venerdì, Ottobre 22, 2021
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Eurocrazia e Demofobia: nasce la “Nuova Inquisizione”?

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La domanda che oggi in tanti si pongono, alla luce di ciò che sta avvenendo nel mondo, in Europa e in maniera particolare in Italia, è se ci troviamo di fronte alla nascita di una nuova era storica che affermi la “antidemocrazia” ovvero “demofobia” del pensiero unico, imposto attraverso un ritorno della “INQUISIZIONE”  volta all’imposizione del “politically correct” che oggi è voluto dagli eurocrati di Bruxelles e non trae più la sua legittimazione – come nei secoli trascorsi – dalla chiesa Cattolica che la istituì agli inizi del X secolo così come la storiografia riporta.

Un pensiero anti-sovranista ed anti-democratico unico ed imposto da chi ha deciso di soverchiare anche la stessa maggioranza popolare pur di affermare principi e regole che in virtù di un diritto non condiviso ma autoreferenziale  vuole governare il destino dei popoli utilizzando a proprio piacimento ogni presunto strumento economico, costituzionale, legislativo e sociale a disposizione.

L’Italia, piaccia o no, è il banco prova di questo complesso sistema che sembrerebbe partire da altri continenti, passando per l’Europa di cui tanto si discute per un’eventuale cambiamento, apparentemente da tutti annunciato ma praticamente avversato da chi non ha certamente nessun interesse al rinnovamento.

In particolare in Italia si è voluto sovvertire a più riprese la volontà popolare trincerandosi dietro un presunto formalismo costituzionale che in realtà ha tradito lo spirito delle norme, e distorcendo il principio della elezione senza vincolo di mandato al fine di ribaltare le decisioni del popolo sovrano.

E’ evidente che per poter raggiungere tali obiettivi complessi e non democratici che configurano quindi una vera e propria forzatura istituzionale, ci sia bisogno di riesumare scimmiottandolo un sistema “inquisitorio” che nacque diversi secoli or sono.

Infatti mentre nel XIX secolo gli Stati europei soppressero i tribunali della Santa Inquisizione, questa fu mantenuta dallo Stato pontificio e assunse nel 1908, regnante Pio X, il nome di «Sacra Congregazione del santo Offizio», finché con il Concilio Vaticano II, durante il pontificato di Paolo VI, in un clima profondamente mutato dopo il papato di Giovanni XXIII, assunse nel 1965 l’attuale nome di «Congregazione per la dottrina della fede».

Ecco quindi la “Nuova Inquisizione” , ricerca del delitto non più da parte dello Stato Pontificio come era in origine, ma dai Palazzo del Potere a Bruxelles ed a Roma.

E’ evidente che per affermare principi che sovvertono la reale democrazia, per tendere verso una “eurocrazia” imposta dall’estero, ci sia bisogno di strumenti che diano la possibilità di inquisire fatti e persone contrari al volere dominante e che si oppongono al pensiero unico imposto.

E quindi da quando sentiamo parlare in Italia del “Politicamente Corretto”?

Senza andare eccessivamente indietro nel tempo, consideriamo come punto di partenza il 10 maggio 2016. Nasce infatti in quella data, con la costituzione presso la Camera dei Deputati della Commissione “Jo Cox” sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo ed i fenomeni di odio.

Commissione, questa, fortemente voluta, nonostante non vi fosse alcun motivo d’urgenza in Italia, se non per probabili motivazioni ideologiche. Si è poi voluto denominarla “Jo Cox” nella seduta del 4 luglio 2016, in riferimento alla deputata presso la Camera dei Comuni del Regno Unito, uccisa il 16 giugno 2016 mentre si apprestava a partecipare ad un incontro con gli elettori.

Dopo 13 riunioni, il 6 Luglio del 2017 la commissione ha approvato la relazione finale, che conta ben 56 punti che hanno aperto la strada a quella che potrebbe intendersi come una vera e propria base inquisitoria per colpire chi non è allineato al pensiero imposto, più su supposizioni ideologiche che reali.

E’ quindi da tale base ideologica che nascono numerose norme e le conseguenti misure repressive. Alcuni casi eclatanti partono oggi dalla chiusura avvenuta in questi giorni di numerosi profili di liberi cittadini, di partiti politici, e di gruppi di aggregazione da parte di taluni ben nosti social network . La gravità di questi oscuramenti illegittimi, lasciano intravedere la faziosità ideologica di chi ha compiuto questi atti, che lasciano supporre un vero e proprio reato di discriminazione, che trasformerebbe l’inquisitore in inquisito se ci fosse una democrazia reale.

Sembrerebbe infatti che non siano stati oscurati profili pesantemente incitanti all’odio al pari di quello di un caporedattore della televisione pubblica nei riguardi di un esponente politico di diversa ideologia. Se in più aggiungiamo che tale “censura” applicata di recente è stata stabilita unilateralmente da una azienda privata, senza alcuna possibilità di ricorso e che chi ha il dovere di intervenire tace, questo potrebbe lasciare intendere che vi sia una forma di accordo o connivenza, contro il cittadino.

Ma attenzione, l’inquisizione prevede altre forme di controllo e punizione, non solo quella mediatica, e in quelle si potrebbero riscontrare metodi con effetti molto più coercitivi e dirompenti, come il controllo sulle finanze, sugli affetti familiari e così via. Il resto alla prossima puntata.

Ettore Lembo

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