venerdì, Novembre 27, 2020
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Dalla Chiesa candidato ‘senatore’ a Macerata

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di Maurizio Verdenelli

A volerlo prefetto di Palermo ‘con pieni poteri’ nella lotta alla Mafia era stato per primo in quel tragico 1982 il ‘treiese’ Giovanni Spadolini. Il primo presidente ‘laico’ del Consiglio dei ministri era infatti molto legato a questa terra e alla citta’ di Carlo Didimi che l’avo paterno aveva lasciato per Firenze contraendo nozze a San Miniato. Cosi’ nel salone nobile di palazzo Spadolini, nel capoluogo toscano, erano state fatte affrescare 8 formelle a simboleggiare l’unione: paesaggi di San Miniato e in quella cara Treia dove Spadolini avrebbe successivamente festeggiato la nomina a senatore a vita.
Invece il gen.Carlo Alberto Dalla Chiesa a Macerata e nel Maceratese non sarebbe mai venuto, anche se fervidamente atteso.
L’Uomo che aveva sconfitto il terrorismo e prima ancora risolto il problema delle carceri, aveva alla fine accettato la proposta del Psi a candidarsi al collegio senatoriale d’Italia. L’elezione non era per nulla certa in quanto da sempre nel dopoguerra il collegio aveva eletto un democristiano. Quello maceratese era il terzo  ‘piu’ sicuro d’ Italia per il partito di maggioranza relativa. L’ultimo eletto fu Arnaldo Forlani che, doppiamente candidato e doppiamente vincente, avrebbe poi optato per lo scranno da deputato. In ogni caso con il nome del Generale piu’ famoso del Paese, il partito socialista contava quella volta di farcela. Dalla Chiesa aveva capito che battere la mafia era molto, molto piu’ardua di qualsiasi altra battaglia da lui vinta. L’avrebbe capito piu’ tardi  Francesco Ayala. Al teatro Velluti di Corridonia confessera’: “Nel battere il terrorismo, lo Stato era compatto da un’unica parte, vestiva la stessa divisa. Non cosi contro la mafia”.
Poi la chiara percezione di essere stato lasciato solo, confidata al celebre giornalista Giorgio Bocca che l’aveva intervistato a Palermo. Dove 37 anni fa, il 3 settembre 1982, si compi’ la strage mafiosa: Dalla Chiesa, la giovane moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo che oggi Palermo, ancora commossa. ricorda. Per il Psi un doppio colpo, e pure a Macerata dove nella sezione di vicolo Santafiora si facevano strada con i vari Pallotta, Netti, Zazzetta, Giglio, Casale e i giovani leoni Brizioli e Mandrelli, la delusione fu grande cosi’ com’era stato grande l’entusiasmo nell’attesa della candidatura del Generale.
Nel disorientamento successivo (immagino), fra probabili candidature ex post, fu inserito evidentemente lo scrivente. Visto che mi trovai a non firmare in extremis carte per l’accettazione di una candidatura privata tragicamente di un tale Nome. Tuttavia, in extremis, consideravo che la missione del giornalista non si somma con quella del politico di professione. E che una missione sola puo’ bastare nella vita di un uomo. Cosi rinunciai piu’ tardi anche alla candidatura a sindaco di Macerata. Questo naturalmente non mi salvo’ da accuse, gravi ma pretestuose, di non essere stato ‘equidistante’ dal potere politico nel dirigere nelle Marche ‘Il Messaggero’, quotidiano di Roma.
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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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