lunedì, Ottobre 26, 2020
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E ora è tutto nelle mani di Mattarella

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“Tutti al voto”, hanno gridato i circa cento manifestanti riunitisi a Piazza Montecitorio il martedì 27 alle ore 17 in maniera apartitica, quasi spontanea e senza grande risalto mediatico, se non per dimostrare che icittadini, pur non essendo legati ad alcun partito politico, vogliono tornare alle urne.
Così Armando Manocchia presidente dell’associazione Una via per Oriana Fallaci ha voluto dare la possibilità di avere uno spazio davanti a Piazza Montecitorio a coloro che pur non appartenendo ad un partito politico volevano esprimere il loro dissenso ad ogni forma di governo che il Presidente Mattarella
potrebbe cercare di costituire.

Tante le bandiere Italiane sventolate e l’Inno Mameli intonato senza la presenza di alcuna insegna di partito, quindi assolutamente apartitica, contrariamente da quanto sostenuto da qualche male informato. Un voto auspicato da tutti ad eccezione dei PPI (Partito Poltronisti Italiani) e dai ANMP ( Associazione
Nazionale Mantenimento Poltrone) che anche oggi hanno dato molto da fare a tutti coloro vogliono vedere nascere a tutti i costi un governo.

Un rincorrersi di aperture e chiusure, di trattative, di totopremier e di liste di ministri e relativi ministeri, che sfida le più inimmaginabili fantasie immediatamente smentite per riproporre altri nomi, e ministeri. Stuoli di giornalisti che correvano da una parte all’altra di piazza Montecitorio inseguendo gruppi di parlamentari di uno schieramento o dell’altro, mentre alla Vetrata del Quirinale Mattarella iniziava il
secondo giro di consultazioni.

E mentre in piazza si gridava “Tutti al voto”, le informazioni che arrivavano dai leader dei vari gruppi che via via incontravano il Presidente Mattarella, lasciavano intendere una sempre più improbabile costituzione di Governo.
Certo nulla di definitivo, ma significative alcune dichiarazioni rese nelle varie conferenze. La Bonino per esempio asseriva che non voterà un governo a scatola chiusa, così come Lupi dichiarava che no c’è alcun programma di governo, solo discussioni sulle poltrone da occupare. Certo, si tratta di piccoli partiti, piccoli gruppi per di più non coesi, ma certamente significativi per creare una maggioranza stabile. I grossi numeri sono convocati per oggi, ma fino a questa notte nessun accordo e tanti scontri.

L’ultimo in ordine di tempo il ritorno in campo della consultazione elettorale sull’eventuale accordo tra le due parti, per mezzo della famosa piattaforma mediatica, in un primo momento esclusa probabilmente per paura di una bocciatura da parte dell’elettorato, che non vuole l inciucio con l’altro partito perché ritenuto
responsabile del disastro Italiano. Apertura alla consultazione indigesta all’improbabile partner di governo che vede la consultazione come
uno sgarbo nei confronti del Presidente Mattaella che freme per una qualsiasi soluzione.

“Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – scriveva ieri Luigi Di Maio su Facebook –  domani completerà il secondo giro delle consultazioni e ascolterà le valutazioni dei gruppi parlamentari delle varie forze politiche. Il MoVimento 5 Stelle ha messo sul piatto dieci punti per l’Italia come base per qualsiasi discussione.
Il confronto tra le forze politiche su questa base sarà portato avanti dal presidente del Consiglio che eventualmente domani potrebbe essere incaricato dal Presidente Mattarella.
Alla fine di questo percorso ci sarà una proposta di progetto di governo che sarà stata condivisa tra le forze politiche che intendono entrare in maggioranza.
Prima che venga sottoposta al Presidente della Repubblica, questa proposta sarà votata online su Rousseau dagli iscritti del MoVimento 5 Stelle.
Solo se il voto sarà positivo la proposta di progetto di governo sarà supportata dal MoVimento 5 Stelle. Il voto dovrebbe avvenire entro la prossima settimana.
Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno e avranno sempre l’ultima parola”.

Voto si? voto no? A chi darà Mattarela la possibilità di formare il governo? Con quali basi?

La scadenza prevista per mercoledì alle ore 19 è sempre più vicina e…. non escono conigli dal cilindro. Non rimane quindi che attendere con la speranza sempre più concreta di poter andare al voto, salvo certo i miracoli che solo il Padreterno sa fare e che sembrerebbe aver comunicato, secondo alcuni giornali, al Grillo
parlante.

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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