mercoledì, 1 Aprile, 2020
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Diario della crisi: tra un giro di valzer e l’altro Di Maio brucia il nome di Conte

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Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti si vedono a cena. Un incontro definito “cordiale” ma ad altissima tensione. Il leader del MoVimento Cinque Stelle pone come condizioni imprescindibili il Conte-bis ed il taglio dei parlamentari. Il segretario Dem smorza subito gli entusiasmi. Di un governo con a capo l’ex premier non ne vuole sapere. “Non per una questione personale”, precisa, ma perchè c’è bisogno di una “svolta”. Per il momento Matteo Salvini rimane all’angolo. Ma non è detto che, nei giri di valzer estivi delle alleanze che stanno caratterizzando questa crisi di governo, non possa manifestarsi all’ultimo minuto un nuovo patto Lega-M5S.

Che non sia rottura con il PD, nel frattempo, lo si capisce dalla nota della segreteria di Zingaretti, che rimanda ad un altro incontro con Di Maio “nelle prossime ore”. Secondo alcune fonti il leader M5s avrebbe chiesto una risposta veloce sul nome di Conte, al massimo 24 ore.

Di certo i pentastellati risultano attualmente essere il nodo centrale delle trattative su tutti i fronti. A ribadirlo è Alessandro Di Battista in un post pubblicato su Facebook: “Il Movimento 5 Stelle ha oggi un potere contrattuale immenso. Tutti ci cercano. Un potere del genere è essenziale sfruttarlo nell’esclusivo interesse dei cittadini. Il mio pensiero è questo, è la prima volta che scrivo da giorni e ciò che penso nulla ha a che vedere con le ricostruzioni di giornalisti sempre più confusi.

Io sono convito che andando al voto adesso, presentandoci compatti e facendo una grande campagna elettorale, prenderemmo valanghe di consensi. Perché Salvini è molto più debole di quanto appaia e perché se si andasse al voto il PD ci arriverebbe spaccato in 2,3 o 4 pezzi.

Ciononostante, e lo dico da cittadino, non vorrei mai che la prossima legge di bilancio la scrivesse l’Unione Europea e tale rischio è altissimo votando a fine ottobre. E ancor di più pretendo due cose: 1. il taglio dei parlamentari 2. la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton. Sono convinto che questi due obiettivi si possano raggiungere in questa legislatura, nella prossima sarebbe molto più difficile.

Ho visto nuove aperture della Lega al Movimento e mi sembra una buona cosa. Soprattutto perché non mi dispiacerebbe un Presidente del Consiglio del Movimento 5 Stelle. Ho visto inoltre porte spalancate da parte del PD. Zingaretti fa la parte di chi pone veti e condizioni ma in realtà ha il terrore che Renzi spacchi il PD.

Ripeto, tutti ci cercano. Alziamo enormemente la posta sulle nostre idee e soluzioni per il Paese. Via 345 parlamentari e via i Benetton dalle nostre autostrade. Chi ci sta? La vaghezza lasciamola ai professionisti del nulla assoluto. Il Movimento, proprio come ha fatto ieri Luigi Di Maio, bada al sodo”.

Sembrerebbe però che, comunque vadano le trattative, l’ex premier Giuseppe Conte sia definitivamente uscito dai giochi. Vada come vada, nel caso di una alleanza con la Lega, si potrebbe pensare ad un Di Maio presidente del Consiglio. Se invece l’alleanza sarà con il PD, la convergenza dovrà essere su un nome altro, visto l’assoluto veto di Zingaretti alla continuità con il governo appena sfiduciato. Peccato, visti gli elogi tessuti da Beppe Grillo su Conte, a cui dà il benvenuto tra “gli elevati”

“Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte – scrive su suo blog -, il primo in tanti anni che nessuno riesce a deridere. In effetti non si lancia in strambe affermazioni, mostra e dimostra un profondo senso di rispetto per le istituzioni, insieme ad una chiara pacatezza ricca di emozioni normali, senza disturbi della personalità.

La politica è mediazione o mediocrizzazione? E’ tenere il proprio punto o diventare camerieri alle cene della corte di Bruxelles? E’ parlare continuamente oppure quando serve?

Sembra che nessuno voglia perdonare a Conte la sua levatura ed il fatto che ci abbia restituito una parte della dignità persa di fronte al mondo intero.

Ha reso possibili delle riforme che questo paese aspettava dai tempi dell’Antica Roma. Ci ha ricordato il senso e l’importanza delle parole (quando hanno importanza e senso) e allora?

Se dimostreremo la capacità di perdonare le sue virtù sarà un passo in avanti per il paese, qualsiasi cosa che preveda di scambiare lui, come facesse parte di un mazzo di figurine del circo mediatico-politico, sarebbe una disgrazia. Ora ha pure un valore aggiunto… l’esperienza di avere governato questo strano paese… benvenuto tra gli Elevati”.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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