giovedì, Ottobre 21, 2021
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Governo giallorosso in salita: nel PD tutti contro tutti e Mattarella alla finestra

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Al secondo giorno della crisi di governo più pazza del mondo si riscontra una notevole agitazione fra le diverse anime del Partito Democratico, al punto che stamattina è circolata una registrazione audio di Matteo Renzi che sosteneva come non sia assolutamente scontato il fatto che il PD arrivi unito alle prossime elezioni politiche.

Per fare chiarezza sui contrasti interni ed individuare una strada per trovarel’intesa con il M5S e sbloccare la crisi di governo, il segretario Dem, Nicola Zingaretti, ha riunito al Nazareno i rappresentanti delle varie anime del partito, fra cui il presidente Gentiloni, la vicepresidente Ascani, il vicesegretario Orlando ed il tesoriere Zanda.

“Faccio appello per l’ennesima volta alla responsabilità e a fermare questo continuo proliferare di comunicati, battute, interviste che mettono a rischio la nostra credibilità”. Queste la parole di Zingaretti, dopo la critica mossa da Renzi a Gentiloni, accusato di voler boicottare il nuovo governo giallorosso.

“Ovviamente non è mai esistita nessuna manovra del presidente Gentiloni per far fallire l’ipotesi di un nuovo governo.Sostenerlo è ridicolo e offensivo”.

A queste parole ha ribattuto Matteo Renzi: “Non ho timore a dire quello che penso. Ho sempre difeso lo streaming e la massima trasparenza del dibattito interno, altri hanno cambiato idea”.

Nel bel mezzo del regolamento di conti interno al Partito Democratico si è intanto tenuto il primo vertice di due ore tra i capigruppo del Movimento 5stelle e dei democratici alla Camera dei Deputati. Le delegazioni intervenute erano composte dai rispettivi capigruppo D’Uva e Patuanelli e Delrio e Marcucci, oltre che dal vicesegretario Pd Orlando. Assenti i segretari Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti.

Il leader M5S aveva comunque preannunciato stamattina al Corriere della Sera : “I nostri capigruppo si vedranno per parlare,anzitutto, del primo dei 10 punti: il taglio dei parlamentari. Da lì si capisce se c’è davvero la volontà di cambiare le cose”.

A margine del dibattito interno al PD ed agli incontri volti al tentativo di far nascere il nuovo governo giallorosso giungono infine le bordate di Matteo Salvini che però non chiude le porte ad un ritorno di fiamma in extremis della coalizione gialloverde. “Mi auguro che nessuno pensi di lasciare l’Italia in mano al Pd, che ha perso tutte le elezioni e ne ha combinate di cotte e di crude. Un’ipotesi di governo M5S-Pd sta facendo rabbrividire cittadini e imprenditori”. “A Renzi, Boschi, Lotti, Boldrini, che gli italiani hanno cacciato, io dico no. E agli amici del M5S dico: volete riportare queli che definivate il partito di Bibbiano, Banca Etruria, della spartizione del Csm e delle procure? Pur di evitare questo, dico che le porte e le vie del Signore e della Lega sono infinite”

Le parole del leader della Lega hanno trovato eco nelle dichiarazioni del suo braccio destro, il sottosegretario leghista alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti,  che in occasione del suo intervento al Meeting di Comunione e Liberazione in svolgimento a Rimini ha ribadito:

“Tra tante discussioni col M5S andare d’accordo sullo sport è stato un miracolo”. Così, a margine del meeting di CL, Giorgetti,considerato il n.2 della Lega “Vado all’opposizione fiero delle cose che penso. Quello che un po’mi disturba è che in Italia se tu fai la scelta di andare all’opposizione sei considerato un fesso”. Poi: “Attenzione a non scollegarsi dal Paese,a chiudersi nel Palazzo. Non voglio agitare le piazze, ma ho l’impressione che la gente vede questa come una manovra fine a se stessa. La democrazia è sempre legittimazione popolare.Se è solo parlamentare rischia di diventare tutto molto complicato”.

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