martedì, Novembre 30, 2021
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Denunciato dal Comando Generale dell’Arma per diffamazione: il Capitano Ultimo si dimette dalla presidenza del Sim

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Il Capitano Ultimo si è dimesso nella giornata di ieri dalla presidenza del Sim, (Sindacato Italiano Militari) Carabinieri.

“La lotta sindacale – scrive su Facebook –  non finirà fino a quando non saranno sconfitti i tiranni e la loro tirannide. Da parte mia la lotta continuerà nei tribunali militari e civili, esattamente dove mi hanno deportato quelli che avrebbero dovuto dialogare con noi, ascoltare il disagio e sostenerci nelle difficoltà, sostenere la nascita dei sindacati militari e non negarne l’ esistenza Ignorando e delegittimando l’ Autorità della Corte Costituzionale. L’ oppressione non paga, produce rivolta.
Mi sono dimesso poichè da presidente del Sindacato sono stato denunciato a seguito dell’ esercizio del mio dovere di critica sindacale che il comandante generale ha ritenuto essere diffamazione militare aggravata nei suoi confronti e di conseguenza non potevo denunciare a mia volta il Comandante Generale Giovanni Nistri per attività antisindacale mentre il direttivo del sindacato che presiedevo non ha ritenuto di farlo. Nessuna polemica, prima di tutto l’ Unità del Sindacato e la democrazia. Ultimo”.

Di seguito il comunicato del Segretario Generale Antonio Serpi:

“Carissimi iscritti al SIM Carabinieri, colleghi tutti,
con rammarico e un nodo in gola, vi comunico che il Colonnello Sergio De Caprio, ha oggi ufficializzato le sue dimissioni da Presidente della nostra Associazione. La scelta di “ULTIMO”, un eroe del nostro tempo, di cui già la storia parla, è motivata da una denuncia per diffamazione mossa dal Comando Generale dell’Arma a suo carico. Il nostro Presidente, appreso dell’azione legale contro di lui, a sua volta, sta valutando di depositare una denuncia per abuso d’ufficio e attività antisindacale.
Sergio, amico mio e di tutti coloro in prima linea, con dispiacere ha detto che ora, il suo tempo, lo vedrà impegnato nelle sedi opportune per far prevalere il suo diritto e quello di tutti noi che crediamo in un’Arma più attenta e più giusta. Oggi stesso, con profonda tristezza, ho preso atto della scelta del nostro Presidente e della sua nobile volontà di tutelare SIM evitando strumentalizzazioni verso un’associazione a lui cara.
Dichiaro qui, pubblicamente, che il suo posto resterà sempre vuoto fino a quando forte delle sue battaglie, tornerà tra noi perché il SIM è anche suo!
Caro Sergio, sono certo che questo immobilismo politico che fa bene alle oligarchie ma non a noi, sarà per te una ragione in più per combattere e per noi, che per strada lottiamo ogni giorno, un’occasione in più per ammirarti e continuare a credere in un’Arma di tutti e per tutti.
A settembre il SIM ripartirà con una programmazione forte, nuove collaborazioni con le associazioni, le istituzioni e i professionisti che dovranno guardare alla tutela di chi ogni giorno rischia di non tornare a casa e affronta difficoltà professionali e personali. Ripartiremo nella tua idea di Arma al servizio del Paese e non dei salotti”.

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