mercoledì, 1 Aprile, 2020
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Il PD litiga sulla raccolta firme contro Salvini. Renzi: “Attaccano ancora il Matteo sbagliato”

renzi a conte: stai sereno

“Il Pd, dopo anni di disastri, pretenderebbe di cacciare la Lega con una raccolta firme (e litigano pure). Geniali, no?” Così Matteo Salvini sul proprio profilo Facebook. Tutto nasce dall’iniziativa lanciata dal segretario PD Nicola Zingaretti inerente la raccolta di firme che andrà avanti fino al 12 settembre in tutta Italia sulla petizione “Troppe ombre. Pochi fatti. Salvini dimettiti!!”. “A tutte le federazioni e ai circoli del Pd – scriveva il 2 agosto sui social –  sono stati inviati i moduli per la raccolta di firme per sostenere la mozione di sfiducia che il Partito Democratico ha presentato in Parlamento nei confronti di Matteo Salvini”.

Nella giornata di ieri è però arrivato il post di Carlo Calenda, che la dice lunga sulla tanto auspicata aunità di partito: “I Comitati civici di Matteo Renzi e il Partito Democratico stanno raccogliendo le firme per DUE DIVERSE petizioni per le dimissioni di Matteo Salvini. Esiste un limite all’autolesionismo. Sono bastati 15 minuti per fonderle in una sola petizione.  Premesso che non credo particolarmente a questo tipo di iniziative, se proprio dobbiamo portarle avanti almeno evitiamo di esporci al ridicolo”. In sostanza, Calenda dice chiaramente di non avere fiducia in “questo tipo di iniziative” e nel contempo dichiara che si stanno portando avanti due diverse petizioni, che sarebbero state fatte confluire in una sola.

Di lì a poco, è arrivata la reazione di Matteo Renzi. “Ho promesso di non parlare delle discussioni interne al Pd perché litigare tra noi in presenza di un Governo come questo è allucinante. Purtroppo anche oggi ci sono polemiche inspiegabili sul fatto che i bravissimi comitati di #AzioneCivile hanno presentato una raccolta firme per la mozione di sfiducia a Salvini. Ricordate la storia: alcuni di noi hanno proposto di portare il Ministro dell’Interno in Parlamento attraverso una mozione di sfiducia. Il gruppo dirigente del Pd habloccato questa iniziativa, definendola sbagliata. E noi abbiamo di conseguenza fermato le macchine. Poi quando finalmente il PD ha fatto la mozione di sfiducia era troppo tardi per votarla in Aula prima di settembre. Non mi è sembrato un capolavoro, ma ormai è andata.

Ho personalmente chiesto allora una mobilitazione online per tener vivo da qui a settembre lo sdegno contro ciò che Salvini ha fatto. Abbiamo raccolto in due giorni più di trentamila firme. Oggi ci viene detto che la raccolta firme va bloccata, sostituita o unita a quella improvvisamente annunciata dalla segreteria del PD.
Avverto forte il rischio di cadere nel ridicolo. E per questo dico che stoppiamo subito la raccolta firme – che avrebbe dovuto continuare fino al 12 settembre – e così evitiamo ogni polemica. Sono sempre dell’avviso che una parte rilevante del Pd stia attaccando ancora il Matteo sbagliato: aver bloccato l’intervento al Senato, la scelta come responsabile delle riforme costituzionali di un parlamentare che ha votato NO il 4 dicembre, gli attacchi contro le misure dei nostri Governi, le aperture ai Cinque Stelle non solo in Sicilia.  Ma diciamo che il tormentone di agosto non può essere il derby sulla raccolta firme. Mentre Salvini e Di Maio combinano danni, che si fa? Si continua a litigare all’interno? Ma dai.
Se il gruppo dirigente del Pd ha cambiato idea e adesso finalmente vuole la sfiducia meglio. Noi blocchiamo la nostra raccolta di firme, spero che altri blocchino le loro ossessioni ad personam”. 

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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