martedì, Ottobre 26, 2021
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“Quel pasticciaccio brutto” della politica italiana: Salvini, Di Maio, Renzi e l’incognita governo

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Botta e risposta al vetriolo tra i due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Colpi bassi e offese reciproche sono ormai all’ordine del giorno e quello che salta agli occhi è sempre più una sorta di “pasticciaccio” che non è ben chiaro a cosa porterà. Di certo tutti i leader politici, nessuno escluso, che hanno avuto parte più o meno attiva nelle vicende degli ultimi mesi non hanno fatto una bella figura, dimostrando che più che al bene degli italiani interessa loro come sempre (sembra che riguardo a questo aspetto non sia cambiato assolutamente nulla) il proprio status.

Parlando dell’ex alleato, Luigi Di Maio usa toni molto forti: “Ci siamo incontrati insieme a Beppe, Davide, Roberto, Alessandro, Paola e i capigruppo. Siamo forti e compatti e questo spaventa qualcuno. Non voglio scendere in polemiche. Qui le cose sono molto chiare:
1. chi sapete voi (non voglio nemmeno nominarlo) ha sfiduciato il governo chiedendo di tornare al voto in pieno agosto, pugnalando alle spalle non solo il MoVimento 5 Stelle ma il Paese;
2. lo ha fatto perché non voleva tagliare i parlamentari e i loro stipendi, due proposte del MoVimento. Diceva persino che il taglio dei parlamentari era una Salva-Renzi;
3. quindi è tornato da Berlusconi e anche Berlusconi gli ha dato picche, perché nemmeno lui si fida più della sua parola;
4. quando ha capito di aver fatto un disastro è tornato sui suoi passi, iniziando ad offendere il sottoscritto e il MoVimento 5 Stelle e inventandosi la storia dell’accordo col Pd.

Voi una persona che si comporta così come la definireste? Credereste ancora alla sua parola?  La verità è che un governo c’era, era forte e quel qualcuno l’ha buttato giù per rincorrere i sondaggi.  Mentre i ministri MoVimento 5 Stelle erano al lavoro, lui era in spiaggia a pensare come fregare tutti.  Questi sono i fatti.

Noi non rispondiamo alle offese, noi pensiamo solo al Paese e a non far aumentare l’Iva perché con quel che hanno provocato c’è pure questo rischio. Così come rischiamo la chiusura di alcune fabbriche in tutta Italia perché non riusciamo ad approvare il decreto legge su Whirlpool, ex-Alcoa e simili.

Il 20 saremo al fianco del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.  Il MoVimento 5 Stelle non tradisce mai la parola data agli italiani!”

Dal canto suo, Salvini risponde: “I 5 stelle sono pronti ad andare con Renzi e la Boschi e sarei io l’inaffidabile? Siamo in mano a una trentina di renziani”. “Se qualcuno ha deciso ribaltoni e inciucioni – osserva – allora lo dica ad alta voce. Se non c’è un governo la via maestra sono le elezioni. Altrimenti ci si risiede al tavolo e si lavora”. Un tentativo bocciato drasticamente dai vertici 5s riuniti dal fondatore in una sorta di gabinetto di guerra nella villa di Bibbona. E Di Maio attacca: “Ha perso la testa”.

Renzi non si fa suggire l’occasione e prende la palla al balzo: “Salvini dice che è tutta colpa mia. Io non so alla fine se si dimetterà “per colpa dei renziani”, come dice lui. Ma se accadesse lo riterrei un grande onore. Un Ministro dell’Interno deve garantire la sicurezza, non seminare l’odio, come lui sta facendo anche in queste ore. E più mi attacca, più mi rende orgoglioso di aver messo la faccia su una battaglia difficile e coraggiosa contro l’uomo che fino a una settimana fa tutti definivano invincibile. Ma che tutti abbiamo scoperto essere solo un uomo pavido e impaurito”.

Più cauto Nicola Zingaretti che il 16 agosto aveva scritto sui social: “Continuo a pensare che aprire dibattiti su Governi futuri prima che quello in carica cada sia un errore. Nasconde il dato politico di fondo: l’esperienza del governo populista è fallita. Il PD è pronto per andare alle elezioni e proporre un’idea diversa rispetto al Paese dell’odio e in questo senso si sta organizzando. Vedremo, dopo questo fastidioso ginepraio di parole senza contenuti e senza valori, cosa accadrà martedì nel dibattito aperto dal Presidente Conte. Diciamo no a qualsiasi ipotesi di Governo pasticciato e di corto respiro. Solo nello sviluppo dell’eventuale crisi di Governo sotto la guida autorevole del Presidente Mattarella si potranno verificare, se esistono, le condizoni numeriche e politiche di un Governo diverso con una larga base parlamentare che nasca non a tutti i costi per la paura delle urne, che non abbiamo, ma dalla reale possibilità di trasformare l’Italia, cambiare e rifondare l’Europa e ricostruire una speranza”.

Di certo siamo di fronte a quello che qualcuno potrebbe definire un “pasticciaccio brutto” mai come ora caotico e triste. Come sempre, se non cambierà qualcosa in extremis, la volontà degli italiani verrà disaettesa e ci troveremo di fronte al solito governo voluto da altri.

Lucia Mosca