mercoledì, Ottobre 27, 2021
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Capitano Ultimo: commemorato il Generale Dalla Chiesa alla Tenuta della Mistica a Roma

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Si è svolta come di consueto la Commemorazione del Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, barbaramente ucciso dalla mafia a Palermo il 3 settembre 1982 in via Isidoro Carini, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro ed all’agente di scorta Domenico Russo. Un efferato omicidio perpetrato dalla criminale associazione mafiosa contro colui che avrebbe potuto sferrarle un  colpo mortale. Un Carabiniere, come lo definisce Capitano Ultimo, che ha combattuto il banditismo, che ha combattuto le Brigate Rosse, attraversando l’Italia da Palermo a Milano, passando per la Campania e percorrendo una splendida carriera da ufficiale, fino al massimo grado di Generale, impegnato nelle brillanti operazioni contro la mafia, la delinquenza ed il terrorismo e che lo hanno visto sempre in prima linea ed alla caparbia guida dei suoi uomini. Inviato poi a Palermo dall’allora governo Spadolini con la nomina di Prefetto.

Proprio per questo erano molte le aspettative, in particolare dei “Siciliani Onesti” forse ricordando il Prefetto Mori che dal 1925, fin quando non fu trasferito nel 1929 partendo da Trapani, riuscì a debellare buona parte dell’allora mafia, nonostante i discussi metodi utilizzati. Metodi certamente diversi, e certamente meno invasivi sotto alcuni profili ma più efficaci nell’investigazione, tanto che poi furono ripresi e seguiti da altri investigatori, siano essi carabinieri, che magistrati che sempre si sono considerati allievi del Generale, riconoscendogli il merito.

Vedi Falcone e Borsellino, entrambi uccisi dalla stessa mafia diversi anni dopo e sempre a Palermo. Guarda caso tre personaggi, Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino, ricorrenti nella Tenuta della Mistica, dove il “Capitano Ultimo” ha voluto realizzare una importante struttura di recupero gestita da volontari. Ed è in questa tenuta che cono accorse spontaneamente diverse centinaia di persone, pronte a testimoniare con la loro presenza discreta e senza pompose cerimonie l’affetto ed il ricordo per Dalla Chiesa.

Persone di ogni genere, di ogni luogo, anche venute a proprie spese da lontano, dalla Sicilia o dalla Lombardia, con la volontà di esserci, non per ottenere qualche cosa. Nessun discorso ufficiale, quindi, solo la parola di Capitano ultimo, attorniato dai “suoi ragazzi” Carabinieri, Poliziotti, forze dell’Ordine, volontari delle varie armi, in particolare dei Carabinieri, e della Croce Rossa.

La parola spetta agli Ultimi, come lui definisce la gente che soffre, presentando così alcuni personaggi del Senegal che con forza ed impegno hanno ricominciato a lottare anche per gli altri. La Benedizione del Vescovo, e il suono di una toccante tromba che intonava il silenzio davanti alla Pietra scolpita e donata da un volontario, sono stati i momenti conclusivi di questa commemorazione, vera e ripetiamo senza fronzoli e lacchè, ma sentita dal profondo del cuore da tutti i partecipanti. Ripetiamo, tanta gente, conosciuta e non sono intervenute ne abbiamo riconosciuto diversi tutti compostamente accomunati da un sentito riserbo e dalla volontà di esserci. Giusto per far comprendere l’elevato spirito di fraternità che Capitano Ultimo è riuscito a suscitare con le sue azioni, citiamo solo due personaggi che erano li anonimamente e semplicemente, come tutti gli altri.

La senatrice Rauti ed il vignettista Vauro. Due estremi che forse fanno capire come Capitano Ultimo sia trasversale e mosso solo all’interesse verso lo Stato ed il popolo. Forse per questo è scomodo?

Ettore Lembo

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