sabato, Ottobre 16, 2021
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Banca popolare di Bari, convegno di azionisti

pesaro

Si riuniranno a Bari oggi, giovedì 19 settembre, presso il Palace Hotel, dalle 16 alle 18, gli azionisti della Banca popolare di Bari, per discutere ancora una volta sui possibili scenari della banca e le prospettive dei risparmiatori e degli azionisti che hanno creduto o probabilmente sono stai indotti ad investire in azioni di
questa banca. Si tratta di una situazione di estrema complessità per i comuni cittadini che utilizzano in buonafede le banche anche investendo totalmente i propri risparmi, magari mal consigliati o non resi perfettamente edotti dei reali rischi, come spesso avviene ed è avvenuto nel passato tanto da far si che intere manovre di governi siano dovute intervenire a salvare la capra, ma quasi mai i cavoli.

Il famoso decreto salva-banche ne è un esempio. Scende in campo a sostegno dei risparmiatori e degli azionisti l’associazione vittime del Salva-Banche,
affinché si possa sbloccare questa incresciosa situazione che vede coinvolta la Banca Popolare di Bari, la Banca d’Italia, la Consob, e la politica, nazionale, regionale e locale.

Parliamo di responsabilità su cui bisogna che la magistratura faccia chiarezza, e che sembrerebbe invece vengano rimpallate da una parte all’altra senza trovare una vera soluzione e riscontro, tipico delle questioni spinose ed importanti che affliggono la nostra Italia. Sono stati diversi gli incontri che si sono svolti e che hanno evidenziato un gran numero di presunte e gravi irregolarità, ma ad oggi nessuno è riuscito a dare delle risposte a tutti gli azionisti che sono oltre 70.000.
Lascia anche perplessi il fatto che, a differenza di altri istituti di credito, nessuna rilevanza è stata data dai media a carattere nazionale, quasi a lasciare intendere che ci sono risparmiatori di serie A e risparmiatori di serie B.

Il silenzio dei media ha certamente contribuito alla “latitanza” dei politici, che, direttamente o indirettamente, sarebbero dovuti intervenire a tutela di una economia locale e generale che viene alterata e penalizzata, ben sapendo che oggi in Italia ogni attività commerciale ha necessità dei crediti bancari.
Gli azionisti e i risparmiatori di questa realtà, in fortissima crisi con un buco di oltre 420 milioni di euro, vorrebbero finalmente avere risposte su come siano potute accadere certe storture e conoscere il loro destino. Inoltre vorrebbero che i politici locali, i quali certamente non possono non essere a
conoscenza della situazione, si interessassero, come dovuto, a questa realtà.

Ci sarebbero, secondo quanto è stato possibile apprendere, responsabilità ben individuate sia in termini di nomi, di cariche e funzioni, relativamente alle quali certamente solo la magistratura potrà esprimersi. Che sia questo il motivo di tanto rumoroso silenzio?

Ettore Lembo

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