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PROCOPIO, Le storie segrete. Traduzione di Paolo Cesaretti, Bur 1996

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PROCOPIO, Le storie segrete. Traduzione di Paolo Cesaretti, Bur 1996.

 

Continua libro VIII

 

27- Descrivere a parole il carattere di Giustiniano, chi potrebbe farlo? Risultava provvisto di tutti questi difetti e di molti altri ancora, in misura non umana; la natura sembrava aver sottratto ad ogni altro uomo tutto il corredo dei mali, per riporlo, intero, nell’ animo suo. 28- Oltre a tutto il resto, era assai portato a credere alle calunnie, nonché lesto nelle punizioni. Mai che giudicasse in seguito ad una inchiesta, prestato ascolto alla calunnia, era subito pronto ad emettere sentenza. 29- Non esitava affatto a siglare i documenti che comportavano distruzioni di paesi, incendi di città, asservaggi di popoli interi senza motivo. 30- Sicché, a voler considerare tutte le disgrazie capitate sin dal principio ai romani, per confrontarle con quelle di oggi, mi pare che strage di umani compiutasi sotto questo figuro sia stata superiore a tutto l’insieme dei tempi passati. 31-Non si faceva scrupolo alcuno d’impadronirsi con freddezza dell’altrui denaro, non si curava d’approntarsi una scusa, un riparo legale, per l’usurpazione di beni non suoi; ma una volta incamerati, ecco che per uno sciocco punto d’onore era prontissimo a disinteressarsene, a darli ai barbari, senza discernimento. 32- A dirla tutta, lui il denaro non riusciva ad averlo, ma neppure permetteva ad altri di averne; e come se, lungi dall’esser vinto dalla cupidigia, fosse preda di invidia verso i benestanti. 33- Pertanto, facilissimamente bandita la ricchezza dalle terre romane, egli divenne universale operatore di povertà.

LIBRO IX

1-Tale, per quanto ci è riuscito a tratteggiarlo, il carattere di Giustiniano. Sposò una donna. Penserò io a chiarire quale ella fosse per origine e per educazione e come, dopo il matrimonio con costui, abbia distrutto fino alle radici lo Stato romano. 2- C’era in Bisanzio un tale Acacio, guardiano delle belve nel Circo: apparteneva alla fazione dei Verdi, il cosiddetto “allevatore d’orsi”. 3- Costui morì di malattia ai tempi di Anastasio Imperatore, lasciando tre figlie: Comitò, Teodora e Anastasia. La primogenita non aveva neppure sette anni. 4- La moglie, caduta in miseria, si unì ad un altro uomo, che doveva occuparsi con lei, in futuro, della famiglia e del lavoro (lasciato da Acacio -ndr). 5- Accadde però che il coreografo dei Prasini, Asterio, cedendo a denaro altrui, li rimosse da quella carica, e non si peritò di installare al loro posto colui che l’aveva compensato. In effetti i coreografi potevano dirimere tali questioni a piacimento. 6-Quando la donna vide il circo gremito dal popolo, poste le corone sul capo e tra le mani delle figlie, le fece sedere a mo’di supplici.7- Ma in Verdi non avevano intenzione di accogliere la supplica, gli Azzurri invece le reintegrarono nella carica: anche il loro guardiano, difatti, era mancato da poco. 8- Quando le figlie divennero giovinette, subito la madre le avviò alla scena, poiché erano davvero belle: però non tutte simultaneamente, bensì a seconda che ciascuna le paresse matura al compito. 9- La primogenita, Comitò, già brillava tra le cortigiane della sua età; Teodora la seguiva vestita di una corta tunica con le maniche, come uno schiavetto. Tra gli altri servigi che le rendeva, portava sempre a spalla lo scanno sul quale l’altra soleva star seduta nei suoi incontri. 19- All’epoca Teodora non era affatto matura per andare a letto con gli uomini né ad unirsi a loro come una donna; si dava invece a sconci accoppiamenti da maschio con certi disgraziati, schiavi per di più, che seguendo i padroni a teatro trovavano in tal modo sollievo al loro incomodo; e anche nel lupanare dedicava parecchio tempo a questo impiego contro natura del suo corpo.

 

Continua il libro IX

 

 

NOTA: 1Trattata la figura di Giustiniano nel peggiore dei modi, Procopio si appresta a rendere lo stesso servizio a Teodora, già facendone una protagonista di rapporti contro natura in età preadolescenziale. Su questo particolare Procopio si sofferma intenzionalmente in quanto contrasta con la severità in seguito dimostrata da Teodora imperatrice nel perseguitare e punire l’omosessualità. 2- Nei paragrafi appresso, come vedremo, l’opera di demolizione della figura morale di Teodora sarà spietata.

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