sabato, Ottobre 16, 2021
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Giulianova, cittadina segnala: “Parcheggi per disabili occupati indebitamente”. Dov’è la civiltà?

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Riportiamo integralmente il post pubblicato ieri da una cittadina di Giulianova su Facebook. A quello che ha scritto non c’è davvero da aggiungere altro.

«Se vuoi il mio posto, prenditi anche la mia disabilità»: era questo lo slogan di una campagna che, anni fa, puntava a sensibilizzare le persone sulla necessità di rispettare i parcheggi risevati ai disabili. Molto tempo dopo, quella raccomandazione è stata “rafforzata” da sentenza della Corte di Cassazione ma non voglio soffermarmi su questo. Voglio parlare del senso civico, dell responsabilità umana che mancano sempre più.
Mi è capitato spesso di chiedere a persone che scendevano dalla propria macchina, dopo aver parcheggiato in un parcheggio disabili, chi fosse il disabile visto che scendeva dall’auto un sola persona, quella alla guida, senza problemi. Le risposte non sono tardate ad arrivare (a volte accompagnate anche da improperi): “La disabile è mia madre ma vive a Teramo”, “Il disabile è mio figlio ma io non vivo in questa zona”, “Mi fermo solo 5 minuti, il disabile è mio marito che è a lavoro qui vicino”.
Premesso che in tutte le risposte ci sarà anche un pizzico di verità, chi guida deve essere a conoscenza di una cosa. Se il disabile non è a bordo del mezzo o non lo sta andando a prendere, non può e non deve lasciare il proprio veicolo sul parcheggio disabili, poiché si tratta di un atto improprio.
Detto ciò, tornando alla foto scattata questa mattina in prossimità del Parco degli Eucalipti, ingresso in via Amerigo Vespucci, tendo a precisare che la persona scesa dall’auto aveva messo le quattro frecce ma, non aveva nessun tagliando di parcheggio disabili e soprattutto aveva parcheggiato lì per andare a fare colazione ad un bar li vicino. Lo dico perché l’ho viste. Ma il mancato senso civico, ahimè, non è da attribuire solo a chi guidava l’auto ma anche a chi guidava lo scooter parcheggiato lì accanto sempre dentro gli stalli gialli. Oppure non c’ho proprio capito nulla io. Quindi devo dedurre che, anche se siamo nel 2019, siamo ben lontani dal significato di quel parcheggio ovvero non si tratta di un privilegio ma garanzia di diritto alla mobilità!”

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