lunedì, Gennaio 17, 2022
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Gentiloni: si riparte da Bruxelles

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di Maurizio Verdenelli

‘Da dove ripartire per tornare a vincere’? Da Bruxelles, off course, passando magari per Macerata. “Bentornato a casa, Paolo!”. L’aveva accolto cosi Angelo Sciapichetti il pomeriggio del 22 marzo scorso nell’affollata sala grande dell’Asilo Ricci. Lui, il tolentinate nato a Roma Paolo Gentiloni, da 5 giorni appena presidente del Pd dopo essere stato ministro delle comunicazioni, Esteri, primo ministro ed ora successore del francese Moscovici, indicato ad Ursula Von der Leyen come commissario italiano in seno all’ UE, avrebbe alla fine risposto a quell’entusiasmo con pari vigore. “Viva Macerata, sempre!”.

In citta’, poi in serata a Potenza Picena accolto dall’on. Mario Morgoni, Gentiloni Silverj per presentare il suo libro fresco di stampa: “La sfida impopulista”. Con un sottotitolo che abbiamo preso in prestito (l’interrogativo e’ tuttavia nostro) all’inizio. A Macerata, il futuro commissario europeo agli Affari economici era stato invitato dal circolo Aldo Moro, il cui dominus e’ appunto l’assessore regionale alla Protezione Civile, Sciapichetti. E dunque dalla sfida ideale con Matteo Salvini all’affrontare subito il problema della ricostruzione post sisma con Gentiloni che sia da ministro sia da premier era stato nella ‘sua’ Tolentino con significativa ispezione nel santuario di San Nicola e poi anche a San Ginesio, fu tutt’ uno.

Da Gentiloni elogi senza riserve per i sindaci-eroi Macerata con particolare riferimento a Cristina Gentili (Bolognola) “che ospita i senzatetto negli spazi del Palazzo comunale”, Da Sciapichetti accuse al governo “che in tema si limita a promesse impossibili”. In sala con l’assessore Ricotta, il presidente dell’assemblea regionale Mastrovincenzo, il rettore Adornato, l’ex sindaco tolentinate e consigliere regionale Massi (cugino di Gentiloni), c’era quella sera l’ing. Gianfranco Ruffini, candidato ‘sicuro’ a succedere alla commissaria per la ricostruzione Paola De Micheli, ora nuovo ministro. “Per dieci giorni -ricorda ora Lui- mi sentii veramente così, e c’era stata anche una comunicazione dal Palazzo…”.

Secondo i rumors di allora e di oggi, a nuocere alla candidatura – svanita notoriamente come neve al sole con la nomina del prof. Piero Farabollini – dell’ ing. Gianfranco Ruffini, ottimo tecnico impegnato nella ricostruzione e consulente esterno della diocesi di Macerata, sarebbe stata proprio la sua contiguità con Gentiloni (ne ha restaurato il palazzo di Tolentino) e con il Pd – la moglie Loredana Riccio, e’ stata assessora democrat nella giunta guidata da Luciano Ruffini. In ogni caso il gravissimo problema della mancata ricostruzione avrà adesso nel nuovo commissario UE, un ‘avvocato’ a Bruxelles.
Un politico che non ha fatto mai velo al suo amore per le Marche.

Erede di Vincenzo Ottorino Gentiloni che ha dato il proprio nome al Patto attraverso cui ai cattolici venne concesso l’ingresso in politica, appartenente alla nobile famiglia nel cui palazzo Giuseppe Garibaldi brindo’ al nuovo anno, il fatidico 1848 (ospitando successivamente, a restaurazione avvenuta papa Mastai Ferretti), Paolo Gentiloni a Macerata ha ricordato quando “da giovanotto frequentavo il capoluogo, ritenendolo a ragione civilissima, importante per il commercio e centro culturale di primario valore”. Riferendosi poi al caso Pamela: “Un delitto orribile, ma per questo Macerata non puo’ essere certo indicata come una citta’ di frontiera o un Bronx!”.

Nota e sempre riaffermata l’ammirazione del futuro commissario europeo per Enrico Mattei. Ricordato quand’era ministro degli esteri al presidente iraniano Rohani nella sua visita a Roma -il fondatore dell’Eni aveva contatti strettissimi con il Paese del Leone- e successivamente, da premier all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Camerino.

A Macerata, prima della primavera scorsa, era venuto a presentare la propria candidatura alle ultime politiche, al cinema Italia.
Un’ascesa irresistibile quella di Gentiloni, cittadino onorario di Tolentino, conte di Macerata, Recanati, Cingoli e Filottrano, dalle redazioni Rai fino a Bruxelles, passando dalla Farnesina (parla tre lingue: inglese, francese e tedesco) e Palazzo Ghigi, senza sbagliare un passo o previsioni. Ad eccezione di una soltanto quando all’asilo Ricci, quel 22 marzo disse: “Fra tre, quattro mesi, il governo gialloverde implodera’ ed andremo al voto”. Previsione errata, si, ma davvero per un soffio.

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