza.

Non è un caso che proprio all’interno della maggioranza politica del governo si sia acuita la frattura tra l’area Sì Tav e quella No Tav .
Di massima attenzione il fatto che uno scontro tra forze dell’ordine e manifestanti che provocasse gravi conseguenze, potrebbe creare discussioni all’interno dello stesso governo.

Non è la prima volta che ciò accade: nel giugno 1960 si ebbe una situazione analoga con il governo Tambroni. Per motivi diversi vi furono manifestazioni a Genova, che portarono a durissimi scontri tra forze dell’ordine e manifestanti con drammatiche conseguenze e che poi si perpetrarono in varie parti d’Italia fino alla caduta del Governo che avvenne il 30 Luglio 1960.

Un’altra analogia la riscontriamo nei fatti nel 2001 in occasione del G8 a Genova dove, sempre nel mese di Luglio, si ebbero drammatici scontri che diedero origine a sanguinosi risvolti.
Un sabato di luglio caldo quindi quello che si prospetta, dove l’attenzione deve essere massima da parte di tutti. Un invito a gli organizzatori e a quelle forze politiche che appoggiano la manifestazione ad essere i primi a vigilare sui manifestanti, evitando in ogni modo comportamenti ed affermazioni che possano mettere a
rischio l’incolumità delle persone.

Ettore Lembo

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