domenica, settembre 15, 2019
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Mentre il “Palazzo” è sordo e si vota la fiducia, in piazza il popolo in massa vuole il voto

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Una folla oltre ogni ragionevole aspettativa si è impossessata civilmente ieri mattina di Roma e del centro dove risiede il palazzo del potere. Un lunedì particolare e con tanti fattori che non avrebbero certamente lasciato intendere una partecipazione così grande e spontanea di migliaia di cittadini italiani pacifici provenienti da tutta Italia. Ieri infatti si è ripreso il lavoro a pieno ritmo, essendo finite le ferie estive e per di più hanno riaperto tutte le scuole con relativo accompagnamento da parte di genitori che difficilmente si perdono un evento così bello.

Ma tutto questo non ha fermato la voglia di scendere in piazza e raccogliere l’invito che Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia ha lanciato già dal Quirinale il giorno delle consultazioni per la formazione di un governo che, pur lecito costituzionalmente, non rispecchia assolutamente il volere popolare che vuole andare al voto.
Mamme, papà, giovani studenti, nonni e nonne, provenienti da tutta Italia per convergere insieme a Piazza Montecitorio, disciplinatamente, senza insegne di partito ma con le bandiere Italiane ed intonando l’Inno Nazionale, senza violenza e senza provocazioni, nel più integro rispetto di quella civiltà che in tante altre
occasioni purtroppo non si è visto.

Eppure qualcuno ha provato a far in modo di inasprire gli animi dividendo Via del Corso, all’altezza della Galleria Sordi, da cordoni di Forze dell’Ordine, o blindando tutta l’area circostante. Bisogna ringraziare veramente le Forze dell’Ordine, che con grande saggezza e disponibilità hanno saputo
affrontare la situazione. Nonni e nonne, mamme e papà arrabbiati perché privati dei loro diritti, il voto e il libero accesso alla piazza, come fossero, “i ragazzi dei centri sociali” , cattivi e violenti.


Tanti, tanti, tanti gli uomini e le donne che confluivano all’esterno del palazzo, non siamo riusciti a conoscere i dati reali, e riteniamo che difficilmente si potranno conoscere dal momento che più di tre piazza sono state riempiteall’inverosimile oltre tutte le strade adiacenti e di collegamento, tanto che sono stati predisposti immediatamente dei video in ogni piazza per far si che tutti potessero seguire i vari interventi. Tutto questo mentre all’interno del Parlamento Il Presidente del Consiglio designato teneva il suo discorso programmatico per la fiducia di quel Governo ritenuto dal popolo e dall’opposizione imposto da stati esteri.

Scontri durissimi all’interno del Parlamento che dimostrano quanto si stia forzando la mano, così come all’esterno gli slogan per non promuovere la fiducia e andare al voto, e significativo notare che il portone di Montecitorio è rimasto chiuso, quasi a voler dimostrare accentuare il distacco tra il popolo e gli occupanti.

L’impressione che si ha è che forse questo nuovo esecutivo vada esattamente in direzione contraria, a meno che non intenda utilizzare quei metodi, non certo democratici, come la censura. E’ un caso, ma proprio ieri CasaPound e Forza Nuova hanno visto chiudere le loro pagine sui profili dei social Facebook ed Instagram. Una coincidenza certamente, così come forse un po’ incauto lo stesso neo premier bis il quale asserisce che l’aver portato in piazza il popolo a richiedere il voto è un atto di grave irresponsabilità, consigliando ad alcuni di studiare la costituzione.

Un popolo civile che, rispettando le regole civili e democratiche, come previsto dalla costituzione, esercita il proprio diritto pacificamente. E’ inutile qui riportare tutte le affermazioni di coloro che si sono affacciate sul palco degli organizzatori, all’esterno del palazzo, perché oltre ad essere reperibili ovunque, hanno riscosso il tripudio di coloro si sono sobbarcati anche di lunghi spostamenti per dimostrare di voler esserci. La fiducia al nuovo governo è stata concessa in Parlamento con 343 si e 263 No.
Ed ora si affronta la prova del Senato.

Il premier nel suo intervento aveva replicato alle parole di Matteo Salvini che lo aveva attaccato parlando di lui come di un “nuovo Monti”. “Poi con calma – ha attaccato Conte – nelle prossime settimane spiegherete al Paese cosa ci sia di dignitoso in tutti i repentini voltafaccia che ci sono stati in poche settimane“.  “Senza onore!“. Così alcuni senatori leghisti dall’interno del palazzo hanno urlato interrompendo piu’ volte la replica del presidente del Consiglio, che aveva parlato della decisione presa dalla Lega “unilateralmente” l’8 agosto di ‘avviare’ la crisi di governo. Sono seguiti cori: Dignità, dignità!”, scanditi battendo le mani sui banchi.

Ettore Lembo

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